E' morto Vincenzo Lombardo




 
Una notizia triste scuote l'atletica lombarda in questo inizio di dicembre. Si è spento ieri a Milano, all'età di 75 anni, il generale Vincenzo Lombardo, ex atleta dal passato glorioso e dirigente di punta del movimento regionale. Nato in provincia di Messina, a Santo Stefano di Camastra, nel gennaio del 1932, Lombardo fu un ottimo sprinter a cavallo degli anni 50-60, collezionando anche quattordici presenze in azzurro, due delle quali ai Giochi Olimpici (Helsinki 1952, nei 400 metri, e Melbourne 1956, da duecentista e componente la staffetta). Tre volte campione italiano assoluto dei 400 metri (1952, 1954 e 1955), Lombardo fu primatista italiano dei 200 metri, con il 21.1 che fissò dapprima ad Atene il 4 agosto 1955, e che poi seppe eguagliare due anni più tardi, a Colonia, il 31 luglio 1957. Il suo limite fu superato da un uomo destinato, negli anni successivi, a scrivere pagine d'oro nella storia dello sport italiano: Livio Berruti. Maglia Fiamme Gialle, Lombardo, smessa la carriera agonistica, proseguì il cammino nella Guardia di Finanza, arma nella quale svolse una brillante carriera (con arresti celebri nell'ambito del crimine organizzato) fino a ricoprire il grado di Generale. Una volta in pensione, si dedicò con energia alla sua prima passione, l'atletica, ricoprendo un ruolo di rilievo in campo dirigenziale. Fu dapprima consigliere, poi Commissario straordinario e infine presidente del Comitato Regionale Lombardia. L'atletica gli diede delle soddisfazioni anche attraverso le figlie, per lungo tempo protagoniste prima in maglia Pro Sesto, poi con la Snia. La migliore, Patrizia, esponente di spicco dell'ostacolismo italiano, ha collezionato anche 41 presenze in nazionale assoluta, tra il 1976 e il 1989. Alla famiglia Lombardo, la FIDAL, a nome di tutta l'atletica italiana, esprime commossa partecipazione. m.s.


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