di Marco Buccellato
 
Il Golden Gala Pietro Mennea regala tre primati mondiali stagionali (12.54.95 di Yenew Alamirew nei 5000 metri, 1:43.61 di Mohammed Aman sugli 800 metri uomini, 49.87 di Amantle Montsho nei 400 donne) davanti a una cornice di pubblico ancora una volta entusiasta (52.305 spettatori). Allo Stadio Olimpico, però, le sorprese non mancano: la sconfitta di Usain Bolt nei 100 metri, battuto di un centesimo (9.94 a 9.95) da Justin Gatlin, quella di Allyson Felix (22.64) alle spalle dell'ivoriana Ahoure nei 200 (22.36), e di un altro campione olimpico, il francese Renaud Lavillenie nell'asta (5,86 contro i 5,91 del tedesco Holzdeppe). Daniele Greco (Fiamme Oro) è secondo nel triplo con 17,04, superato al quarto salto dall'olimpionico Christian Taylor (17,08). Nello stesso concorso quarto Fabrizio Schembri (Carabinieri) con 16,85, mentre nell'asta Giuseppe Gibilisco (Fiamme Gialle) si issa a 5,60. Grande prestazione di Giordano Benedetti (Fiamme Gialle) in 1:44.67, crono che ne fa il sesto italiano di sempre sugli 800 e minimo per i Mondiali di Mosca. La primatista italiana Veronica Borsi (Fiamme Gialle) è quinta nei 100 ostacoli in 12.97, Alessia Trost (Fiamme Gialle) si ferma a 1,88 nell'alto finito con lo spareggio ad 1,98 tra le russe Shkolina e Chicherova. Nei 100 metri paralimpici record mondiale nella categoria T42 di Martina Caironi (15.18) e primato italiano T43 di Giusy Versace (14.72).
 
100 metri A (uomini) - Quasi non ci crede Justin Gatlin. Quei primi attimi dopo l'arrivo in cui non sente niente, nemmeno le grida del pubblico miste di entusiasmo e stupore, come fosse rimasto stordito da una esplosione. Batte le mani e guarda dentro la telecamera, si applaude cercando di capire cos'ha fatto. Usain Bolt, da parte sua, la prende sul buonumore, gli viene da ridere, mostrando che per uno come lui, che non ha paura di nessuno, è facile saper perdere, anche se ti capita una volta tanto. E a lui, non capitava di essere battuto sui 100 metri dal connazionale Yohan Blake dai Trials giamaicani della scorsa stagione. vento a 0,8, partenza più lesta di Gatlin (0.143 millesimi) e soprattutto Usain che deve ancora tornare, ma lo sta facendo, tant'è che chiude in 9.95 a un solo centesimo da Gatlin (9.94), scappato via il giusto. L'americano, non lo si deve dimenticare, ha vinto l'ultima Olimpiade prima dell'avvento della Bolt-mania. E a Londra ha preso il bronzo in 9.79. Terzo è il campione europeo indoor Jimmy Vicaut, che eguaglia il personale in 10.02 e si lascia dietro Mike Rodgers (10.04), Kim Collins (10.07) e Mookie Salaam (10.08). Per Michael Tumi, ottavo in 10.29, il primo confronto contro i supereroi dell'area americana e caraibica, chiuso con la seconda prestazione della carriera a un decimo dal primato personale. Le dichiarazioni di Usain Bolt: "Sono partito bene, e anche se ai 50 metri ho avuto qualche problema il mio lanciato non è stato così male, ma ho perso e la stagione è lunga ed è iniziata presto. Non sono insoddisfatto, analizzerò la gara con attenzione. Mennea? E' stato un fortissimo atleta che ha fatto grande l'Italia, sono onorato di aver gareggiato in un meeting intitolato a lui". Justin Gatlin: "Sono un po' sorpreso di aver vinto. Bolt è un grande avversario, può perdere e poi ribatterti subito dopo, come ha fatto lo scorso anno. Sono rimasto concentrato sulla corsa senza farmi distrarre".

Triplo (uomini) - Daniele Greco coglie il secondo posto in 17.04 (risultato arrivato al terzo salto con vento contrario di 0,6 metri al secondo), perdendo dal campione olimpico Christian Taylor (17.08 al quarto turno), dopo aver cullato il sogno di emulare Fabrizio Donato, vincitore lo scorso anno in Diamond League a Zurigo. Il pugliese campione europeo indoor ha poco da rammaricarsi, in una serata fresca ha esordito con un nullo netto ma atterrando molto lontano, ha proseguito con un 16.98 che lo ha lasciato perplesso, poi il miglior salto di serata, seguito da tre nulli alla ricerca della misura vincente. Oltre i 17 metri anche il recordman mondiale indoor Teddy Tamgho, alla seconda gara consecutiva chiusa con 17.01. E bravo, bravissimo, anche Fabrizio Schembri, quarto con un bel 16.85 ottenuto in apertura, sufficiente a lasciarsi dietro nomi del calibro di Idowu, El Sheryf, e del russo di colore Adams.

Alto (donne) - la sfida degli aironi va alle due russe, la campionessa olimpica Anna Chicherova e la connazionale Svetlana Shkolina, appaiate alla misura di 1.98 (dopo spareggio), sufficiente a precludere il successo a Blanka Vlašic, che sale a 1.95 e dimostra di essere sulla strada del completo recupero. poca fortuna per Alessia Trost, che dopo aver superato senza errori 1.80 e 1.84, mostra le prime incertezze a 1.88 (misura superata solo alla terza prova) e poi si arrende a 1.92.

800 metri (uomini) - Delizia azzurra e per il pubblico, è la super-serata di Giordano Benedetti, trentino 24enne in forza alle Fiamme Gialle, che accoglie l'ovazione dello stadio allo scandire delle cifre buone per il quarto posto in un 1:44.67 che gli vale il minimo mondiale, la sesta prestazione italiana di tutti i tempi, ottenuta in una gara che da sola valeva il biglietto per il Golden Gala. Ha vinto Mohamed Aman, l'anti-Rudisha, che in assenza del primatista mondiale ha fatto bellissima figura in 1:43.61, la terza miglior prestazione mondiale della serata dell'Olimpico, ma ha sudato sette camicie per scrollarsi di dosso la lunga ombra di un francesino dal talento purissimo e dalla falcata rotonda, Pierre-Ambroise Bosse, cullatosi secondo in un 1:43.91 eccellente.

Justin Gatlin (foto Colombo/FIDAL)Justin Gatlin (foto Colombo/FIDAL)

Davanti a Benedetti, il sudafricano Andre Olivier, bravo a restare attaccato al battistrada Aman e di cedergli nemmeno così tanto (1:44.37).

100 ostacoli - L'Olimpico tributa sulla fiducia l'ovazione alle tre azzurre impegnate in una specie di campionato italiano "open". La Borsi di fresco primato italiano è in settima corsia, la Caravelli ex-primatista è in nona, la Cattaneo in prima, alla sinistra della flotta statunitense (ben cinque). La fiducia del pubblico romano viene ripagata con una buona gara di tutte e tre le ragazze, con Veronica Borsi che scende nuovamente sotto i tredici secondi e chiude quinta in 12.97 (vento +0,3), confermando che la sua nuova dimensione sta germogliando con continuità. Marzia Caravelli non esce ridimensionata dal sesto posto, perchè il cronometro (13.01) non invia segnali negativi. Micol Cattaneo è ottava in 13.07. Davanti, è terra di caccia statunitense, con l'olimpionica di Pechino (e argento a Londra) Dawn Harper-Nelson che miete un altro successo in 12.65, battendo una rigenerata Lolo Jones (12.70) e Virginia Crawford (12.90).

400 metri (donne) - Il primo record mondiale stagionale della serata, opera della quartermiler del Botswana Amantle Montsho, che scende a 49.87 gestendo agevolmente il tentativo di rimonta della statunitense Francena McCorory, seconda in 50.05 (primato personale). Terza l'altra americana Natasha Hastings in 50.53. L'esperimento dei 400 piani per la primatista italiana dei 400 con ostacoli Yadisleidis Pedroso si chiude con un progresso cronometrico (54.38, primato personale) e con il nono posto.

5000 metri (uomini) - Si recita all'Olimpico la prima pièce annuale della specialità sotto i tredici minuti, ed è un duello etiope, quasi un corpo a corpo, quello che si consuma negli ultimi 120 metri tra il favoloso junior Hagos Gebrhiwet e il più esperto, ma ancor giovane, Yenew Alamirew, che in rettilineo la fa franca sul connazionale vincendo in 12.54.95, ampiamente miglior prestazione mondiale stagionale. Il secondo posto di Gebrhiwet è cifrato a 12:55.73, il terzo di Isiah Koech a 12:58.85. Dopo il terzo chilometro si erano sfilati i due etiopi e l'altro kenyano, il piccolo John Kipkoech, ma Isiah Koech si è riaccodato a 600 metri dall'arrivo ed ha mostrato più gamba del connazionale, soffiandogli il terzo posto. Giù dal podio proprio Kipkoech in 13:01.64, Edwin Soi (primo a Eugene ed ex-leader dell'anno) quinto in 13:02.54. Il sesto è Caleb Ndiku che va al personale di 13:03.80.

Asta (uomini) - La caduta dei campioni olimpici, dopo Bolt, prosegue con quella del francese Renaud Lavillenie, che contava di aver vinto la gara in cinque salti, sufficienti a issarlo sulla misura di 5.86. La brutta notizia (sportiva) ha assunto le forme determinate di Raphael Holzdeppe, bronzo europeo e bronzo olimpico l'anno scorso, ed ex-campione del mondiale junior, che al terzo salto ha eguagliato il personale a 5.91, e vinto nello stadio dove, prima di Lavillenie, fu grande un altro francese , Thierry Vigneron. Terzo un altro tedesco, Malte Mohr, con 5.86, e quarto Björn Otto con 5.80. Bravo Giuseppe Gibilisco, che si è issato alla terza prova a 5,60 (migliore pestazione italiana stagionale), poi dopo il primo errore a 5,70 si è ritirato.

1500 metri (donne) - Il duello tra la svedese ex-etiope Abeba Aregawi e l'ancora etiope Genzebe Dibaba si risolve in favore della prima, più alta e di falcata impressionante, che chiude sulla soglia dei quattro minuti in 4:00.23. Per la piccola delle sorelle Dibaba, il secondo posto a 4:01.62. Sul podio romano anche la statunitense Jenny Simpson, un oro mondiale in carriera, e per i colori azzurri l'ottimo comportamento di Margherita Magnani, che nonostante abbia rischiato di cadere dopo il primo 1000, ha migliorato il primato personale, seppur di pochi centesimi, abbassandolo a 4:08.87. Non brillantissime le kenyane Kipyegon e Langat (ex-olimpionica), rispettivamente settima e dodicesima.

200 metri (donne) - Grande 200 di Murielle Ahoure, ivoriana che dopo il successone sui 100 dell'anno scorso, ritrova l'applauso dell'Olimpico a suon di record nazionale sulla distanza doppia (22.36) e soprattutto schianta la stella USA Allyson Felix, olimpionica in carica, seconda in 22.64 senza dare mai l'impressione di poter rimontare la Ahoure, uscita dalla curva come una catapulta. La Felix non perdeva nei 200 metri dal mmeting di Zurigo del 2011, e non ha mostrato la consueta leggerezza della corsa ben conosciuta dai cultori del gesto veloce. Nel contesto Africa vs USA, benissimo la bulgara di casa nostra Ivet Lalova, che dopo il gran 100 dei giorni scorsi conferma l'ottima vena infilando un 22.78 di gran pregio. Nona, poco a suo agio nell'imbuto della prima corsia, Gloria Hooper, in 23.71. Vento benevolo per tutte, misurato a +1,2.

Lungo (donne) - Dal fazzoletto di pochi centimetri in cui le lunghiste si rincorrono fin dall'avvio, emerge la figura di Brittney Reese, iridata e olimpionica, che prima con 6.94 con forte vento contrario, poi con 6.99 al quinto turno, lambisce la barriera dei 7 metri, già ampiamente superata quest'anno. Il quinto salto porta bene anche all'altra statunitense Janay DeLoach-Soukup, che atterra a 6.97. L'ultima rincorsa porta sul podio e a punti anche la britannica di origini caraibiche Shana Proctor, che coglie un importante 6.91.

Daniele Greco (foto Colombo/FIDAL)Daniele Greco (foto Colombo/FIDAL)

Comprimarie di lusso le russe Sokolova (quarta con 6,87) e Klishina (quinta con 6,81). Gara di alti contenuti, con la sesta (la francese Lesueur) a 6.78.

400 metri ostacoli (uomini) - La foga di un abbrivio semiscomposto porta Johnny Dutch, americano che guida il mondo quest'anno, e l'altissimo portoricano Javier Culson, a cadere sul traguardo. E' Dutch a imporsi in 48.31 sul bronzo olimpico Culson (48.36), mentre desta buona impressione il senegalese Mamadou Kasse Hanne, in progresso da tre gare cnosecutive, che si assesta a 48.56 chiudendo al terzo posto. Sotto i 49 secondi anche l'altro statunitense Justin Gaymon (48.64) e il pezzo pregiato britannico Dai Greene (48.81). Primato personale per Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle), che lima un centesimo (50.48), chiudendo settimo.

Disco (donne) - Disco verde per una delle stelle di Croazia, l'olimpionica Sandra Perkovic: la reginetta della pedana apre la gara con 66.24 e replica con 68.25, avvicinando primato personale e record del Golden Gala, senza riuscire a allungare la gittata nei lanci successivi (con un notevole 67.25 conclusivo). Seconda è la cubana Yarelis Barrios (argento alle Olimpiadi di Pechino) con 64.41, terza la lituana Zinaida Sendriūtė con 62.85, che riesce a battere la campionessa mondiale junior Anna Rüh (62.40).

110 metri ostacoli - Emanuele Abate (Fiamme Oro) è l'ultimo azzurro a scendere in pista, e chiude quinto i suoi 110 metri ostacoli in 13.63 (vento 0,9, reazione allo sparo in 159 millesimi), superato da quattro atleti europei: vince il russo Sergey Shubenkov in 13.20, miglior prestazione europea dell'anno, davanti al francese Pascal Martinot-Lagarde (13.31, secondo prmiato personale in quattro giorni), l'ungherese Balasz Baji (13.44, primato personale) e il polacco Noga (13.52). Dietro Abate, gli statunitensi Brown e Osaghae.

Giavellotto (donne) - Lo stato di forma della tedesca Christina Obergföll, manifestatosi nelle uscite più recenti con lanci sempre più consistenti, ha trovato conferma nella serata romana con un altro successo in Diamond League, maturato al secondo lancio (66.45). Battuta una delle eterne rivali, la campionessa mondiale di Daegu Mariya Abakumova (64.03), alla seconda gara in 48 ore dopo la trasferta slovena. Ancora sul podio dell'Olimpico la sudafricana Sunette Viljoen (con 63.49, il suo miglior lancio della stagione), che il pubblico ricordava protagonista di un gran duello in pedana con la primatista mondiale Spotakova, quest'anno assente per maternità.

Peso (uomini) - La vittoria va al campione del mondo di Daegu, il tedesco David Storl, alla seconda uscita stagionale e ancora in rodaggio. Storl va subito in testa con 20.63 e non riesce a migliorarsi che di pochi centimetri al quarto lancio (20.70), superando lo statunitense Cory Martin (20.54). Il canadese Dylan Armstrong riesce a cogliere il punto buono per la classifica cogliendo il terzo posto all'ultimo lancio con 20.29, appena un centimetro meglio del ceco Ladislav Prásil (20.28). Sottotono Reese Hoffa (20.23), mentre per il due volte olimpionico Tomasz Majewski prosegue il momento così così, e resta ancorato in decima posizione con 19.68.

3000 metri siepi (donne) - Doppietta kenyana, con Milcah Chemos (9:16.14, secondo tempo dell'anno) e Lydia Chepkirui (9:18.10), che in progressione si sono sottratte alla cerniera tattica pianificata dalle tre etiopie Sofia Assefa (terza in 9:21.24), Hiwot Ayalew (quarta in 9:22.76) e Etenesh Diro Neda (quinta in 9.22.87). In dodici scendono sotto i dieci minuti, la migliore delle europee è la tedesca Antje Moldner-Schmidt, ottava.

400 metri (uomini) - Dopo il recentissimo successo sul fenomenale Kirani James, lo statunitense LaShawn Merritt vince ancora con un crono sotto i 45 secondi. In 44.96 brucia le ambizioni del saudita Youssef Ahmed Al-Masrahi (45.24, già a 44.72 quest'anno ai Giochi Arabi), e del connazionale Josh Mance (45.26), un giovanotto con un pedigree di tutto rispetto nelle categorie giovanili, che si sta facendo le ossa con buona continuità. Staccati, i britannici Bingham e Levine (45.64 e 45.69) e il campione europeo Pavel Maslák (45.69). Serata così così per Jonathan Borlée, ottavo in 46.07.

100 metri B (uomini) - Negli ultimi 25 metri emerge la figura scura del norvegese di origini gambiane Jaysuma Saidy Ndure, che vince in 10.13 sul giamaicano Jacques Harvey (10.21) e sullo sprinter delle Isole Caimane Kemar Hyman (10.30). Gli azzurri: Jacques Riparelli è sesto, Simone Collio settimo (entrambi in 10.37), Fabio Cerutti nono in 10.41.

Le gare junior: negli 800 metri donne vince con 2:10.00 Silvia Pento (Atletica Vicentina), davanti Eleonora Vandi (2.10.31, dell'Atletica Avis Macerata), e Giulia Aprile (2:10.64), dell'Atletica Firenze Marathon SS. Nei 1500 uomini vittoria di Lorenzo Dini in 3.47.72 sul gemello Samuele Dini (3:50.82, entrambi dell'Atletica Livorno) e Yenameberhan Crippa (GS Valsugana trentino), terzo in 3.51.07.

100 metri paralimpici (categorie T35-42-43-44) - Nuovo record mondiale nella categoria T42 di Martina Caironi (Fiamme Gialle) che ferma il cronometro a 15.18, migliorando ampiamente il suo precedente limite mondiale stabilito quest'anno a Grosseto in 15.71. C'è gioia anche per Giuseppina Versace: la calabrese lima il record italiano nella categoria T43 portandolo a 14.72.

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