Giorgi: ''A San Diego lancio il mio 2020''

26 Novembre 2019

La marciatrice bronzo mondiale, in raduno a Tirrenia, si allenerà per 3 settimane in California: "Stagione magica, ma lavoro per migliorarmi ancora. Sapporo e non Tokyo? Meglio. Non ho paura di tornare alla 20 km"


 

di Nazareno Orlandi

Tirrenia e poi San Diego, California. A due mesi dal bronzo mondiale di Doha, l’azzurra Eleonora Giorgi è in marcia verso la stagione olimpica con un paio di incognite (20 km oppure verrà inserita in extremis la 50 km? Si gareggerà a Tokyo o molto più probabilmente a Sapporo?), ma anche con convinzioni sempre più solide da mettere in valigia nei prossimi viaggi, a colpi di tacco e punta: “La 50km dei Mondiali mi ha insegnato che posso superare qualsiasi crisi”. Fino a sabato la 30enne lombarda delle Fiamme Azzurre farà base al centro di preparazione olimpica di Tirrenia (Pisa) per il raduno insieme agli altri marciatori azzurri, scortata in bici dal coach Gianni Perricelli, e il 19 dicembre decollerà in direzione Stati Uniti per tornare in quella San Diego che negli anni scorsi ha già ospitato la sua preparazione verso grandi eventi. “Resteremo in California per tre settimane - fa sapere la primatista europea della “cinquanta” - ci siamo sempre trovati benissimo sia dal punto di vista del clima - al massimo 27 gradi, minima non bassissima - ma anche per la varietà di ambienti che si possono attraversare: ogni giorno si può scegliere un percorso diverso, la mattina sulla lingua di terra di Coronado con una ciclabile da 27 km, il pomeriggio lungo l’oceano, nella baia, al parco. E troveremo anche marciatori di altre nazioni, dai canadesi ai messicani: soprattutto per i ‘lunghi’ ci mettiamo d’accordo e lavoriamo insieme”.

"DOHA? ANDAVO E BASTA" - Qualche giorno di relax dopo la fatica enorme della notte mondiale di Doha, un po’ di mare a Mykonos e un weekend d’arte a Vienna, e poi di nuovo sulle strade per cominciare a disegnare il 2020: “Rispetto agli anni precedenti ho ricominciato con più calma - racconta Giorgi - qualche giorno di vacanza per staccare totalmente e riposarmi. Quindi ho ripreso progressivamente e ora sto facendo doppia seduta mattina-pomeriggio con lavori da 20-25 km al giorno. Qui in raduno a Tirrenia c’è davvero un bell’affiatamento tra compagni di nazionale, i ragazzi ci hanno fatto anche una sorpresa per festeggiare la mia medaglia di bronzo, oltre al record italiano di Massimo Stano e le vittorie di Riccardo Orsoni. Vedo intorno a me un bel clima, tanti amatori che stanno preparando maratone mi scrivono perché vogliono tornare ad allenarsi con me quando farò i ‘lunghi’, come faccio spesso a Milano. E a chi mi chiede come abbia fatto a resistere a Doha, rispondo che non lo so nemmeno io: andavo e basta”.

IL PIANO - Tutta da decifrare la nuova stagione: “Di sicuro mi piacerebbe la 50 km ai Giochi, ma non ci spero. E se sarà Sapporo, ci risparmieremo 5-6 gradi: una preoccupazione in meno. Tornare alla 20 km non mi destabilizza - spiega la marciatrice che sulla distanza detiene il record italiano, 1h26:17 nel 2015 a Murcia - ne ho fatte di buone anche in questa stagione (1h27:46 a Podebrady in aprile, ndr). Il piano è cominciare con una 35 km a fine gennaio, probabilmente la “venti” ai campionati italiani di inizio marzo, e poi la 50 km ai Mondiali a squadre di Minsk a maggio: potrebbe essere l’ultima uscita della mia carriera su questa distanza, e mi resta l’obiettivo di abbattere il muro delle quattro ore, impresa che avevo in mente fin da quando ho cominciato ad affrontare questa nuova sfida. I Giochi di Tokyo? Senza la “cinquanta”, la distanza più breve diventa ancora più competitiva di quanto già sia, con tante avversarie ancora più agguerrite. Sto lavorando molto sulla tecnica, e marciare per così tanti chilometri mi sta rendendo più fluida. Il 2019 è stato magico e sarà difficile da ripetere, ma sono qui per migliorarmi ancora”.

"CHE ONORE LA CANDIDATURA" - La notizia della candidatura per i Gazzetta Sports Awards come “donna dell’anno” l’ha resa fiera: “È un onore - le parole della Giorgi - anche perché la marcia è spesso considerata una cenerentola. Essere insieme a tante campionesse del calibro di Federica Pellegrini, Sofia Goggia e Francesca Piccinini è uno stimolo in più”.

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