Euroindoor, 4x400: ''Volevamo il podio''

05 Marzo 2017

La delusione delle staffettiste azzurre, quarte ai Campionati Europei Indoor di Belgrado. Le dichiarazioni degli atleti italiani in gara nella terza e ultima giornata.


 

L'ultimo giorno dei Campionati Europei Indoor di Belgrado è il giorno di Fabrizio Donato. Il capitano della squadra azzurra si mette al collo la terza medaglia in cinque partecipazioni agli Euroindoor. Il 40enne triplista laziale aggiunge così un altro argento (17,13m) alla sua collezione di podi sotto il tetto dopo l'oro di Torino 2009 e l'argento con record italiano a Parigi 2011. Quarto posto per la staffetta 4x400 femminile composta dalla matricola Lucia Pasquale, Maria Enrica Spacca, Maria Benedicta Chigbolu e Ayomide Folorunso. Le azzurre portano il testimone al traguardo in 3:32.87 a 77 centesimi dal bronzo dell'Ucraina (3:32.10); vittoria alla Polonia (3:29.94) sulla Gran Bretagna (3:31.05). L'Italia conclude la sua trasferta in Serbia con altri quattro atleti finalisti nella day 3 della manifestazione: sesti Silvano Chesani (2,27 nell'alto) e Marouan Razine (8:04.19 nei 3000m), settimi Giulia Viola (8:56.19 PB nei 3000m) e Yeman Crippa (8:05.63 nei 3000m). In cima al medagliere c'è la Polonia con 12 metalli (7 ori, 1 argento e 4 bronzi) davanti ai 10 della Gran Bretagna (5/4/1) e i 9 della Germania (2/2/5). Italia diciottesima con l'argento di Donato, un piazzamento che migliora a livello di placing table (in testa sempre la Polonia con 103 punti su Gran Bretagna 103 e Germania 100) dove la squadra azzurra si piazza decima con 25 punti e 8 atleti tra i primi otto del Vecchio Continente. Un bottino che in termini di medaglie ricalca quello di dodici anni fa a Madrid 2005 (1 argento), mentre come punti non è andata meglio in 9 edizioni su 34 della storia della rassegna.  

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LE PAROLE DEGLI AZZURRI

4x400 donne (quarta in 3:32.87) - Lucia Pasquale: “Siamo state ferme venti minuti in più nella call room, per il ritardo delle gare, senza spazio per muoverci. Non è una scusa, perché ho fatto una gara molto lenta, ma ero troppo fredda. E’ anche la mia prima esperienza come prima frazionista, avrei voluto fare un po’ meglio, però speriamo di rifarci in futuro”. Maria Enrica Spacca: “Non mi sento soddisfatta della mia frazione, ho gestito male la gara. Volevo recuperare all’inizio un po’ il distacco ma poi l’ho pagato sul finale. Sono molto dispiaciuta, credevamo in una medaglia e di fare il record italiano, ma a volte non va come si spera”. Maria Benedicta Chigbolu: “Oggi è un dispiacere, perché la medaglia era alla nostra portata. Ho cercato il più possibile di recuperare posizione, ma è andata così”. Ayomide Folorunso: “Ho distribuito bene, ma forse nel primo giro avrei potuto osare di più, perché ho finito ancora in spinta. Quando ho cambiato mi sono vista indietro, comunque mi sono detta che dovevamo provarci. Peccato, per me è un altro quarto posto, dopo quello degli Europei sui 400 ostacoli”.

Silvano Chesani (sesto nell’alto con 2,27): “Sicuramente sono un po’ amareggiato, con l’ultimo salto a 2,30 avrei preso almeno il bronzo. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, un mese fa non pensavo di essere agli Europei indoor e nemmeno di fare una finale. Mi auguro che sia il punto di partenza per un quadriennio senza infortuni gravi, per lavorare soprattutto sull’aspetto tecnico. Vorrei essere protagonista ai Mondiali di Londra, è il momento di cambiare marcia. Sono contento che qui c’era Gianmarco Tamberi, l’ho visto alla fine e ha praticamente perso la voce per fare il tifo. Ho anche pagato una penitenza, per aver perso con lui una scommessa l’anno scorso, e così ho dovuto fare dei piegamenti sulle braccia. Peccato non avergli dato una gioia in più, ma sarà per la prossima, magari in pedana insieme”.

 
Marouan Razine (sesto nei 3000m in 8:04.19): “Ci ho provato fino in fondo, anche perché stavo bene e ho lavorato tanto. Sono contento di essere qui e di come ci sono arrivato. Sono partito davanti, visto che il ritmo era lento ho preferito così, per rischiare di cadere. Poi c’è stata una progressione lunga nel finale, ma ho battagliato fino all’ultimo. Non capisco perché avevano deciso di squalificarmi, ci siamo toccati un po’ di volte in una gara nervosa, ricordo di aver messo un piede fuori dalla pista ma mi hanno spinto quindi non era colpa mia. Tre anni fa avevo quasi deciso di smettere, ho anche lavorato come elettricista, poi per fortuna è arrivata la cittadinanza italiana e sono entrato in un gruppo sportivo, per poter continuare a fare atletica. Nella stagione all’aperto l’obiettivo è migliorare i miei personal best, farò tutto il possibile per essere ai Mondiali di Londra”.


Yeman Crippa (settimo sui 3000m in 8:05.63): “Ho dato il massimo, tutto quello che potevo. Davanti c’è gente che corre più forte, spero di arrivarci prima o poi. Questo Europeo per me è stato un momento di passaggio e non ero al massimo della condizione, ora cercherò di riposarmi perché ho avuto una stagione molto lunga. Ho fatto il record italiano sui 5000 indoor, ma si tratta di un’altra distanza su ritmi diversi. Partendo da quella gara e da questa esperienza, sono più che carico per la stagione estiva e punto ai Mondiali di Londra”.

 
Giulia Viola (settima con il PB 8:56.19 nei 3000 metri): “E’ stata una grande emozione poterci essere e gareggiare con le più forti. Volevo correre sui ritmi del personale, ce l’ho fatta nonostante la stanchezza e sono contenta. La stagione indoor non era stata programmata, poi ci siamo resi conto che stavo abbastanza bene e devo tanto al mio allenatore. Per me significa tantissimo. Ci tengo a dire a tutti quelli che si trovano in una situazione difficile, come è stata la mia, di non arrendersi e di credere sempre nelle proprie potenzialità, di lavorare giorno per giorno per diventare un’atleta migliore. Sono abbastanza ambiziosa quest’anno, voglio lavorare duramente per raggiungere gli obiettivi che mi sono posta”.
 

Simone Cairoli (dodicesimo nell’eptathlon con il PB di 5841 punti): “Sono felicissimo. E’ stata una gara impegnativa, di altissimo livello, e sono contento di essere arrivato fino alla fine, tirando fuori il personale. Questo è un ambiente stimolante e ci si ritrova in situazioni dove non si credeva di riuscire ad arrivare, ad esempio 4,60 nell’asta è un bel traguardo però so che posso saltare di più, invece nell’alto a 2,01 eravamo ancora tutti in gara. L’obiettivo della stagione all’aperto sarà il minimo per gli Europei del prossimo anno”.

 
Gloria Hooper (semifinalista con SB 7.34 nei 60 metri): “Avevo beccato una partenza super e hanno dato la falsa, peccato! Non basta il primato stagionale come consolazione, perché il potenziale era tutt’altro e con una partenza giusta il crono sarebbe stato sicuramente inferiore. Ancora non sono arrivata al tempo che volevo fare sui 60 metri, però in previsione dei 400 come velocità di base può andar bene. All’aperto punterò sul giro di pista, ma ci saranno anche i 200 metri”.
 
 
Anna Bongiorni (semifinalista nei 60 metri): “Non è andata proprio come volevo, né in batteria né in semifinale. Ieri avevo la scusa di dover rompere il ghiaccio, invece oggi speravo di fare meglio. Stavo molto bene, ho svolto due riscaldamenti con ottime sensazioni, ma in gara è mancato qualcosa. Avrei voluto chiudere bene la stagione indoor e fare una buona figura, anche perché si entrava con 7.26 e potevo, se non aspirare alla finale, almeno arrivarci a un passo e quindi per me è una delusione. Voglio che mi rimanga ciò che di bello ho fatto nelle gare indoor e pensare che questa sia stata un’eccezione. Ma sono prontissima per ricominciare, questa esperienza mi lascia la voglia per ripartire verso una bella stagione all’aperto e per rifarmi”.
 
 


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