El Otmani e Crippa si migliorano a Rabat

16 Giugno 2019

Nella sesta tappa della Diamond League bella serata per i due mezzofondisti italiani: 13:19.30 nei 5000 con standard per Doha, 3:37.81 nei 1500. Tamberi 2,19 e tre errori a 2,22


 

di Marco Buccellato

Nella sesta tappa della IAAF Diamond League a Rabat, doppio primato personale in chiave azzurra per Said El Otmani sui 5000, che chiude sesto in 13:19.30 e ottiene lo standard per i Mondiali di Doha, mentre Yeman Crippa è undicesimo sui 1500 metri firmando il suo primato di 3:37.81, miglior crono italiano 2019. Gianmarco Tamberi nel salto in alto è out a 2,22 dopo aver superato i 2,19. Vince Bondarenko con 2,28. La serata marocchina regala due migliori prestazioni mondiali dell'anno firmate Etiopia, sui 1500 metri donne con Genzebe Dibaba al termine di una gara superba in 3:55.47 (primato del meeting), rintuzzando il tentativo di sorpasso dell'olandese Sifan Hassan, seconda con il record nazionale di 3:55.93, e sui 3000 siepi uomini con Getnet Wale in 8:06.01 (record nazionale). World lead anche nel disco maschile: 70,78 per il giamaicano Fedrick Dacres, che al termine della gara si vede convalidato dalla giuria d’appello il terzo lancio, inizialmente dato nullo. Primato del meeting con Sandi Morris nell'asta (4,82) e con Sergey Shubenkov sui 110hs (13.12/-0.3) nonostante una caduta sul traguardo, oltre che nel disco femminile con la cubana Yaimé Perez (68,28). Sugli 800 metri successi di Nijel Amos (1:45.57) e Nelly Jepkosgei (1:59.50), il cubano Juan Miguel Echevarria vince il lungo (8,34/0.0), Salwa Eid Naser i 400 donne mantenendo l'imbattibilità (50.13). Nello sprint, 100 donne alla nigeriana Blessing Okagbare 11.05 (-0.6), i 200 uomini sono del canadese Andre de Grasse in 20.19 (-0.5).

EL OTMANI NONO ITALIANO DI SEMPRE - Ottimo risultato di Said El Otmani a Rabat in Diamond League. Il 27enne dell'Esercito ha ottenuto sui 5000 metri lo standard di qualificazione per i campionati del mondo di Doha, centrando un eccellente 13:19.30 che migliora di ampio margine il vecchio personale, datato quattro anni, di 13:31.02. Una prova condotta con grande acume tattico da El Otmani, che al quarto chilometro ha animato il gruppo degli inseguitori dei fuggitivi Berihu e Zakayo, prendendo l'iniziativa e alzando il ritmo. Nei 400 metri conclusivi, un po' di fatica e qualche posizione persa, ma l'obiettivo è stato pienamente raggiunto con un bel sesto posto e il personale, un crono che gli vale la nona posizione nelle liste italiane di sempre. Vittoria al keniano campione del mondo U20 Edward Zakayo in 13:11.49, secondo l'etiope Solomon Berihu in 13:16.08, terzo il marocchino Bouqantar in 13:17.26. 

"OBIETTIVO MONDIALE" - “L’obiettivo era proprio lo standard per i Mondiali di Doha - racconta il mezzofondista che dallo scorso settembre si allena a Torino con Gianni Crepaldi - ho trovato la gara giusta, sono stato anche fortunato ed è andato tutto come volevamo. Ero un po’ bloccato all’inizio perché non ho gare veloci nelle gambe, quindi ho sofferto un po’, ma verso i 3000 mi sono sbloccato e ho provato a fare l’azione per recuperare sui rivali davanti. Adesso speriamo di migliorare ancora: è un risultato che significa tanto per me, perché vuol dire che stiamo lavorando bene e finalmente sto trovando continuità”.

CRIPPA AVANZA - A Rabat bravo anche Yeman Crippa (Fiamme Oro), che alla seconda uscita stagionale nei 1500 metri centra il primato personale in 3:37.81, migliorando il 3:38.22 stabilito al Golden Gala dell'anno scorso. Gara dettata su ritmi abbastanza veloci in cui l'azzurro ha saggiamente evitato di compromettere gli obiettivi cronometrici della trasferta marocchina, infilandosi nella bagarre. La scelta tattica ha pagato, con un bel finale e diverse posizioni guadagnate in rettilineo, fino all'undicesimo posto. Vittoria del keniano Vincent Kibet in 3:35.80, secondo il marocchino Akankam in 3:35.85 (personale), terzo il sorprendente transalpino Miellet in 3:35.98 (personale). Dietro Crippa anche cavalli di razza come l'altro marocchino El Kaam e l'australiano Gregson. Continuano quindi i progressi del 22enne trentino, medaglia di bronzo lo scorso anno agli Europei di Berlino nei 10.000 metri: la scorsa settimana al Golden Gala Pietro Mennea di Roma aveva stupito con 13:09.52 nei 5000 metri, terzo azzurro di sempre. Eppure, come logico, vuole sempre di più: “Non sono troppo soddisfatto della mia prova di Rabat - le parole di Crippa - ho corso sotto i 3:38 ma mi aspettavo molto meglio, non sono mai riuscito a entrare in gara. Ora non ci resta che tornare a casa e lavorare più forte di prima”.

ALTO, BONDARENKO 2,28 - Giornata non favorevole alle ambizioni di Gianmarco Tamberi (Fiamme Gialle), uscito con tre errori alla quota di 2,22 con ampia luce alla terza prova ma un errore tecnico nel richiamo. Per il primatista italiano di salto in alto un poco significativo 2,19 al secondo tentativo e l'ottavo posto. “Questa caduta mi fa male, mi ferisce ancora - il suo commento - ma è solo un graffio rispetto a quello che ho passato. Non lascerò che questa gara condizioni la mia stagione. Mi rifarò, non so quando, ma mi riprenderò tutto”. Poche luci anche per chi è andato meglio: vince, come a Roma, ancora l'ucraino Bohdan Bondarenko con 2,28, la misura superata da Tamberi al Golden Gala.

Un tentativo per Bondarenko a 2,33 (fallito nettamente) poi la rinuncia a proseguire. Oltre i 2,28 anche il giapponese Tobe (secondo), il russo Ivanyuk (terzo) e il keniano Sawe (quarto).

WORLD LEAD - Due mondiali stagionali, entrambi con protagonisti etiopi. Una Genzebe Dibaba spettacolare in un 1500 donne bellissimo, in cui la primatista del mondo ha faticato a resistere al ritorno dell'olandese Sifan Hassan, piazzando oltre alla vittoria un'altra world lead (3:55.47, ventesimo risultato assoluto all-time e record del meeting), dopo quello centrato al Golden Gala. Corsa stupenda, con la coppia Dibaba e Hassan che negli ultimi 200 metri si sono liberate della terza top-runner, l'altra etiope Tsegay, terza al traguardo col personale di 3:57.40. Dietro vanno tutte fortissimo: quarta la marocchina Arafi (3:58.84, record nazionale), quinta ancora una etiope, la Embaye al personale in 3:59.02, sesta con altro primato nazionale l'ugandese Nanyondo in 3:59.56. Sotto i 4 minuti anche Jenny Simpson in 3:59.83. Sopra i 4 minuti, personal best a cascata. Il più bel 1500 donne della stagione. In chiusura di meeting arriva la seconda migliore prestazione mondiale dell'anno, con i 3000 siepi vinti in 8:06.01 (record nazionale) da Getnet Wale, che in coppia con il connazionale Chala Beyo (8:06.48, personal best) lascia l'amaro in bocca al favorito keniano Benjamin Kigen, terzo in 8:07.25. Nell'occasione del meeting casalingo, resta in ombra il marocchino El Bakkali, undicesimo in 8:27.56.

DISCO THRILLER - Nel disco uomini, i migliori si strappano a ripetizione il primato del meeting. Alla fine esce il super-lancio, atteso anche oggi, dello svedese Daniel Stahl, che sfiora i 70 metri (già superati a Doha nella prima tappa), con 69,94. Il giamaicano Fedrick Dacres chiude inizialmente secondo con 69,50 ma il suo terzo tentativo misurato a 70,78 era stato giudicato nullo. Alla fine viene accolto il suo ricorso e così vince la gara con la migliore prestazione mondiale dell’anno, il nuovo limite nazionale e il primato della Diamond League. Terzo l'austriaco Weisshaidinger, che aveva inaugurato i record in pedana con il primo lancio di 68,14.

Asta donne a Sandi Morris con il primato del meeting di 4,82. La statunitense ha avuto un'incertezza iniziale all'ingresso in gara, poi ha dominato, prima pareggiando la russa Sidorova (record del meeting a 4,77), poi superando i 4,82 al primo assalto. Una competizione di elevato livello, con altre cinque specialiste a 4,67 (terza l'altra statunitense Nageotte, quarta l'olimpionica Stefanidi). Il primato del meeting lo pareggia, e in modo altamente spettacolare, anche Sergey Shubenkov, che macina dalla terza barriera in poi per riprendere Omar McLeod, partito a razzo come suo solito. Il russo riprende e supera il giamaicano, che sull'ultimo ostacolo atterra male e perde l'equilibrio finendo sulla pista, urtando la caviglia di Shubenkov che taglia il traguardo, pur allungato sulla pista, in 13.12/0.3. Della caduta di McLeod approfittano il britannico Andy Pozzi (13.30) e il brasiliano Constantino (13.41). Nel disco donne una gara da guinness per la cubana Yaimé Perez, capace di migliorare per quattro volte il record del meeting fino al conclusivo 68,28, seconda misura stagionale 2019. Ancora sconfitta Sandra Perkovic, oggi terza con lo stagionale allungato a 64,77, preceduta anche dall'altra cubana Denia Caballero (65,94).

Sui 400 metri donne Salwa Eid Naser non conosce sconfitta. La vicecampionessa del mondo incrementa lo stagionale a 50.13, resistendo al consueto ritorno della grande finisseur Amina Seyni (Niger), cha abbassa il primato nazionale a 50.24. Personal best per la terza, Christine Botlogetswe (Botswana) in 50.48, poi le quattrocentiste USA, con la campionessa mondiale Phyllis Francis quarta (50.76). Sui 100 donne la nigeriana Blessing Okagbare sorprende l'ivoriana Marie Josée Ta Lou, bruciandola in 11.05 (-0.6) contro 11.09. Deludente Dafne Schippers, solo sesta in un improbabile 11.32, a dispetto dei chiari segni di progresso mostrati nelle ultime due settimane. I 200 uomini vanno a un Andre de Grasse in discrete condizioni, capace di rimontare il turco Guliyev e vincere in 20.19 (-0.5). Per Guliyev 20.28, poi l'ecuadoriano Quinonez 20.30 e lo statunitense Kenny Bednarek (20.51), all'esordio nel circuito dopo la grande stagione USA.

Nel lungo risolve al quinto turno il cubano Juan Miguel Echevarria, vincendo una gara non facile con un ottimo 8,34 a vento nullo. Luvo Manyonga, il sudafricano vicecampione olimpico, patisce un piccolo infortunio ma salva il secondo posto con 8,21/-0.4. Il connazionale Samaai è terzo con 8,16/-0.1. Ancora un successo di Nijel Amos sugli 800, in una gara fotocopia di quella del 3 maggio a Doha. Sul finale, l'ottocentista del Botswana riprende il keniano Emmanuel Korir e vince in 1:45.57 contro l'1:45.60 del keniano. Clayton Murphy è terzo in 1:45.99. Negli 800 donne va a segno la keniana Nelly Jepkosgei in 1:59.50, che in rettilineo allunga sull'etiope Habitam Alemu (1:59.50). Terza l'ucraina Lyakhova in 2:00.35. Tra le serie nazionali, si rivede la marocchina Halima Hachlaf, prima nel Golden Gala 2010, vincitrice sugli 800 donne in 2:02.00.

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