Giorgi: "In marcia per una nuova sfida"

23 Gennaio 2019

La primatista italiana della 20 km, domenica 27 gennaio a San Giorgio di Gioiosa Marea, in gara per un test agonistico sui 35 km verso il debutto nella 50 km


 

Sul cammino che porta alla 50 km di marcia, all’esordio stagionale, Eleonora Giorgi si mette alla prova in una distanza intermedia. La primatista nazionale della 20 km (1h26:17 nel 2015) sarà al via domenica 27 gennaio per un test di 35 chilometri a San Giorgio di Gioiosa Marea (Messina) sulle strade dell’indimenticabile Anna Rita Sidoti, oro mondiale ed europeo, nella prova inaugurale del Campionato italiano di società. Per la 29enne lombarda delle Fiamme Azzurre, il 2019 sarà l’anno di una nuova avventura e del debutto nella gara più lunga, previsto in Coppa Europa nel mese di maggio ad Alytus (Lituania), con l’obiettivo dei Mondiali di Doha (27 settembre-6 ottobre). Sempre sotto la guida tecnica dell’ex cinquantista Gianni Perricelli, argento mondiale e bronzo europeo a metà degli anni Novanta, e affiancata nella preparazione anche dal fidanzato Matteo Giupponi, a sua volta specialista della 50 chilometri nel tacco e punta. Intanto l’azzurra prova già a prendere le misure, tre anni dopo essersi cimentata sui 30 km a Catania, il 31 gennaio 2016, con il tempo di 2h19:43.

Come ti avvicini a questa gara che apre il tuo anno agonistico?
“Sarà un primo test per vedere a che punto mi trovo, in vista della 50 chilometri, e la preparazione sta andando bene. Tre anni fa sui 30 km avevo tenuto un ritmo intorno ai 4:40 ogni mille metri. Ma durante gli allenamenti invernali, tra Milano e i raduni di Tirrenia con un bel gruppo di altri azzurri, ho allungato il chilometraggio. Stavolta ho programmato con il mio allenatore una partenza più cauta, anche in prospettiva di un’ipotetica andatura sulla 50 km, e quindi nei primi 25 km potrei marciare a un passo di poco inferiore ai 5 minuti per chilometro, con la possibilità di incrementare negli ultimi 10 km e chiudere in progressione, a 4:40. Questo ovviamente per ora è solo nelle intenzioni, ma spero che andrà così. Mi auguro di finire con la sensazione che potrei ancora continuare, visto che l’obiettivo della stagione è la 50 km”.

Prima di Natale hai fatto anche una maratona di marcia in allenamento.
“È stato davvero bello. Dopo il mio appello sui social nei giorni precedenti, sono arrivati tanti runner e anche marciatori. Mi hanno dato una mano, dall’inizio alla fine, il 22 dicembre al parco di Trenno a Milano, dove di solito mi alleno al mattino, invece nel pomeriggio frequento il campo XXV Aprile. La media è stata di 5:08 al chilometro e non pensavo di farla così veloce, in quel periodo dell’anno. Fino ad allora non avevo mai superato 40 km in allenamento, con quel test ora mancano solo 8 km al traguardo. Ma sono consapevole che la strada è ancora lunga, sicuramente devo fare tanti chilometri e l’avventura è appena cominciata”.

Come vivi l’attesa per la 50 chilometri?
“Mi sento entusiasta di questo progetto e molto motivata. Una bella sfida: 50 chilometri sono davvero tanti, ma non vedo l’ora di riuscire a farli. È una disciplina nuova al femminile, ma ci sono diverse donne che si sono messe subito alla prova e vederle gareggiare mi dà una carica in più. Ormai le donne corrono anche le ultramaratone, vogliamo essere forti come gli uomini. La osservo però ancora con un po’ di timore reverenziale. Non mi spaventa la lunghezza, perché sono una marciatrice che ha sempre fatto un buon volume di chilometri in allenamento.

Come dice il mio coach, in passato ho preparato una “20 lunga”. Ma non è come fare due volte 25 km, è una gara che non ha niente di scontato”.

Proseguirai a gareggiare anche sulla 20 km?
“Sicuramente, non l’ho accantonata, anche se il pensiero principale adesso è la 50 km. Ho in programma di farne almeno una, prima del debutto sulla distanza più lunga”.

A livello internazionale dalla 50 km cosa ti aspetti?
“Ci sono tanti margini per crescere, anche per le migliori. Sono convinta che prima o poi qualcuna riuscirà ad abbattere il muro delle 4 ore. Per ora io non posso avere particolari obiettivi cronometrici, visto che devo ancora debuttare sulla distanza, ma è chiaro che all’esordio mi piacerebbe finirla bene e guardo anch’io a quella barriera. Voglio essere ambiziosa, non sarà facile ma con tanta costanza negli allenamenti sono convinta che non è impossibile e affronto sempre le gare con il sorriso”.

Quella di oggi è una nuova Eleonora?
“Tutto sommato credo di no, in fondo sono sempre la stessa. Porto con me tutte le esperienze che ho fatto in passato, nel mio zainetto, e guardo avanti. Non mi piace voltarmi indietro, ho un cassetto pieno di nuovi sogni da realizzare”.

Hai un tecnico, Gianni Perricelli, che è stato uno dei migliori cinquantisti al mondo.
“Sicuramente è di aiuto, come anche avere un fidanzato che si cimenta proprio su questa gara, Matteo Giupponi. Il mio tecnico mi sta insegnando ad avere il giusto rispetto della distanza, ma è un’incognita anche per lui, perché non ha mai allenato una donna sulla 50 km. Con lui c’è un rapporto di fiducia totale e reciproco. Ha sempre creduto in me e ha visto in me qualcosa di speciale, fin dall’inizio e poi anche nei momenti meno facili, come quelli delle delusioni in gara. Mi ha insegnato a non mollare mai, a non arrendermi, e le sconfitte servono per crescere”.

Nel 2018 eri tornata a essere protagonista sulla 20 chilometri.
“Fino a una settimana dalla rassegna continentale di Berlino, mi sentivo bene. La prima parte di stagione aveva dato riscontri positivi, come il quinto posto sulla 20 km nei Mondiali a squadre, prima delle atlete europee. Poi un’infezione alle vie urinarie, la febbre che non passava. Ce l’ho messa tutta, ma non è andata come avrei voluto, anche se la gara è stata molto veloce. Non era facile ripartire, dopo un’altra squalifica. La passione e la motivazione però non mi mancano”.

La pianificazione sulla 50 km potrebbe essere biennale, anche se la gara non è ancora entrata nel programma olimpico.
“Sì, per il momento è solo ai Mondiali, ma spero che sia introdotta alle Olimpiadi già per Tokyo 2020. Sarebbe la mia terza rassegna a cinque cerchi e nella prossima stagione dovrei acquisire più consapevolezza, con l’esperienza di quest’anno. Dovrò valutare con attenzione i tempi di recupero e gestire bene l’alimentazione, molto più che nella 20 chilometri. Poi ai Mondiali di Doha la gara è in programma di notte. Non sono una nottambula, ma proverò ad abituarmi anche a questo”.

Luca Cassai

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