Europei: Santiusti quinta, finale per le 4x100

09 Luglio 2016

Ad Amsterdam Yusneysi Santiusti finisce a 16 centesimi dal bronzo degli 800. Le 4x100 volano in finale: 38.58 per gli uomini (terzo tempo di ammissione) e 43.33 per le donne. Finale anche per la Folorunso nei 400hs (55.87)


 

Yuneysi Santiusti termina al quinto posto la finale degli 800 metri (2:00.53), a soli 16 centesimi dal bronzo, ma in fondo ad una prova di notevole intelligenza tattica. La staffetta 4x100 maschile (Ferraro, Cattaneo, Manenti e Tortu) corre in un eccellente 38.58 e va in finale con il terzo tempo assoluto dietro Gran Bretagna (38.12) e Germania (38.25). La imita la formazione femminile, che corre in 43.33 e guadagna la promozione con il sesto crono delle qualificate. Disco verde anche per una strepitosa Ayomide Folorunso, seconda nella sua semifinale con 55.87 (eliminata Marzia Caravelli, 56.45). Hannes Kirchler è decimo nella finale del disco (60,18), Joao Bussotti Neves dodicesimo in quella dei 1500 metri (3:50.43). Bene nelle semifinali i tre ostacolisti dei 110, Fofana (personale portato a 13.53), Abate (13.54) e Perini (13.79), tutti però eliminati. Domani, ultima giornata di gare, con ben 30 atleti italiani impegnati. In mattinata, le prove sulla mezza maratona (km 21,097): al via, tra gli altri, il campione europeo di maratona di Zurigo 2014, Daniele Meucci, e la campionessa europea di maratona 2010, Anna Incerti. Nel pomeriggio, finale dell'alto con Gianmarco Tamberi, e poi, a seguire, finali per le staffette 4x100 maschile e femminile e per la 4x400 donne, Ayomide Folorunso nei 400hs, Margherita Magnani nei 1500 metri, Giordano Benedetti negli 800, Dariya Derkach nel triplo, Marco Lingua nel martello, Yeman Crippa e Jamel Chatbi nei 5000.

di Marco Sicari

LE ALTRE FINALI
L’oro del giavellotto al femminile finisce in Bielorussia: se lo aggiudica a sorpresa Tatsiana Khaladovich, con il primato nazionale portato a 66,34. Beffata la tedesca Stahl (argento, 65,25), con la ceca Spotakova solo quinta (62,66). Continua la crescita di Ekaterini Stefanidi: l’astista greca (che vive e si allena negli Stati Uniti), già bronzo mondiale indoor lo scorso marzo a Portland, fa suo il titolo europeo con 4,81 (record dei campionati), concedendosi poi anche tre tentativi – falliti – a 4,94. Il titolo del triplo va al tedesco (non ancora ventenne) Max Hess, che sigla il personale, e la miglior prestazione europea 2016, con un salto a 17,20 (+0.5), quattro centimetri più del polacco Hoffmann; il bronzo, in una specialità privata nel corso degli ultimi anni di tanti protagonisti, tutti infortunati, va al britannico Julian Reid, con un normale 16,76. L’Eptathlon è un affare olandese: Anouk Vetter vince con 6626 punti (13.29; 1,74; 15,69; 23.89; 6,38; 55,76; 2:21.50), la cifra del record nazionale, strappato nientemeno che a Dafne Schippers. La doppietta di Yasemn Can, oro sui 5000 metri (15:18.15) dopo il titolo vinto nella prima giornata sui 10000, porta il quarto oro in casa Turchia, confermando la leadership parziale nel medagliere europeo. Due medaglie francesi nei 110hs: Dimitri Bascou è d’oro con 13.25 (vento nullo), Wilhem Belocian è bronzo (13.33); tra loro, l’ungherese Baji, che fissa il record nazionale (e si prende l’argento) con 13.28.   

1500 metri uomini - Finale
Gli Ingebrigtsen trasformano la finale europea in una questione di famiglia. Filip (3:46.65) piazza la volata al termine di una gara tutta condotta su ritmi tattici, mentre Henrik, il campione europeo di Helsinki 2012, recupera il bronzo nei centimetri conclusivi (3:46.90) buttandosi sul traguardo. Tra loro, lo spagnolo Bustos, argento in 3:46.90. Poca gloria per Joao Bussotti Neves, recuperato per la finale dopo il verdetto della giuria d'appello, causa il danneggiamento subito in batteria. Il livornese è coraggioso, ci prova, si butta nella mischia, ma il ritmo degli ultimi 500 metri di questa finale è qualcosa ancora di alieno per le sue potenzialità. Alla fine è dodicesimo, in 3:50.43.

800 metri donne - Finale
Yusneysi Santiusti, all'esordio in azzurro, finisce a pochi centimetri dal podio dell'Europeo. Alla fine è quinta (2:00.53), a sei centesimi dal quarto posto della svizzera Buchel, e a sedici dal bronzo, andato alla svedese Lindh. All'avvio la norvegese Hynne si porta al comando, impostando un ritmo notevole; si transita ai 400 metri in un buon 58.42, con tutte e otto le concorrenti riunite in pochi centimetri. La Santiusti sceglie sempre linee interne, cercando di guadagnare la luce giusta verso il traguardo, sfruttando intelligentemente ogni centimetro. La svizzera Buchel prova l'azione e passa per prima ai 600 (1:29.67), ma la gara deve di fatto ancora cominciare, con il gruppo, a parte la norvegese Hinriksdottir, che attacca compatto il rettilineo finale. A una quarantina di metri dall'arrivo, si fa spazio (letteralmente) l'ucraina Pryschepa, il cui finale potente risulta decisivo (1:59.70). Santiusti ha la strada sbarrata, e quando trova lo spazio, è ormai tardi. Argento alla francese Lamote (2:00.19), bronzo alla Lindh (Svezia, 2:00.37). In quattro sono subuto a ridosso, con la Buchel che è quarta (2:00.47) e l'azzurra a soli sei centesimi. 

Disco uomini - Finale
La bordata giusta per mettere la parola fine alla gara, la trova Piotr Malachowski, il polacco campione del mondo lo scorso anno a Pechino: il suo 67,06 è una sentenza senza appello per gli avversari. Il belga Milanov è secondo con 65,71, mentre il bronzo finisce al collo del 37enne estone Gerd Kanter, 65,27. Hannes Kirchler, ottimo finalista italiano (con la Strumillo, ieri finalista tra le donne, conferma l'evoluzione della specialità) è decimo: il suo 60,18 (serie: 57,67; 60,18; 57,24) non basta per l'ingresso negli otto, ma conferma la solidità stagionale dell'altoatesino.

400hs donne - semifinale
L'agonismo è una dote che Ayomide Folorunso ha dimostrato di possedere in diverse occasioni, nella sua pur giovanissima carriera. Amsterdam conferma che l'azzurra è una combattente, una "fighter" , di quelle che si esaltano proprio nel confronto con le avversarie. Il secondo posto parziale (55.87) alle spalle della svizzera Lea Sprunger (55.72) vuol dire promozione alla finale di domani sera, bottino enorme, per una ragazza che compirà vent'anni solo nel mese di ottobre. Avvio sonnacchioso (0.243), e malgrado una tecnica non ancora evoluta, tanta fluidità nel passaggio delle barriere, tanta destrezza per correggere in corsa ogni discesa dalle barriere, e soprattutto grinta e corsa nell'attaccare gara ed avversarie. Folorunso è una furia, e la finale non è che l'ovvia conseguenza. Manca invece l'appuntamento con il passaggio del turno Marzia Caravelli, quinta nella sua semifinale in 56.45, ma ancora una volta frenata da incredibili tentennamenti davanti alle ultime due barriere. L'avvio è eccellente, e per sette ostacoli non sembra esserci alcun problema; memore però delle dificoltà di Rieti, in vista dell'ottava barriera, quella da attaccare con la gamba meno gradita (dopo il cambio di ritmo da 15 a 16 appoggi), la friulana rallenta, valicando l'ostacolo in tutta sicurezza. Il pericolo sembra scampato, si lotta ancora per il secondo posto, ma nuovamente, di fronte al nono, e poi ancora davanti al decimo, l'azzurra praticamente si ferma, perdendo posizioni preziose. Alla fine è quinta, ed eliminata. L'ultimo tempo di ripescaggio è il 56.05 della polacca Ankiewicz.

4x100 donne - batterie
Un piccolo problema al primo cambio tra Irene Siragusa e Gloria Hooper, con il passaggio del testimone che avviene vicino al limite del settore, sembra mettere subito in crisi le speranze azzurre. Ma le difficoltà vengono risolte con destrezza dalle due, e la Hooper produce una notevole frazione sul rettilineo che rimette in carreggiata il quartetto. E' il turno di Martina Amidei, abile sia in corsa sia al cambio: Audrey Alloh è ben lanciata al secondo posto, e respinge fino all'ultimo il tentativo di ritorno dell'Olanda. La Germania è a buona distanza (42.71), ma la seconda piazza vuol dire promozione diretta (sesto tempo complessivo). La Gran Bretagna (42.59 nella prima batteria) fa il miglior crono davanti alle tedesche e alle svizzere; queste ultime, con il quartetto "giovane", stampano un clamoroso 42.87, record nazionale. Domani la finale, sempre con l'obiettivo Rio sullo sfondo per le azzurre.

4x100 uomini - batterie
Fausto Desalu non ce la fa. Il lieve malore patito ieri, al termine della semifinale dei 200, porta lo staff tecnico a scegliere di non rischiare. Dentro Federico Cattaneo, che va a coprire la difficile seconda frazione. Il quartetto azzurro non sembra però risentire della sostituzione, almeno in termini di fluidità nei cambi. Massimiliano Ferraro parte da par suo, e al termine della curva non fatica troppo a trovare il compagno di Nazionale; il testimone viaggia, e solo la Gran Bretagna e la Germania sembrano avvantaggiarsi di qualcosa. La curva di Davide Manenti è una delle garanzie del quartetto, anche se, forse, il cambio con Filippo Tortu - unico piccolo neo della prova - risulta un po' "lungo". E' un dettaglio, perché in realtà il testimone continua a viaggiare, e il 18enne di Milano non tradisce alcun tipo di emozione, producendo una frazione solida come granito. La Gran Bretagna, quasi in formazione tipo (Dasalou, Gemili, Ellington, Ujah) chiude in 38.12 (miglior crono europeo dell'anno), davanti alla Germania (38.25) e agli azzurri (38.58), che sono dunque automaticamente promossi. La Svizzera, quarta, prende tre decimi dall'Italia, anche se il 38.88 sarà comunque utile per l'accesso alla finale. Nella seconda batteria, Polonia (38.64), Olanda (38.78) e Francia (38.85) guadagnano la promozione. Quello dell'Italia, è il terzo tempo assoluto, dato che vuol dire poco sul piano sostanziale, ma che fa sicuramente morale. Domani, la finale europea, che per gli azzurri ha un doppio (tanto auspicabile, quanto difficile) obiettivo: il podio continentale, e la qualificazione olimpica, sotto forma di ingresso nei primi 16 del ranking mondiale. Che può arrivare con un crono inferiore ai 38.50. Oggi sfiorato.

110hs uomini - semifinale
Conquistare la finale europea resta un sogno per i tre azzurri, che comunque si battono bene prima di essere eliminati. Il migliore è Hassane Fofana: il 13.52 (-0.5) che realizza vale il quarto posto nell'ultima delle tre serie, ma soprattutto il primato personale (il precedente, 13.55, era stato ottenuto agli Europei di Zurigo di due anni fa). Brilla anche la stella di Emanuele Abate, quarto nella seconda con 13.54, crono di valore perché ottenuto contro un muro di vento (-1.8 m/s), e lasciapassare definitivo per il ritorno nell'atletica internazionale. Più indietro Lorenzo Perini, che comunque non sfiigura (13.79, v. -0.6). I francesi occupano i primi due posti della graduatoria d'accesso alla finale: Bascou (13.20) e Belocian (13.28) aprono l'elenco dei primi otto.  

 

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