Donato esordio boom: 17,32!

09 Giugno 2017

A Pierre-Bénite, in Francia, il vicecampione europeo indoor del triplo firma il suo miglior risultato dal 2012 e diventa il quarto al mondo quest’anno: “Il debutto più bello della mia carriera!”


 

Grande esordio stagionale all’aperto di Fabrizio Donato che a Pierre-Bénite, in Francia, ha messo a segno un eccellente 17,32 nel salto triplo. Il vicecampione europeo indoor, all’età di quasi 41 anni, ha ottenuto la misura vincente al quinto turno di gara con vento entro la norma (+1.1), dopo essere atterrato a 16,89 in occasione del quarto tentativo al Meeting Envol Trophée, nei dintorni di Lione. Per l’atleta delle Fiamme Gialle è il miglior risultato dal 17,48 della finale olimpica di Londra nel 2012, quando conquistò il bronzo a cinque cerchi. Questa la serie completa: N-16,56-N-16,89-17,32 (+1.1)-N. Ma la prestazione di stasera vale anche il quarto posto nelle liste mondiali stagionali e il primo in quelle europee, per ribadire lo standard di iscrizione ai Mondiali di Londra (4-13 agosto) fissato a 16,80 e già raggiunto nel mese di marzo a Belgrado con il 17,13 che gli ha dato l’argento continentale al coperto. Nel giorno di chiusura della rassegna iridata, sarà la vigilia del 41esimo compleanno per Donato che è nato il 14 agosto del 1976. L’infinito campione azzurro, primatista italiano in sala (17,73 nel 2011) e outdoor (17,60 nel 2000, ben diciassette anni fa), incrementa anche il suo record mondiale master M40 all’aperto, stabilito l’anno scorso a Rovereto con 16,93. Da questa stagione è inoltre impegnato come allenatore del lunghista Andrew Howe.

“Non finisco mai di stupirmi - le parole di Donato - forse questo è l’esordio più bello della mia carriera. Mi diverto, lo faccio per me stesso e non mi pongo limiti. Se devo essere sincero, il risultato di oggi non mi sorprende troppo, perché in allenamento riesco a fare ottime cose. Non è stata una gara lineare, con un nullo all’inizio e poi alcuni salti non perfettamente eseguiti. Ho cercato quindi di piazzarne uno normale ed è uscito un 17,32. Sono contento perché esco dalla pedana senza dolori e non succedeva da un po’ di tempo, nonostante i cinque salti veri senza considerare l’ultimo, una passerella senza staccare. E perché c’è un bel gruppo di triplisti italiani con tanta voglia di fare, “bio” e a “chilometri zero” come mi piace dire, assistiti dal fisioterapista Matteo Pusceddu che ci ha seguiti anche in questa trasferta. Punto in alto, altrimenti non sarei qui. Ora ho un paio di settimane per recuperare energie, soprattutto nervose, in vista degli Europei a squadre di Lilla, dove c’è stato il salto più lungo della storia, il 18,43 ventoso di Jonathan Edwards nel 1995”.

Nella stessa gara a Pierre-Bénite, terzo posto del 26enne Andrea Chiari (Fiamme Gialle) con 16,69 (+1.2) per la sua seconda misura di sempre all’aperto dietro al 16,83 del 2012, mentre il tricolore assoluto Daniele Cavazzani (Studentesca Rieti Milardi) chiude settimo a 16,12. Presente anche Daniele Greco (Fiamme Oro), ma il campione europeo indoor del 2013 rimane fuori dai primi otto con 15,93.

Luca Cassai

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