EuroTeam: Fassinotti a un passo dalla vittoria

24 Giugno 2017

L'altista piemontese sfiora il successo (secondo con 2,22), secondi posti anche per Pedroso (400hs) e Santiusti (800), Re si migliora nei 400m: 45.56. Osakue alla MPI Promesse del disco (57,64). Classifica: Italia quinta


 

di Marco Sicari

Una buona Italia chiude la prima giornata del Campionato Europeo a squadre di Lille (Francia) al quinto posto, a tre sole lunghezze dai padroni di casa, che la precedono in classifica. Nessuna vittoria individuale in Casa Italia, ma tre secondi posti (con Marco Fassinotti nell'alto, 2,22; Yadis Pedroso nei 400hs, con lo stagionale portato a 55.39; Yusneysi Santiusti negli 800 metri, 2:03.56), ed una serie di altre prestazioni di assoluto rilievo, a cominciare dal 45.56 realizzato nei 400 metri da Davide Re, e dal 57,64 nel lancio del disco ottenuto da Daisy Osakue (miglior prestazione italiana Promesse, precedente: 57,49 della stessa atleta, 24-3-2017). Brilla anche la siepista Francesca Bertoni, quarta con 9:43.80, crono che vale la terza prestazione italiana di sempre sulla distanza, così come bene fanno le staffettiste della 4x100 metri (Gloria Hooper, Irene Siragusa, Anna Bongiorni e Audrey Alloh), quarte con 43.38, la cifra della settima prestazione italiana all-time, nona al mondo nel 2017. In evidenza anche Jose Bencosme, quarto nei 400hs con 49.85, e vicino ad un clamoroso successo negato anche dal contatto con la penultima barriera. Nella graduatoria complessiva, dopo 21 delle 40 gare in programma, la Germania comanda con 16 punti e mezzo di margine sulla Polonia.

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IL RACCONTO della SECONDA GIORNATA

4x100m uomini
Un problema fisico toglie di scena poco prima del via Federico Cattaneo, con Gaetano Di Franco che viene schierato al suo posto in terza frazione (le altre sono per Antonio Infantino, Eseosa Desalu, e Wanderson Polanco). Un quartetto del tutto inedito, che non mostra comunque nessun particolare problema in corsa. Il responso della serie più debole dice terzo posto in 39.08, alle spalle di Ucraina (39.07) e Olanda (39.08). Gli ucraini sono prima squalificati, poi riammessi. Nella serie migliore, la Gran Bretagna (Ujah, Hughes, Talbot, Aikines) fa segnare un eccellente 38.08 (record della manifestazione), davanti a Germania (38.30), Francia (38.68). L'Italia è sesta. La classifica dopo la prima giornata (21 gare sulle 40 del programma) vede gli azzurri al quinto posto complessivo, a tre soli punti dalla Francia, quarta (134 contro 131). In testa, la Germania guida con ampio margine (16 punti e mezzo, 166 contro 149.5) sulla Polonia, malgrado lo zero - per assenza causa infortunio - nell'asta donne. Terza la Gran Bretagna, a quota 144.5.

4x100m donne
Il quartetto azzurro composto da Gloria Hooper, Irene Siragusa, Anna Bongiorni e Audrey Alloh centra una prestazione superlativa, chiudendo la serie B della prova al secondo posto, in 43.38 (alle spalle dell'Ucraina, vincitrice con 43.09). Il tempo rappresenta la settima prestazione italiana di sempre, in fondo non lontanissima dal 43.04 del record nazionale, datato 2008. Nella serie migliore, la Germania si impone con 42.47, davanti alla Polonia (43.07), ma le altre fanno tutte peggio delle nostre, che sono dunque quarte, portando un bel bottino di punti (otto) alla classifica italiana.

Giavellotto uomini
Grazie ad un terzo lancio da 73,67, Mauro Fraresso riesce a mettere parzialmente ordine nella sua classifica, arpionando il settimo posto conclusivo quando lo spettro dell'ultima piazza (66,67 e 69,88 nei primi due tentativi) ha ormai assunto forme piuttosto concrete. Il favoritissimo Thomas Rohler è addirittura terzo (84,22), battuto dal greco Kiriazis (secondo con 86,33) e dal ceco Vadlejch (87,95).

Triplo donne
Dopo l'asta, arriva un'altra controprestazione a zavorrare il volo dell'Italia a Lille. La fa registrare Darya Derkach, solo decima nel triplo con una miglior misura di 13,37 (+0.2). L'equilibrio regna in pedana: tre atlete, la greca Papahristou (14,24), la tedesca Gierisch (14,13), e la francese Assani Issouf (14,00) atterrano oltre i 14 metri. La Derkach non riesce a trovare il salto da media classifica che era atteso.

Alto uomini
L'ultimo salto di gara strozza in gola l'urlo di Marco Fassinotti.

Quando sembra che la favola del rientro in azzurro del saltatore piemontese possa concludersi con il lieto fine rappresentato dalla vittoria, il francese Hanany, fino a quel momento secondo in classifica, ed impegnato nell'ultima prova a 2,26, chiude la pratica volando al di là dell'asticella. Unico a riuscire nel compito, e quindi vincitore. Il secondo posto di Fassinotti, considerate le premesse (a cominciare dal ritorno in Nazionale dopo oltre un anno di assenza) merita una menzione speciale. La svolta arriva a quota 2,22: l'italiano è bravo a ribaltare la classifica valicando la misura al primo tentativo a disposizione, ponendo le premesse per il successo finale. Tutto sembra andare per il meglio, con gli errori degli avversari a succedersi. Fino all'ultima prova, fino a quel salto di Hanany. Per il lieto fine - o meglio, per l'inizio di un nuovo capitolo - l'appuntamento è solo rimandato.

5000m uomini
Ancora una buona prova di una maglia azzurra: è il turno di Marouan Razine, quarto nei 5000 metri al termine di una gara da protagonista. Dopo passaggi ovviamente tattici (5:41, 8:34), tutto si decide nell'ultimo chilometro, corso su ritmi da mezzofondo veloce. Rimasti in cinque al comando, Razine lancia la volata, isolandosi con i migliori, e quando lo spagnolo Abadia si invola verso il traguardo (13:59.40), l'italiano, che non ha nella volata il suo punto di forza, si fa "portare" verso il traguardo, cogliendo il quarto posto in 14:02.62.

400m donne
In una delle gare più attese della giornata, Mariabenedicta Chigbolu si comporta bene, terminando quinta con un apprezzabile 52.36. A vincere - a sorpresa - è l'olandese Lisanne De Witte, che fissa il personale a 51.70 e soprattutto batte l'ucraina Olha Zemlyak (51.88), la favorita della vigilia. La Chigbolu è positiva anche nel finale di gara, spesso suo tallone d'Achille, battagliando con la polacca Baumgart per il quarto posto. La Gran Bretagna guida con cinque punti di margine sulla Germania (113 a 108), l'Italia è sempre sesta, in una continua battaglia con la Spagna per la posizione.

3000st donne
L'Italia di Lille è una continua, bellissima scoperta. Dopo Daisy Osakue è il turno di Francesca Bertoni, quarta nei 3000 siepi con il personale portato a 9:43.80 (terza prestazione italiana all-time, aveva 9:49.68), ma soprattutto autrice di una prova di grande personalità, ancora una volta un dato caratteristico di atlete in maglia azzurra nella manifestazione. La modenese, quando la tedesca Krause saluta il gruppo per involarsi in una fuga precoce, non si perde d'animo, e comincia a guidare il gruppo. Quando poi la gara di questo secondo gruppo diventa "la gara", Bertoni (allenata a Modena dal "Maestro" Lucio Gigliotti) non si scompone, tutt'altro, battaglia con le altre e alla fine taglia il traguardo al quarto posto, nella volata di gruppo che assegna la piazza d'onore. Krause fa 9:27.02, mentre dalla seconda alla quinta sono racchiuse in mezzo secondo. Da applausi.

Disco donne
La personalità non si compra. E chi ce l’ha, se la tiene ben stretta. Daisy Osakue dimostra sulla pedana di Lille, ove ce ne fosse ancora bisogno, di essere già atleta “vera”, pronta per reggere la scena in campo internazionale. Dopo un nullo, la piemontese di origine nigeriana, 21 anni appena, stampa un lancio da 57,64, ovvero la misura del record italiano Promesse (al limite dei 23 anni), che lei stessa aveva stabilito quest’anno con 57,49 ad Abilene, nel corso di una delle innumerevoli gare alle quali partecipa da studentessa-atleta negli States. Nella lista italiana di sempre, Osakue passa dal nono al settimo posto, scavalcando, tra le altre, anche la coach Maria Marello. Qui a Lille, in mezzo a veri monumenti della specialità (la tedesca Muller, la francese Robert-Michon), l’azzurrina non sfigura, collocandosi al sesto posto assoluto. Il futuro è tutto suo. Il successo va alla già citata francese Robert-Michon, con un buon 62,62.

Lungo uomini
Qualche punto in meno rispetto al previsto per i colori azzurri dal lungo maschile. Kevin Ojiaku non va oltre i 7,54, piazzandosi al settimo posto finale, lontano dalle buone performance messe insieme nel corso di quest'anno (personale portato a 8,20). La serie del saltatore piemontese è abbastanza costante: 7,20 (+0.7); 7,39 (+0.4); 7,54 (+0.1). Vince il britannico Bramble con 8,00, davanti allo spagnolo Caceres, 7,96.

1500m uomini
Il coraggio di Joao Bussotti è un dato di fatto, ma purtroppo non basta a fare la differenza. L'azzurro "legge" benissimo la prova, reggendo bene il momento del cambio di ritmo, e portandosi a ridosso dei primi fino alla retta finale; ma lo sforzo, per questo infinito sprint (quasi 500 metri) alla fine si fa sentire, e la classifica non premia la scelta del portacolori italiano. Vince Lewandowski (3:53.40) sull'astro nascente del mezzofondo continentale, Jake Wightman, Bussotti è settimo (3:55.36). 

Asta donne
Ci vogliono diverse ore perché la classifica computi anche la prova di asta donne, zavorrando l'Italia con i due punti di Sonia Malavisi, decima alla fine della prova con 4,00. Quella della romana è la classica controprestazione di Coppa, inattesa ma non per questo meno dolorosa.

La greca Stefanidi fa il suo dovere regalando alla sua Grecia l'atteso successo (4,70).

400hs donne
Yadis Pedroso si arrende solo alla britannica Eilidh Doyle, oggettivamente più quotata, e porta a casa un ottimo secondo posto nel giro di pista con barriere, a ritmo di primato stagionale (55.39). La britannica fa gara a sé fin dal via, mentre l'azzurra sceglie saggiamente di non eccedere nei primi sei intervalli, risalendo però prepotentemente nel finale. Doyle termina in 54.60 (anche per lei miglior crono 2017), mentre la Pedroso infila nei metri conclusivi l'ucraina Kolesnychenko e la ceca Rosolova. Ancora una dimostrazione di grande affidabilità per l'ostacolista italiana.

3000m donne
Dopo un primo chilometro corso ampiamente sotto ritmo (3:15), l’ucraina Pohoryelska si incarica di dare la sveglia al gruppo, portando le compagne di corsa ai 2000 metri in 6:12. A 400 metri dalla fine, con Margherita Magnani sempre dalle parti della testa, diligentemente a seguire il ritmo, si accende la gara: la polacca Sofia Ennaoui, ovvia favorita, prende decisamente il comando, tagliando alla fine il traguardo in 9:01.24 (ultimo chilometro sul piede dei 2:49). La Magnani è sesta in 9:03.75, anche lei comunque autrice di un ultimo chilometro di notevole valore (2:51).

100m uomini
Il vento del nord spazza il rettilineo e costringe agli straordinari gli sprinter. L'anemometro dice -0.7 m/s, ma non basta per frenare il possente britannico Harry Aikines-Aryeetey, vincitore in 10.21; il tedesco Reus è secondo con 10.27, il campione d'Europa Churandy Martina terzo in 10.30. Federico Cattaneo fa quel che può, ovvero chiude al settimo posto in 10.47, lasciando il francese Dutamby un centesimo più indietro. Con 7 gare terminate, l'Italia si conferma al sesto posto (43 punti), mentre la Gran Bretagna torna a guidare la graduatoria (54).

Peso uomini
Un terzo e ultimo lancio da 19,34 rimette Sebastiano Bianchetti tra i primi otto, dopo che nelle prime tre prove il laziale non era andato oltre la fettuccia dei 19 metri (serie: 18,49; 18,87; 19,34). La prestazione da copertina la sigla il ceco Tomas Stanek, l'argento degli Euroindoor di Belgrado, autore di un 21,63 che gli consegna il successo ed il record della manifestazione; battuti il tedesco Storl, secondo con 21,23, e il polacco Bukowiecki, 20,83.

800m donne
L'interpretazione della corsa da parte di Yusneysi Santiusti merita l'ormai consueta sottolineatura. L'azzurra è tra le migliori in assoluto nel "leggere" le prove tattiche, ed infatti entra per prima sul rettilineo conclusivo, dove però è costretta ad arrendersi al ritorno dell'ucraina Lyakhova, vincitrice in 2:03.09 (2:03.56 per la Santi, colpevole forse solo di aver speso molte energie nell'ultima curva, corsa tutta in esterna). Il secondo posto è il miglior piazzamento italiano fino a questo punto della seconda giornata, e riporta, dopo sei prove, i colori azzurri nelle zone più alte della classifica, al sesto posto (38 punti), a tre lunghezze dalla Spagna e a 8 dalla Polonia capolista.

400m uomini
Ancora una prestazione maiuscola di Davide Re, che chiude al terzo posto con il personale di 45.56, undicesima prestazione italiana di sempre, dopo l'ottimo 45.85 della qualificazione di ieri (in stagione si era già migliorato fino a 45.79, crono realizzato a Ginevra il 10 giugno scorso). Il ligure interpreta molto bene la prova, puntando su una distribuzione ragionata: nel rettilineo finale, la strategia paga, con l'azzurro che scala posizioni su posizioni, e manca di superare il polacco Omelko di soli tre centesimi. Vince il britannico Dwayne Cowan in 45.46 (primato personale), anche se il primo a tagliare il traguardo sarebbe l'olandese Bonevacia, autore di una inutile volata dopo la squalifica per falsa partenza (e relativa, interminabile protesta). 

Martello donne
Il coraggio di Sara Fantini vale una buona misura al primo lancio (63,19), ed un nono posto finale che, per un'esordiente, vale sicuramente un giudizio da pollice alto (serie: 63,19; 60,17; N). In pedana ci sono almeno un paio di marziane (in tre superano i 70 metri), a cominciare dalla bielorussa Malyshik, vincitrice con 74,56 (e un secondo lancio a 74,29), davanti alla polacca Kopron (73,06). Dopo tre gare, Gran Bretagna al comando con 27 punti, Italia ottava con 15.

100m donne
Audrey Alloh non inverte la tendenza mostrata nella batteria di ieri. Il suo 11.72 (+0.4) è di soli due centesimi peggiore del crono di qualificazione, e pone l'azzurra all'ottavo posto della graduatoria. Si impone la francese Carole Zahi in 11.19, e con margine netto sulla seconda, la tedesca Luckenkemper (11.35). 

400hs uomini
La gara di Jose Bencosme entusiasma per almeno tre quarti di percorso. L’azzurro, autore fino a quel punto di una prova priva di sbavature, entra infatti per primo sul rettilineo conclusivo, dopo aver superato il britannico Green, che corre nella corsia davanti alla sua. Un contatto abbastanza accentuato con il nono ostacolo manda però all’aria i piani dell’italiano, che perde posizioni e chiude al quarto posto in 49.85, alle spalle proprio di Green (49.47), dello spagnolo Fernandez (49.72) e del polacco Dobek (49.79).

Campionati Europei a squadre 
Super League 2017 - Lille (Francia)
23-25 giugno
LA PROGRAMMAZIONE TV
sabato 24 giugno
diretta RaiSport ore 13.55-18.15
Eurosport 1 ore 13.45-18.15

domenica 25 giugno
diretta RaiSport ore 13.00-17.30
Eurosport 1 ore 13.00-17.25



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