Dubai: cade Bekele, vince Tola

20 Gennaio 2017

Nella ricca maratona degli Emirati Arabi Uniti, il favorito etiope si ritira a metà gara dopo un incidente in partenza. Successo al connazionale con 2h04:11, tra le donne 2h22:36 per la debuttante Degefa.


 

di Giorgio Cimbrico

Una partenza da mucchio selvaggio, come se da affrontare fosse stato un miglio e non 42 chilometri. Ad assaggiare la durezza dell’asfalto di Dubai, è proprio l’uomo che aveva riempito la vigilia di squilli di tromba: Kenenisa Bekele, capace di rialzarsi ma di non riuscire mai a colmare il gap con il gruppo di testa, partito di gran carriera e mai disposto a concedere tregua.

Tutti etiopi, ma senza soggezione nei confronti del formidabile capitano che era venuto sul Golfo Persico con l’idea di dare l’assalto e abbattere il record del mondo. A quei ritmi spezzacuore hanno corso gli uomini di testa: in otto ai 10.000, passati in 28:57, in sei a metà gara quando la boa è stata superata in 61:33, in linea per abbattere il record del mondo, 2h02:57 del keniano Dennis Kimetto. Ai 21 km Bekele è passato con 1:15 di ritardo: “Mi sentivo fuori equilibrio e ho cominciato ad essere tormentato dai crampi. A quel punto non restava che fermarmi. Un peccato: mi sentivo nella stessa forma di Berlino e puntavo a qualcosa di importante”. Dubai non gli porta bene: anche alla prima apparizione, due anni fa, non aveva finito la gara.

Il timore di compromettere una stagione che lo vedrà due volte a Londra, per l’appuntamento primaverile e per i Mondiali, ha avuto la meglio.

Davanti, Tamirat Tola, 25 anni, medaglia di bronzo olimpica nei 10.000 a Rio (e in possesso di un record personale di 26:57.33), ha impresso alla gara cadenze impressionanti e ai 30 km si è liberato dell’ultimo compagno di avventura, Sisay Lemma, transitando in 1h27:39, a un solo secondo dalla tabella record di Kimetto, ma gli ultimi 12 km affrontati in solitudine gli sono stati fatali. In ogni caso è riuscito a chiudere in 2h04:11, nono di sempre e terzo etiope dopo Bekele 2h03:03 e Haile Gebrselassie 2h03:59. Il tempo è anche il nuovo record della corsa, sfilato a un altro etiope, Ayele Abshero, 2h04:23 nel 2012 e uscito così dalla top ten dei performer. Ora, per entrare in quell’aristocrazia è necessario far meglio del 2h04:15 di Geoffey Mutai.

Per Tola (“avrei potuto correre sotto le 2h04”) un progresso di due minuti e 6 secondi (2h06:17 risaliva a Dubai 2014) e un assegno da 250.000 dollari (200.000 più 50.000 di bonus per il record della corsa), ma anche la ferma convinzione di voler giocare le proprie chances mondiali in pista, sui 10.000, nello stadio dove Mohamed Farah è imbattuto e intende dare l’addio senza macchie sul suo stato di servizio. Vittoria con margine larghissimo: secondo è finito Mule Wasihun in 2h06:46 e terzo Lemma in 2h08:04. Tra le donne, vittoria della debuttante Worknesh Degefa in 2h22:36, ventuno secondi davanti a Shure Demise che due anni fa si segnalò proprio a Dubai per un debutto fulminante, 2h20:59, quando aveva compiuto da due giorni 19 anni.

A conferma che Dubai è la corsa etiope per eccellenza (come spesso capita in pista a Hengelo), i primi dieci della prova maschile e le prime nove della femminile battono la stessa bandiera. Mosca bianca, la decima: la finlandese Anne-Mari Hyrylainen.

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