Europei: 4x100 a un passo dal podio

17 Agosto 2014

A Zurigo, la staffetta femminile a 4 centesimi dal bronzo e a 22 dal record italiano, Rosa quinta nel peso.


 

Scende il sipario sulla ventiduesima edizione dei Campionati Europei. L'ultima giornata di competizioni a Zurigo si è aperta con la vittoria in maratona di Daniele Meucci e si è conclusa con il quarto posto in 43.26 della 4x100 femminile (Marzia Caravelli-Irene Siragusa-Martina Amidei-Audrey Alloh) a cui sfugge il bronzo per appena quattro centesimi. Consolidata da parte del quartetto veloce la loro fresca seconda posizione nelle liste italiane all-time ora a soli 22 centesimi dal primato nazionale (43.04 nel 2008). Tra le prime otto del Vecchio Continente anche Chiara Rosa, quinta nel getto del peso con 18,10, mentre la campionessa europea Libania Grenot e le ragazze della 4x400 (Chiara Bazzoni-Maria Enrica Spacca-Elena Maria Bonfanti) arrivano settime al traguardo con 3:28.30. Nona Alessia Trost nell'alto (1,90 alla prima), stesso piazzamento di Soufiane El Kabbouri nei 1500 (3:51.98) con l'altra "matricola" Marouan Razine quattordicesimo nei 5000 (14:16.95) dell'inarrestabile Mo Farah (protagonista della quarta doppietta di titoli in carriera). Sfortunato epilogo, invece, per la 4x100 maschile che vede saltare l'ultimo cambio tra Diego Marani e Delmas Obou, facendo uscire di scena gli azzurri senza crono. L'Italia chiude al nono posto sia nel medagliere che nella placing table: con 3 medaglie (2 ori e un argento) e 71 punti frutto di 21 piazzamenti tra i primi 8 d'Europa. Nel medagliere svettano i 23 metalli della Gran Bretagna (12 ori/5 argenti/6 bronzi) davanti a Francia (23, 9/8/6) e Germania (8, 4/1/3). Leader della classifica a punti è, però, la Russia con un score di 215 su Gran Bretagna (196) e Francia (192). Prossimo appuntamento con la rassegna continentale ad Amsterdam nel 2016.      

XXII CAMPIONATI EUROPEI - ZURIGO 2014
IL MEDAGLIERE ITALIANO
ORI (2)
Daniele Meucci (maratona) 2h11:08 PB
Libania Grenot (400m) 51.10 finale, 51.47 sf, 51.90 batt.
 
ARGENTO (1)
Valeria Straneo (maratona) 2h25:27
 
ALTRI FINALISTI (18)
4. 4x100m femminile (Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei, Audrey Alloh) 43.26 finale, 43.29 batt.
5. Diego Marani (200m) 20.43 (-1.6) finale, 20.36 (-0.4) PB sf, 20.65 (-0.4) batt.
5. Federica Del Buono (1500m) 4:07.49 PB finale, 4:10.47 batt.
5. Yadisleidy Pedroso (400hs) 55.90 finale, 56.07 sf, 56.75 batt.
5. Chiara Rosa (peso) 18,10 finale, 16,76 qual.
5. Eleonora Giorgi (20km marcia) 1h28:28
6. Daniele Meucci (10.000m) 28:19.79
6. Anna Incerti (maratona) 2h29:58
7. Ruggero Pertile (maratona) 2h14:18
7. Marco Fassinotti (alto) 2,26 finale, 2,23 qual.
7. Gianmarco Tamberi (alto) 2,26 SB finale, 2,19 qual.
7. Fabrizio Donato (triplo) 16,66 (-0.7) finale, 16,64 (+0.9) qual.
7. Marco De Luca (50km marcia) 3h45:25 PB
7. 4x400m femminile (Chiara Bazzoni, Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti, Libania Grenot 3:28.30 finale; Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti, Chiara Bazzoni 3:31.31 batt.)
7. Antonella Palmisano (20km marcia) 1h28:43
8. Stefano La Rosa (10.000m) 28:49.99
8. Giorgio Rubino (20km marcia) 1h22:07
8. Giulia Viola (5000m) 15:38.76 PB  

IL RACCONTO DELLE GARE

4x100 donne (FINALE) - Le premesse - magari non dichiarate - per sognare c'erano tutte a partire dalla batteria corsa in 43.29, ad appena 25 centesimi dal record nazionale. Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei e Audrey Alloh vanno in pista agguerritissime, con in corpo la fiducia scaturita dalle buone prove individuali e la voglia di provare a fare qualcosa che lasci il segno. Il colpo di pistola dello starter invece che accendere, ammutolisce la curva del Letzigrund: fuori dai giochi la Svizzera con la beniamina Mujinga Kambundji che incredibilmente si lascia scappare di mano il testimone dopo nemmeno due appoggi. Il cronometro, intanto, scorre e la gara prosegue inesorabilmente: al primo cambio salta anche l'Olanda di Dafne Schippers partita troppo presto rispetto all'arrivo del testimone. L'Italia c'è con la Siragusa che lancia in curva la Amidei.

A ridosso dell'ultimo rettilineo il bastoncino e le mani della Alloh non si trovano subito, ma la sprinter azzurra divora l'ultima frazione, lottando con la russa Sivkova che in settima corsia taglia il traguardo per terza. Il tabellone dice: oro Gran Bretagna 42.24 (Philip-Nelson-Williams-Henry, record britannico), argento Francia 42.45, bronzo Russia 43.22, quarta Italia 43.26 a quattro centesimi dal podio. Il primato italiano (43.04 nel 2008) è ora a 22 centesimi e questa è nuovamente la seconda migliore prestazione nazionale di sempre.

4x100 uomini (FINALE) - Italia in corsia 7 con Fabio Cerutti in prima frazione. Il tempo di reazione (0.124) del torinese è il più veloce in assoluto del lotto dei partenti, aggredendo con efficacia la curva. E' il momento del giovane Eseosa Desalu che spinge l'acceleratore sul rettilineo opposto al fianco di Christophe Lemaitre fino a Diego Marani di nuovo in azione su quella curva che pochi giorni fa l'ha visto correre i 200 in 20.36. Purtroppo il testimone si inceppa all'ultimo cambio dove Delmas Obou scatta troppo in anticipo, perdendo l'aggancio con Marani. Gli azzurri che viaggiavano intorno alla quinta posizione sono out. La Gran Bretagna con Adam Gemili in quarta frazione dilaga in 37.93 (migliore prestazione europea 2014) mettendo in fila Germania (38.09) e Francia (38.47).

Giavellotto uomini (FINALE) - L’ultimo titolo assegnato allo stadio Letzigrund è nel giavellotto maschile. La Finlandia piazza tre atleti fra i primi quattro, e stavolta prevale il bronzo olimpico Antti Ruuskanen con un notevole 88,01 al terzo ingresso in pedana (record personale e miglior prestazione europea dell’anno). Battuti quindi sia l’iridato ceco Vítězslav Veselý (84,79), campione uscente, sia l’argento mondiale Tero Pitkämäki (84,40), a cui sfugge di nuovo la corona continentale (secondo nel 2006 e terzo nel 2010), mentre finisce ai piedi del podio l’altro finlandese Lassi Etelätalo con 83,16 che accarezza il sogno di una medaglia soltanto per pochi minuti, durante il quinto turno di gara.

5000m uomini (FINALE) - E dieci. Tante sono le medaglie d'oro, tra 5000 e 10.000 metri, che dopo oggi Mo Farah può sfoggiare in bacheca. Sull'anello del Letizgrund il numero uno britannico vince anche i 5000 e completa l'ennesima doppietta in carriera: la quarta dopo quelle di Barcellona 2010 (Europei), Londra 2012 (Giochi Olimpici) e Mosca 2013 (Mondiali). Anche stavolta la sua volata non lascia scampo a nessuno, compreso l'etiope-azero Hayle Ibrahimov che ha inutilmente cercato di inseguirlo, dovendo alzare bandiera bianca sull'ultimo rettilineo. Farah vince in 14:05.82 (11:43.03 il passaggio ai 4000 metri) superando Ibrahimov (14:08.32) e il connazionale Andy Vernon (14:09.48), già argento nei 10.000. Il debuttante azzurro Marouan Razine resta lontano dalla testa della gara, concludendo la sua avventura in quattordicesima posizione (14:16.95).

Salto in lungo uomini (FINALE) - Il campione olimpico Greg Rutherford aggiunge l’oro europeo alla sua bacheca: 8,29 (-0.4) al quarto salto (quest’anno si era già imposto nei Giochi del Commonwealth), per incrementare di due centimetri una leadership già conquistata con il secondo salto ai danni del greco Louis Tsatoumas (8,15 al primo tentativo), mentre il francese Kafetien Gomis conquista il bronzo con 8,14.

Salto in alto donne (FINALE) - Alessia Trost arriva alla finale continentale dopo una stagione funestata dall'infortunio alla caviglia del piede di stacco. La progressione che l'attende qui è ovviamente una salita impegnativa. L'azzurra affronta senza problemi 1,85 e 1,90. Il primo tentativo ad 1,94 (misura su cui la Trost quest'anno all'aperto non si era mai cimentata) è in assoluto il più convincente dei tre, ma l'azzurra sfiora l'asticella con il bacino e poi l'abbatte con le gambe in fase di richiamo. Finirà nona. La campionessa europea è la spagnola Ruth Beitia, l'unica a quota 2,01 (mondiale stagionale eguagliato) superata alla prima.

Dietro di lei nell'ordine tre atlete a 1,99: la russa Mariya Kuchina, la croata Ana Simic e la polacca Justyna Kasprzycka.

Getto del peso donne (FINALE) - Chiara Rosa, due anni fa ad Helsinki, era stata medaglia di bronzo. Anche in questo caso per ambire al terzo gradino del podio sarebbe stato necessario esprimersi dalle parti del suo record italiano (19,15), ma l'azzurra si presentava a Zurigo con i postumi di una distorsione al polso. Malgrado questo, la tenace pesista veneta azzecca un 18,10 al secondo lancio che, alla fine, le varrà il quinto posto in classifica. Gara dominata dalla viceiridata tedesca Christina Schwanitz che incassa la vittoria con 19,90. Ora è la campionessa d'Europa sia all'aperto che al coperto. Battuta la russa Yevgeniya Kolodko (19,39) davanti all'ungherese Anita Marton (19,04, primato nazionale).

3000 siepi donne (FINALE) - Tutto si decide sull’ultima barriera con il sorpasso senza scampo della tedesca Antje Möldner-Schmidt (vincitrice oggi in 9:29.43, era stata bronzo due anni fa) nei confronti della leader europea stagionale, la svedese Charlotta Fougberg che si deve accontentare dell’argento (9:30.16), terza la spagnola Diana Martin (9:30.70).

4x400 donne (FINALE) - Nemmeno il crono del record italiano di quattro anni fa sarebbe bastato per salire su podio. Correndo, infatti, il 3:25.71 di Barcellona 2010 le azzurre oggi sarebbero al massimo arrivate quinte. La prima frazione azzurra è affidata a Chiara Bazzoni (52.9) che cambia per terza, affidando il testimone a Maria Enrica Spacca che, però, non riesce a prendere il treno delle migliori e completa il suo giro in penultima posizione (51.7). E' la volta della dottoressa Elena Bonfanti (52.53), ma ormai il cuore della gara è troppo più avanti. Nemmeno la quarta frazione della neo campionessa europea Libania Grenot (51.05) riesce a risollevare le sorti del quartetto italiano che chiude settimo 3:28.30, purtroppo lontano anche dal 3:27.44 che a maggio era valso il sesto posto alle IAAF World Relays. Vittoria - la nona di questa rassegna - alla Francia che grazie alla potente rimonta di Floria Guei si prende il titolo in 3:24.27 a spese dell'Ucraina (3:24.32) beffata a pochi passi dal traguardo. Bronzo Gran Bretagna (3:24.34).

4x400 uomini (FINALE) - Dopo quello del giro di pista individuale, il britannico Martyn Rooney si mette al collo anche l’oro della staffetta 4x400 maschile: è lui il quarto frazionista di una staffetta lanciata da Conrad Williams, poi Mattew Hudson-Smith (secondo sui 400 di venerdì) e Michael Bingham. Per loro il successo in 2:58.79 davanti alla Russia (2:59.38), con la Polonia terza (2:59.85) di quattro centesimi sulla Francia.

1500m uomini (FINALE) - Finale nervosa in cui non mancano spinte e rovinose cadute. Stavolta se la scampa Soufiane El Kabbouri, ma il giovane mezzofondista azzurro cerca di destreggiarsi al meglio quando si accende la bagarre. Chiude nono in 3:51.98. L'oro (3:45.60) va al francese Mahiedine Mekhissi-Beneabbad che - dopo lo "show" della canotta sfilata prima del traguardo, punito con la squalifica nei 3000 siepi - attira nuovamente più i fischi applausi al Letzigrund, facendosi beffa nel finale degli avversari alle sue spalle. Argento in volata al norvegese Ingebrigtsen (3:46.10) e bronzo al britannico Chris O'Hare (3:46.18).

Alessio Giovannini

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