Goteborg: buone nuove dai quattrocentisti




 
Un inizio difficile, come c’era da aspettarsi. La rassegna europea di Goteborg conferma sin dai primissimi turni eliminatori l’alto livello di molte delle prove previste e le difficoltà conseguenti dei primi azzurri in gara. Una Goteborg con un clima ideale ha accolto la prima mattinata di gare, tutta articolata su prove di qualificazione che hanno regalato pochi sorrisi alla squadra azzurra ed è giusto iniziare da questi: i 400 hanno mostrato il primo azzurro capace di migliorarsi, almeno in ambito stagionale. E’ Andrea Barberi, bravissimo soprattutto perché correva in prima corsia. Regale la sua prova, conclusa al secondo posto in 45.81, dimostrando di potersi ulteriormente migliorare in semifinale. Passa il turno anche Claudio Licciardello, terzo in 46.24, che rispetto al compagno di colori delle FF.GG. è sembrato faticare di più soprattutto sul rettilineo finale. Nei 100 metri recupero in base ai tempi per Massimiliano Donati, sesto nella sua batteria in 10.55 e per Luca Verdecchia, quinto in 10.57. Va detto che il secondo ha dato buona impressione in partenza, come suo solito, spegnendosi un po’ nel finale, ma appare avere maggiori margini di miglioramento rispetto al compagno di staffetta (e ricordiamo che è proprio nella 4x100 che si ripongono le speranze italiane, molto più che nelle prove individuali). Eliminato invece Checcucci, 10.62. Il miglior tempo è stato appannaggio del rientrante britannico Chambers, 10.24, un centesimo meglio del portoghese Obikwelu e due del francese Pognon: è da questa triade che dovrebbe uscire il nome del vincitore. Veniamo alle delusioni e quella per la Balassini è certamente forte: come già avvenuto nelle altre grandi manifestazioni (la bolognese ha superato le qualificazioni solamente agli Europei 2002) la primatista italiana si è improvvisamente involuta rispetto alle sue più recenti prestazioni non andando al di là di 64,20 metri, undicesima nel suo turno di qualificazione. Una debacle chiaramente psicologica prima ancora che tecnica, un problema che si ripropone annualmente e dal quale non si riesce a trovare la strada per uscire. Decisamente meglio Clarissa Claretti, salita in pedana estremamente calma e concentrata, che al primo lancio ha piazzato un buon 68,43 migliorandosi poi fino a 69,02. Per lei accesso alla finale com'era già successio ai Mondiali 2005. Per la giovane Salis 61,69, 13.nel suo gruppo con la speranza che questa sia la prima di una lunga serie di esperienze nelle grandi manifestazioni. Da notare una lunga serie di eliminazioni eccellenti, come quelle della bielorussa Menkova, della russa Khoroshikh e della rumena Melinte, tutta gente da oltre 76 metri. Diverso il discorso legato a Benedetta Ceccarelli, che nei 400 ostacoli ha corso in 57.12. Fa certamente dispiacere vedere l’umbra fuori in una gara che, con la forma dello scorso anno, avrebbe potuto vederla fra le protagoniste assolute, ma la stagione della Ceccarelli è stata segnata dal problema al tendine d’Achille che le ha impedito di prepararsi come si deve. In gara sono emersi tutti i problemi sia di tenuta che di approccio tecnico evidenziati durante la stagione: ora è bene fermarsi e pensare subito al 2007. Nel pomeriggio ricordiamo che due sono le finali previste: alle 18,45 quella del peso maschile, alle 20,10 quella dei 10000 metri femminili con le nostre Weissteiner e Rungger. Tra i turni di qualificazione è chiaro che tutti gli occhi saranno puntati sul lungo maschile: 7,95 la misura da superare per Nicola Trentin e soprattutto per Andrew Howe: la sfida per l’oro inizia da qui. In gara anche Bettinelli e i fratelli Ciotti nelle qualificazioni dell’alto, la Cusma nelle batterie degli 800, Pignata nel giavellotto, Obrist e Neunhauserer nei 1500. g.g. Nella foto piccola: Donato Verdecchia, nella foto grande: Massimiliano Donati (foto Omega/FIDAL) File allegati:
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