Europei Allievi: onda azzurra, nove medaglie!

17 Luglio 2016

Oro per Sibilio (400hs) e staffetta maschile, argento Romani (800), Dallavalle (triplo) e Visca (giavellotto), bronzo Barontini (800) e staffetta femminile, in una splendida ultima giornata a Tbilisi


 

di Raul Leoni

I Campionati Europei Allievi si chiudono nel segno di un’entusiasmante onda azzurra. Probabilmente la più bella giornata della nostra atletica giovanile in un campionato Europeo. A Tbilisi (Georgia), la prima edizione della rassegna continentale under 18 vede l’Italia dell’atletica conquistare la bellezza di 9 medaglie: 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi. Dopo l’oro di Desola Oki nei 100hs e il bronzo di Sydney Giampietro nel peso, oggi gli azzurrini salgono per altre sette volte sul podio. Gran mattatore dell’ultima giornata è il partenopeo Alessandro Sibilio che prima si prende il titolo dei 400hs con una travolgente rimonta in 51.46 (eguagliato il primato nazionale di categoria) e poi diventa uno dei quattro alfieri d’oro della staffetta mista che con 1:52.78 riscrive pure il record nazionale under 18. Insieme a lui cantano l’inno Lorenzo Paissan, Mario Marchei e il suo compagno di classe Andrea Romani che poco prima si era messo al collo l’argento degli 800 metri (1:49.58) sull’altro mezzofondista azzurro Simone Barontini, bronzo in 1:49.78. Argento, invece, per il triplista Andrea Dallavalle (15,74/-1.9) e per la giavellottista Carolina Visca (59,10) in una gara in cui la norvegese Arianne Duarte Morais ha stabilito il primato europeo U18 con 60,89. Quinta l’altra azzurra Sara Zabarino (56,58 PB). Sul terzo gradino del podio, infine, le ragazze della staffetta mista con Camilla Maestrini, Zaynab Dosso, Valeria Simonelli e Letizia Tiso: il loro 2:08.99 vale il record italiano. Oggi in zona punti anche la brava Martina Tozzi nei 1500 metri (quarta in 4:29.97 PB) e l’altista Marta Morara (ottava con 1,70). Italia terza nel medagliere di Tbilisi 2016 dietro a Gran Bretagna (13: 5-4-4) e Germania (10: 4-4-2); azzurrini quinti nella classifica dei finalisti con 20 piazzamenti tra i primi 8 del Vecchio Continente e un totale di 89,25 punti.

EUROPEI ALLIEVI TBILISI 2016 - TUTTI I FINALISTI ITALIANI
3 ORI: Alessandro Sibilio (400hs), Lorenzo Paissan, Mario Marchei, Alessandro Sibilio, Andrea Romani (staffetta mista), Desola Oki (100hs)
3 ARGENTI: Andrea Romani (800), Andrea Dallavalle (triplo), Carolina Visca (giavellotto)
3 BRONZI: Simone Barontini (800), Sydney Giampietro (peso), Camilla Maestrini, Zaynab Dosso, Valeria Simonelli, Letizia Tiso (staffetta mista)
2 QUARTI POSTI: Zaynab Dosso (100), Martina Tozzi (1500)
2 QUINTI POSTI: Mattia Di Panfilo (110hs), Sara Zabarino (giavellotto)
1 SESTO POSTO: Nadia Battocletti (3000)
6 OTTAVI POSTI: Mario Marchei (200), Klaudio Gjetja (400), Antonio Catallo (3000), Aurora Berton (200), Marta Morara (alto), Emma Peron (disco)

IL RACCONTO DELLE GARE DELLA QUARTA GIORNATA (domenica 17 luglio)

Sessione pomeridiana

Staffetta mista M (finale) – E’ l’Inno di Mameli l’ultimo ad essere suonato all’Athletics Arena di Tbilisi: merito del quartetto maschile, che regala ad una memorabile spedizione italiana in Georgia la nona medaglia (settima di questa straordinaria giornata). Sul podio vanno Lorenzo Paissan, Mario Marchei, Alessandro Sibilio e Andrea Romani, ma vanno ricordati anche i ragazzi che ieri avevano conquistato la corsia di finale: formazione rivoluzionata e fortissima di motivazioni, con due medagliati di giornata. Ne esce 1:52.78, nuovo primato italiano, meglio dell’1:53.05 della staffetta delle Gymnasiadi di Caen 2002 che schierava anche Andrew Howe. Battute Spagna (1:53.62) e Polonia (1:53.80). 

Giavellotto F (finale) – Ci vuole il nuovo primato europeo della norvegese Arianne Duarte Morais a 60.89 (battuto il 60.39 della svedese Sofi Flink nel 2012) per respingere l’assalto di un’indomita Carolina Visca: la romana, che su questa pedana – sia pure con minori pressioni – aveva conosciuto la miglior giornata della sua giovanissima carriera con l’oro dell’Eyof a 60.09, stavolta lotta fino in fondo per una medaglia. Arriva l’argento, ed è il metallo numero otto conquistato dalla spedizione azzurra: dalle posizioni di rincalzo, negli ultimi due turni una rincorsa prima verso il bronzo (57.21) e poi verso la piazza d’onore (59.10, suo secondo miglior lancio di sempre). Superata una finlandese dal cognome evocativo – ed impegnativo per questa specialità! – Elina Kinnunen, che aveva messo a segno più di un miglioramento fino al 57.40 che ora vale il bronzo. E onore delle armi a Sara Zabarino, che finora aveva dato più di un dispiacere alla sua compagna in azzurro: per la ragazza di Gaglianico arriva un quinto posto e due primati personali in una serie con i fiocchi (56.26 e 56.58, dopo il 55.66 della qualificazione). Impagabili.

Staffetta mista F (finale) – Intanto il bronzo che nei 100 le era sfuggito per 1/100 stavolta Zaynab Dosso lo porta a casa: è lei l’inserimento studiato dallo staff federale per questa finale, confermando Camilla Maestrini in prima frazione e spostando in avanti Valeria Simonelli (300m) e Letizia Tiso (400m). Risultato finale, un bronzo che pesa un sacco: 2:08.99 è anche record italiano, battuto il 2:09.86 che giusto dieci anni fa diede l’argento al quartetto delle Gymnasiadi di Salonicco. La gara è andata via in apnea, con un duello che avrebbe potuto portare anche all’oro o all’argento, poi andati a Francia (2:08.48) e Polonia (2:08.57), che pure schieravano anche medagliate e campionesse individuali. Siamo a quota sette, e non è finita.

1500m e decathlon (finale) – Luca Barbini corre la distanza per onor di firma (5:48.86) e finisce 17° con 5465 punti. La lotta per il titolo porta ad un colpo di scena: con l’ultima gara il tedesco Manuel Wagner riesce a rimontare il belga Jorg Vanlierde e vince l’oro (7382 a 7311).

Triplo M (finale) – Dopo aver abbondantemente rovinato la finale del lungo allieve (con punte da -6.5), il vento contrario rischia di condizionare in modo pesante anche questa finale: in pedana ci sono un fuoriclasse come il francese Martin Lamou e il capitano degli azzurri Andrea Dallavalle, entrambi decisi a giocarsi il titolo. In condizioni più favorevoli, con ogni probabilità, avremmo visto entrambi oltre i 16 metri: il transalpino d’altronde aveva saltato un 16.46 ventoso ai Campionati nazionali di Chateauroux, un centimetro più del primato europeo di categoria (regolare, ovviamente). E il piacentino - in tribuna il tecnico Ennio Buttò - è in una di quelle giornate in cui pensa che tutto sia possibile: ci crede, Andrea e mette a segno una progressione sontuosa, andando due volte oltre i 15.70 indoor del suo personale “ogni-impianto” - 15.74/-1.9 al terzo turno e 15.72/-1.9 nell’ultimo - terza prestazione italiana di sempre dopo Andrew Howe e Tobia Bocchi. E come il carabiniere parmense, argento europeo juniores a Eskilstuna 2015, questo argento U18 rappresenta la nouvelle vague di una specialità carica di gloria nei nostri veterani azzurri. E Lamou? Va oltre i 16 al terzo salto, ma non prende mai il largo (16.03/-2.2): mentre il solo altro finalista oltre i 15 è il romeno Razvan Grecu (15.62/-2.4), ma solo all’ultimo salto. A riprova di quanto questa finale sia stata complicata per tutti, se non per i due dominatori: complicata anche per Simone Biasutti, ma il friulano ha il merito di essersela conquistata contro ogni pronostico e chiude 11° con 14.08/-1.7.

2000st M (finale) – A parte il belga Tim Van de Velde, super-capolista stagionale, la corsa al podio sembra aperta: il fatto è che molti dei 15 partenti – compresi i due azzurri Pietro Arese e Luca Zanetti – la loro finale l’anno già corsa in batteria venerdì scorso. Chi proprio non ha le gambe è il sedicenne romano, che abbandona dopo un paio di giri. Arese invece non molla fino al traguardo, anche se si vede la sofferenza di chi non ha energie sufficienti per il compito che lo aspetta: mentre Van de Velde vola verso l’oro (5:53.77), il piemontese chiude al 12° posto in 6:07.60. Per uno che fino al titolo italiano di Jesolo aveva corso la distanza solo una volta non è affatto male.

1500m F (finale) – Non c’è solo Marta Zenoni – che probabilmente qui avrebbe vinto a mani basse gli 800 di ieri – il mezzofondo giovane ha anche il volto di Martina Tozzi: e mentre la svizzera Delia Sclabas fa doppietta (4:22.51, dopo l’oro sui 3000), un’altra ragazza azzurra si fa apprezzare per la combattività. La doppia figlia d’arte romana arriva ad accarezzare il sogno di una medaglia: poi la logica se ne fa una ragione, perché le britanniche che finiscono sul podio con il talento svizzero (Sabrina Sinha 4:23.10, Erin Wallace 4:28.17) capeggiavano da lontano la lista europea dell’anno.

Ma quello che ha fatto Martina, cresciuta nel vivaio della finanza con Andrea Ceccarelli, è qualcosa di grande, esaltante: un quarto posto da festeggiare, una volta tanto, e un PB a 4:29.97 da tenere nei ricordi più cari. La strada di questa ragazza probabilmente comincia da qui.   

Giavellotto M (Dec) – Mentre le medaglie italiane crescono in un amen da due a cinque, Luca Barbini può solamente mangiarsi le mani: fa due volte il personale nel giavellotto (48.82 e 49.95), ma il suo Europeo era tutto nell’obiettivo del miglior punteggio finale e ora il buco nell’asta ha vanificato sforzi e prospettive. Ad una fatica dal termine, il sardo è 17° con 5154: davanti c’è ancora il belga Jorg Vanlierde (6806 punti), ma su questa pedana si distingue il lituano Edgaras Benkuskas, 60.56 sulle basi della solida scuola baltica.

800m M (finale) – Continua il momento esaltante per la spedizione italiana e in particolare per l’atletica napoletana, qui rappresentata dai due azzurri allenati da Giampaolo Ciappa: la passione di un tecnico, il cuore di due ragazzi e all’oro di Sibilio segue immediatamente l’argento di Andrea Romani, che precede il bronzo del marchigiano Simone Barontini. Gara difficile da raccontare, molto meglio da vivere sul momento: non era Markhim Lonsdale (poi quinto) il britannico da tenere d’occhio, bensì George Mills. E’ stato lui a prendere la testa da subito, passaggio in 54.81 tallonato dall’irlandese Kevin McGrath: “fighting spirit” nelle vene, ma stavolta c’era da competere con la voglia di medaglie dei due ragazzi italiani cresciuti sul mare, Barontini ad Ancona sull’Adriatico, Romani a Mergellina sul Tirreno. La loro progressione negli ultimi 200 metri è stata irresistibile e si è conclusa solo negli ultimi metri, quando il rivale in maglia verde ha gettato la spugna con un gesto di stizza: oro a Mills, d’accordo (1:48.82: la leadership stagionale di Barontini è salva per 6/100), quindi le due maglie azzurre (Andrea 1:49.58, Simone 1:49.78: per entrambi il loro secondo miglior tempo in carriera). "All'inizio, tra la stanchezza dei turni precedenti e un po' di tensione, le gambe non giravano proprio - il commento di Romani -. Mi sono ritrovato un po' rinchiuso dagli avversari, finché negli ultimi 100 metri non ho visto davanti a me la maglia azzurra di Simone che mi ha dato lo sprint per caricarmi e andare a lottare in volata per una medaglia. Grazie alla mia famiglia, al mio coach e una dedica speciale alla mia ragazza Marta (Zenoni, ndr)". "Alla fine - le parole di Barontini - è uscito fuori quasi un derby tra me e Andrea. Siamo due italiani sul podio ed è questo quello che conta, anche se sull'ultimo rettilineo ho dovuto tirar fuori l'anima per non farmi scappare la medaglia. La dedica? Sono di Ancona e non posso non farla a Gianmarco Tamberi, forza Gimbo!".

400hs M (finale) – Ostacoli d’oro a casa Italia: dopo Desola Oki, anche Alessandro Sibilio strappa il titolo europeo, stavolta sul giro di pista. Vittoria esaltante, per i contenuti drammatici nei quali è maturata: con l’azzurro che all’ingresso nel rettilineo inseguiva con robusto gap il primatista europeo Aleix Porras. Poi la rimonta, prima metro su metro, quindi centimetro su centimetro: perché ancora sulle righe dell’arrivo lo spagnolo era un metro avanti. Festeggiamenti in curva, come quelli del San Paolo quando gioca il Napoli: questo ragazzo di Posillipo su quella pista ci è cresciuto e ora ci porta un titolo continentale di enorme spessore tecnico. Eguagliato con 51.46 il primato italiano allievi di Matteo Beria (oro nel 2013 alla Gymnasiade di Brasilia), un progresso incredibile se si pensa che Alessandro aveva vinto il titolo a Jesolo con 52.78 in quello che era stato il suo primo vero impegno sulla distanza. La tradizione azzurra - che non per nulla risale a personaggi ormai leggendari come Luigi Facelli, Armando Filiput e Ottavio Missoni e poi è arrivata fino all’era di Fabrizio Mori - trova un nuovo interprete, di potenzialità ancora inesplorate: Porras resta a 51.56, il tedesco di origini ghanesi Emil Agyekum a 51.80, sul pennone più alto sventola il tricolore. Sibilio è nato nel 1999, l'anno della grande vittoria di Fabrizio Mori ai Mondiali di Siviglia. "Il video di quella gara l'avrò visto mille volte ed è come se oggi ce l'avessi in testa, mentre correvo verso il traguardo in rimonta. Ok, lo spagnolo Porras ha fatto il record europeo under 18, ma la finale è un'altra storia e si vince anche con la testa. Con l'argento del mio compagno di liceo Andrea Romani, possiamo dirlo forte: siamo la classe più medagliata d'Italia!".  

Alto F (finale) – Mentre Georgios Koniarakis festeggia la sua vittoria nel disco (62.16) sventolando entrambe le sue bandiere – quella cipriota e quella greca – sulla pedana dell’alto Marta Morara chiude la sua finale con tre errori a quota 1.75: dopo un’estenuante qualificazione, la progressione iniziale di questa gara resta indigesta a molte, compresa l’azzurra che aveva già vinto il suo europeo aggiungendo quattro centimetri al suo PB di partenza l’altro ieri (1.78). Qui basta 1.70 alla prima prova per l’ottavo posto in condominio con altre atlete: e la curiosità è che, nel salto dell’imolese a quella quota, l’asticella era caduta molto dopo che il giudice aveva alzato la bandierina bianca. Probabilmente colpa del vento – sulla pedana del lungo spirava contrario anche a -6.5 in quel momento – ma comunque salto valido per la classifica. Per la cronaca, il bronzo si assegna con 1.75 senza errori e sull’oro vola una Maja Nilsson in giornata di grazia (1.82 PB per la svedese). Ma Alina Shukh – che più tardi farà la finale del giavellotto – nel suo eptathlon vittorioso aveva saltato giovedì 1.88.

SESSIONE MATTUTINA

Asta M (Dec) – Tre nulli d’entrata, l’incubo di qualsiasi decatleta: però Luca Barbini avrebbe dovuto dimostrarsi più accorto, visto quello che era successo ieri alle colleghe astiste Gherca e De Martin. Certo l’azzurro è un discreto specialista da 4.50, però nella finale allieve erano cadute a misure molto abbordabili atlete decisamente quotate: iniziare a 4.00, nonostante le indicazioni di prudenza dei tecnici federali, è stato sicuramente un azzardo. Ora gara completamente compromessa, resta l’obbligo di onorare la maglia: ripartendo da 4566 punti. Invece il migliore è il belga Jorg Vanlierde, che salta 4.60 – appena al di là dei limiti di Barbini – e proprio con questo risultato conquista la leadership provvisoria (6119 punti).

Disco M (Dec) – Nel suo principale punto debole della seconda giornata Luca Barbini recupera al terzo lancio un 28.27 che comunque comporta una perdita netta di una cinquantina di punti rispetto alla tabella di marcia: 4566 il totale provvisorio che potrebbe ancora portare al PB conclusivo. Dopo l’exploit sugli ostacoli il leader Sam Talbot butta alle ortiche una medaglia con tre nulli: risale in testa quindi Makenson Gletty (5396), ma il francese è incalzato da Manuel Wagner (5359) che ha fatto bene nel disco, e soprattutto dall’irlandese Daniel Ryan, capace di ricavare da questa prova un tesoro di punti grazie ad un eccellente 47.27 (5357 punti per il bronzo virtuale dopo sette gare).

110hs M (Dec) – Mattinata interamente dedicata alle prove multiple, così si inizia con le barriere: una specialità che è nelle corde dell’azzurro Luca Barbini, anche se il suo 15.01 (+1.6) di oggi non è certamente a livello delle sue migliori perfomances e lo porta al 16° posto con 4135 punti. Invece si esalta il britannico Sam Talbot, 13.86 (+1.9) è davvero un risultato notevole per un decatleta, vicino al suo PB di 13.79: comunque tale da portarlo in testa alla classifica (4876 punti), scavalcando il francese Makenson Gletty (4812 in virtù di un più modesto 14.87).  

TV - DIRETTA su Eurosport 2 domenica 17 luglio, ore 14.00-19.15. STREAMING su www.european-athletics.org

RISULTATI/Results - FOTO/Photos

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(foto Colombo/FIDAL)


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