Europei: Galvan record e finale

07 Luglio 2016

Ad Amsterdam il quattrocentista vicentino delle Fiamme Gialle conferma il 45.12 del suo recente primato nazionale. Impressiona la Grenot, 50.43 migliore prestazione europea 2016. Tortu record junior 10.19.


 

Velocità in copertina per i colori azzurri nella seconda giornata degli Europei di Amsterdam. Nelle semifinali dei 400 metri si confermano in gran forma Matteo Galvan che con 45.12 eguaglia il suo recente primato italiano e la campionessa europea in carica Libania Grenot che con 50.43 conquista la leadership stagionale del vecchio continente. L'azzurra, a soli 13 centesimi dal suo record nazionale, pareggia al centesimo la sua seconda migliore prestazione di sempre che nel 2010 la portò al quarto posto agli Europei di Barcellona. Domani li attende la finale: alle 19:50 Galvan e alle 20:25 la Grenot. Oggi pomeriggio guadagnano l'accesso alle rispettive finali anche l'ottocentista Yusneysi Santiusti (2:02.21), il discobolo Hannes Kirchler (63,74) e Joao Bussotti ripescato nei 1500 dopo essere stato danneggiato dal contatto con un avversario in batteria. Nei 100 metri applausi per il 18enne Filippo Tortu che arriva terzo in semifinale con 10.19 (+0.6), toglie altri 5 centesimi al suo record italiano junior e diventa l'ottavo azzurro di sempre a livello assoluto. Per il giovanissimo talento lombardo l'accesso in finale - poi vinta dall'olandese Churandy Martina in 10.07 - resta ad appena tre centesimi. Nell'alto non brillano Alessia Trost e Desirée Rossit che concludono la loro finale al sesto posto pari merito con 1,89 e tre errori a 1,93. Oro a quota 1,98 per l'infallibile veterana spagnola Ruth Beitia. Nel lungo dell'olimpionico Greg Rutherford (8,25/+0.5), undicesimo Marcell Jacobs che, frenato da un fastidio al tallone, non fa meglio di 7,59 (+0.4). Da segnalare i risultati di altri due semifinalisti da personal best: Mario Lambrughi 49.60 nei 400hs e Massimiliano Ferraro 10.26 (eguagliato) nei 100 metri. Domani la terza giornata della rassegna che vedrà complessivamente impegnati 20 atleti azzurri.

di Alessio Giovannini

Le altre finali
L'attesa finale dei 100 metri regala sorprese anche senza crono folgoranti. Out per falsa partenza il britannico Richard Kilty, dall'ottava corsia sbuca il beniamino di casa Churandy Martina che piomba sul traguardo in 10.07 e beffa al fotofinish il turco di origine giamaicana Jak Ali Harvey (10.07). Grande sconfitto il francese Jimmy Vicaut: per il recordman del vecchio continente un 10.08 che lo lascia sul gradino più basso del podio. Nel peso femminile discorso chiuso al primo lancio per Christina Schwanitz. La tedesca scaraventa la palla di ferro a 20,17 e si prende titolo e leadership continentale 2016. La campionessa d'Europa dei 200 metri è, invece, l'ancora ventenne britannica Dina Asher-Smith che doma in 22.37 (-0.4) la bulgara Ivet Lalova (moglie dell'ex sprinter azzurro Simone Collio) 22.52 e la tedesca Gina Luckenkemper (22.74). Salta il pronostico nel giavellotto maschile vinto dal lettone Zigismundus Sirmais con 86,66, mentre il tedesco Thomas Rohler (leader mondiale stagionale con 91,28) è soltanto quinto con 80,78. Le dieci fatiche del decathlon proclamano campione il belga Thomas van der Plaetsen capace di collezionare 8218 punti (11.23 - 7,64 - 13,17 - 2,10 - 50.50 - 14.64 - 44,32 - 5,40 - 57,23 - 4:37.84).

800m donne - semifinali
Yusneysi Santiusti è una matricola in maglia azzurra, ma sul doppio giro di pista si gioca le sue carte con grande esperienza. La 31enne italo-cubana non perde un attimo di vista il cuore della gara e negli ultimi duecento metri si infila prontamente nel terzetto di testa. Sul rettilineo finale controlla la situazione e difende il secondo posto (2:02.21) che vale il passaggio diretto in finale alle spalle dell'ucraina Nataliya Pryshchepa (2:01.75). Oggi solo un'atleta infrange i muro dei 2 minuti: è la francese Renelle Lamote con 1:59.87. Il cronometro ripartirà da zero sabato alle 21:40.

Lungo uomini - finale
Il sogno europeo di Marcell Jacobs non diventa realtà. Il lunghista azzurro che ieri in qualificazione aveva accusato un fastidio al tallone del piede di stacco, oggi non riesce a far meglio di 7,59 (+0.4). L'atleta delle Fiamme Oro si gioca gli ultimi salti atterrando a 7,43 (-0.9) e 7,41 (-1.6), misure oggettivamente lontane anche dall'8,15 del minimo olimpico. Era questo l'obiettivo dichiarato di Marcell che, invece, deve accontentarsi dell'undicesimo posto. Sua Maestà, campione di tutto, Greg Rutherford fatica più del previsto a mettersi in testa l'ennesima corona.

Il salto della vittoria per il britannico arriva, infatti, solo al quinto turno quando con 8,25 (+0.5) spodesta lo svedese Michel Torneus fino a quel momento al comando con 8,21 (+2.1).

Disco uomini - qualificazione
L'undici volte campione italiano assoluto Hannes Kirchler stacca il biglietto per la finale continentale. Nell'arena di Museum Square, il discobolo altoatesino apre con un 63,12 che poi incrementa a 63,74. Una misura che per l'azzurro vale il dodicesimo posto e ne conferma il trend di una stagione che l'ha già visto tornare ai suoi massimi livelli con 64,97. Oggi intanto la leadership di giornata va allo spagnolo Lois Martinez con 66,00. Sabato, ore 20:35, la finale.

Alto donne - finale
Luci spente per le azzurre dell'alto. Ad Amsterdam, Alessia Trost e Desirée Rossit escono di scena nel momento in cui inizia la vera ascesa verso le medaglie. Entrambe le friulane risolvono senza problemi i primi due step della progressione: 1,84 e 1,89. Quando, però, l'asticella sale a 1,93 qualcosa si inceppa. La rincorsa non si traduce in un'adeguata velocità per affrontare la misura e così, uno dopo l'altro, i tre tentativi a disposizione sfumano nel nulla. La Trost, accasciata sul saccone, si stringe la testa tra le mani. Stessa implacabile delusione sul volto della Rossit. Entrambe si ritrovano a condividere il sesto posto: impossibile nascondere l'amarezza di un'occasione persa. Il titolo europeo va, invece, per la terza volta alla 37enne spagnola Ruth Beitia che vola a quota 1,98 e poi tenta anche l'attaco ai 2 metri. L'ennesima medaglia di una carriera infinita. Argento pari merito con 1,96 per la bulgara Mirela Demireva e la lituana Airine Palsyte. 

1500m uomini - batterie
Non brillano gli azzurri. Mohad Abdikadar chiude al settimo posto (3:42.91) la prima batteria vinta dal norvegese, fratello d'arte, Filip Ingebrigtsen (3:40.23). Non va meglio alla matricola padovana Marco Pettenazzo, imbottigliato e lontano dal vero cuore della gara (decimo in in 3:45.65) che vede l'affermazione del ceco Jakub Holusa (3:42.24). Epilogo analogo per Joao Bussotti che saluta Amsterdam dalle retrovie (decimo in 3:50.58). Davanti a tutti il britannico Jake Whightman che con 3:39.32 si impossessa anche del miglior tempo di questo primo round. Per Bussotti, però, in serata arriva il ripescaggio su ricorso: il mezzofondista dell'Esercito in batteria è stato danneggiato dal contatto con un avversario e domani (ore 21:50) sarà in pista per la finale.

100m uomini - semifinali
Filippo Tortu fa battere forte il cuore della velocità azzurra. Il 18enne lombardo in semifinale sfodera un travolgente lanciato e un'altra prestazione maiuscola, senza timori reverenziali. Pronti, via ed è lì a lottare con alcuni degli uomini più veloci del Vecchio Continente come il turco di origine giamaicana Jak Ali Harvey (PB 9.92) e l'olandese Churandy Martina (PB 9.91). L'ordine d'arrivo rispetta le gerarchie: Harvey 10.04 (+0.6), Martina 10.16 e Tortu 10.19. Il giovanissimo finanziere allenato da papà Salvino, riscrive nuovamente il suo record italiano junior, migliorato per l'occasione di altri 5 centesimi rispetto al doppio 10.24 del 25 maggio a Savona. Oltre al minimo olimpico (10.16) e ad un posto in finale sfiorati di appena tre centesimi, da notare le statistiche a livello assoluto: "Pippo" oggi sale, infatti, all'ottava posizione delle liste nazionali alltime pareggiando Francesco Scuderi. Nella prima semifinale era stata, invece, la volta di un determinatissimo Massimiliano Ferraro. Il partenopeo dell'Atletica Riccardi Milano (0.150 la sua reazione allo sparo) per la seconda volta nel giro di 24 ore corre in 10.26 (+1.5), personale eguagliato. L'azzurro è sesto con il coprimatista europeo Jimmy Vicaut che mette la testa davanti al britannico James Ellington: 10.03 a 10.04.

400m donne - semifinali
Libania Grenot ha un titolo da difendere. E il segnale che oggi la panterita spedisce a tutte le sue avversarie è che vuole tenersi stretta la corona di regina del Vecchio Continente. La primatista italiana assoluta interpreta una semifinale da protagonista incontrastata: arriva sul rettilineo con il vuoto alle spalle e chiude in un suntuoso 50.43. Migliore prestazione europea del 2016, la dodicesima al mondo.

Eguagliato al centesimo il suo secondo miglior crono in carriera, quando fu quarta nella finale continentale di Barcellona 2010. Al traguardo il messaggio che lancia con lo sguardo alla telecamera è chiarissimo: "ci vediamo domani in finale". Con le unghie affilatissime. Niente da fare, invece, per Maria Benedicta Chigbolu, quinta nella sua semifinale in 52.69 dove la più veloce si è rivelata la francese Floria Guei.

100hs - semifinali
Giulia Pennella si presenta in semifinale dopo il brillante 13.04 della batteria, ad un centesimo dal personale. Purtroppo, la toscana dell'Esercito oggi fatica a trovare lo stesso ritmo (reazione in 0.147) e perde il treno per un'altra prestazione vicina al muro dei 13 secondi. Finisce ottava in 13.55 (-0.5) con la vittoria alla britannica Tiffany Porter (12.97). Il miglio tempo delle semifinali è, però, il 12.76 (+0.1) che si spartiscono la bielorussa Alina Talay e la tedesca Cindy Roleder.

400m uomini - semifinali
Matteo Galvan ripete se stesso sul giro di pista. Anche ad Amsterdam. Il vicentino delle Fiamme Gialle conferma al centesimo il record italiano appena stabilito agli Assoluti di Rieti: 45.12. L'azzurro dopo una galoppata sicura nei primi trecento metri, sembra accusare un piccolo cedimento sull'ultimo rettilineo. La reazione dell'azzurro è repentina e con carattere lo porta riagganciare prontamente il secondo posto alle spalle del britannico, campione d'Europa 2014, Martyn Rooney (45.04). Quello dell'azzurro è anche il secondo miglior tempo delle tre semifinali. Terzo il polacco Rafal Omelko (45.14), mentre gli altri turni intermedi vedono le affermazioni del belga Kevin Borlée (45.26) e dello sloveno Luka Janezic (45.63). Due atleti sicuramente da tenere d'occhio per la corsa alle medaglie.

400hs uomini - semifinali
José Bencosme è il primo azzurro ad andare sui blocchi di partenza della sessione pomeridiana del day 2 della rassegna continentale. Per il campione italiano assoluto è anche il rientro ufficiale in Nazionale dopo il lungo stop per infortunio che l'ha tenuto lontano dalla maglia azzurra dal 2012. Il 24enne allenato da Fabrizio Mori parte determinatissimo e fino al sesto ostacolo lotta da frontman. Un'incertezza alla settima barriera spezza, però, la sua avanzata nel momento cruciale della gara e così sotto la tribuna l'azzurro si ritrova in ritardo sul resto della concorrenza. Chiude sesto in 49.77, ad un centesimo dalla stagionale. Vince, con il record nazionale, il norvegese Karsten Warholm (48.84) sullo svizzero, campione uscente, Kariem Hussein (48.87). Nella seconda semifinale sale alla ribalta Mario Lambrughi. Il 24enne lombardo fa tutto quello che si chiede ad un atleta in un evento come questo: dare il massimo. Messaggio perfettamente recepito dall'ostacolista dell'Atletica Riccardi Milano che, senza timori, si prende il quarto posto in 49.60. Personal best demolito di 42 centesimi, migliore prestazione italiana stagionale a 20 centesimi esatti dal minimo olimpico per Rio. Niente male per un studente universitario che per mantenersi consegna pizze a domicilio. La sua batteria va al turco di origine cubana Yasmani Copello in 48.42: leadership europea 2016 e primato nazionale per l'atleta allenato da Massimo Matrone, marito e tecnico della primatista italiana assoluta Yadis Pedroso. Nell'ultima semifinale, il 21enne livornese Mattia Contini paga il prezzo di un errore alla settima barriera, finendo in settima posizione (50.78) la sua avventura europea. Stessa sorte toccata agli altri due ostacolisti azzurri.

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Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)


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