Dall'Italia: A Napoli la festa degli studenti-atle




 
Con le finali nazionali dei Societari juniores/promesse e poi con la rassegna finale dei Giochi Sportivi Studenteschi a Napoli si può considerare virtualmente conclusa la stagione della pista. Gli scudetti assegnati allo “Zengarini” di Fano hanno trovato come destinatari una novità assoluta, come i ragazzi della Toscana Atletica, e una vecchia conoscenza, come la Studentesca Cariri. Alle gare della finale è stato già dedicato spazio su queste pagine e quindi non ci soffermiamo: a parte l’1.83 di Raffaella Lamera nell’alto, bisogna dare atto a Rita Apollo di aver provato fino in fondo a violare il muro del minuto nei 400 ostacoli: anche stavolta l’impresa non è riuscita, ma non bisogna dimenticare che la friulana è nata nel 1986 e quindi sarà protagonista della categoria juniores anche nella prossima stagione. Al “Collana”, il rinnovato stadio partenopeo, è andata in scena la festosa kermesse studentesca: le finali scolastiche dei cadetti (limite di 14 anni) erano già state disputate in Romagna nel mese di maggio, mentre le gare degli allievi (che a questo livello ospitano anche ragazzi della categoria federale dei “cadetti”) erano state posticipate per un calendario un po’ ridondante – non da ultimo a causa della manifestazione europea studentesca organizzata dalla ISF a Milano proprio alla fine di maggio. Naturalmente i ragazzi interessati avevano già avuto modo di cimentarsi nei propri campionati nazionali, i cadetti ad Abano Terme e gli allievi a Cesenatico, e tuttavia qualcosa di buono si è visto. Soprattutto Maicol Spallanzani ha dato spettacolo nel peso: dopo aver superato per la prima volta a Cesenatico la fettuccia dei 20 metri – col nuovo primato di categoria a 20.14 – il 17enne pordenonese ha ribadito la sua superiorità con 19.56 (a proposito: se siete curiosi di sapere il dettaglio del 16.02 ottenuto a Pordenone il 9/10, sappiate che l’attrezzo era quello da 6kg). E, per non smentire i nutriti precedenti in materia, Alessandro Botti ha trovato finalmente la spallata dei giorni migliori per battere nuovamente il romano delle Fiamme Gialle Federico Apolloni nel disco: da annotare anche i risultati, 55.84 per l’ascolano, 54.64 per l’allievo di Filippo Monforti. Una replica di quanto accaduto lo scorso anno a Rieti: anche in quell’occasione il ragazzo marchigiano, allenato da Armando De Vincentis, ottenne il suo primato per sconfiggere il rivale di sempre. Entrambi, in ogni caso, a Cesenatico avevano dovuto cedere le armi al già citato Spallanzani. In tema di conferme, comincia ad assumere i contorni di un vero dominio la superiorità di Gavino Dettori nella velocità: considerando il vento e la non eccezionale scorrevolezza della pista, oltre a tutti i guai che il torello sardo - già ben muscolato - ha accumulato nel recente passato, ci si può anche accontentare del risultato a ridosso degli 11 secondi nella finale dei 100 metri. Qui il più giovane era Alessandro Brundo, il teramano vincitore degli 80 cadetti ad Abano: con 11.38 in batteria e il quarto posto finale, lo sprinter abruzzese ha dato una dimostrazione di tenuta anche sulla distanza classica dello sprint (in una fase regionale degli Studenteschi aveva già corso in 11.0 manuale). La finale dei 1000 metri è stata una gara fantastica sotto il profilo agonistico: dei protagonisti di Cesenatico mancavano soprattutto Paolo Zanchi e Alessandro D’Ascoli, ma il titolo è andato ad un compagno di allenamento del napoletano. Pasquale Scala, anch’egli ora seguito da Peppe Ifigenia, ha già un passato da grande promessa, seguito poi da un periodo di profonda crisi dalla quale sta faticosamente uscendo. Alle sue spalle sono finiti due ottimi prospetti che a Cesenatico avevano indossato la maglia tricolore: il varesino Dario Ceccarelli nelle siepi e il siciliano Armando Raiti nei 1500. Naturalmente, nella pianificazione del finale del stagione ha anche pesato l’obiettivo del titolo di corsa su strada, messo in palio domenica scorsa a Mercato San Severino: ed in questa gara Andrea Lalli (eccellente 32:11 sui 10km) ha smaltito in fretta la delusione della sconfitta allo sprint subita al “Moretti” per mano di Gariboldi. Per D’Ascoli è arrivato un altro secondo posto, forse meno bruciante di quello sofferto a Cesenatico ad opera di Raiti. Un altro recente campione italiano allievi, il vicentino Stefano Tedesco, ha proseguito la sua striscia vincente sugli ostacoli: il nuovo personale a 14.24 ha costituito il valore aggiunto per il successo. Qualcosa di più forse sarebbe stato lecito aspettarsi dalle due gare di salti: nell’alto il bolognese Matteo Resca è stato premiato per una stagione forse senza grandi acuti, ma sicuramente nobilitata da una encomiabile continuità, e invece il limite dei sette metri è rimasto ancora una volta un miraggio per i lunghisti. Non sarebbe certo razionale fare comparazioni con le annate targate Andrew Howe, ma ciò non toglie che gli specialisti della categoria – qualcuno anche piuttosto dotato, da quanto è dato vedere – in questa stagione non hanno trovato la zampata giusta in pedana per raggiungere misure confortanti. Il fatto incontrovertibile è che, con le dovute proporzioni, si salta di più tra i cadetti e i ragazzi passati alla categoria superiore stentano a progredire. La reginetta delle gare femminili è stata probabilmente Valentina Costanza: anche stavolta la biellese non ha avuto rivali e ha avuto – è il caso di dirlo – la costanza di tirare da sola un 2:47.97 che costituisce la terza prestazione di sempre nei 1000 metri allieve (il 2:46.2 di Gabriella Dorio edizione ’73 non è poi rimasto così lontano). La piemontese ha poi evitato di fagocitare anche il titolo di categoria della strada (via libera per la casertana Marianna Di Dario sul percorso di 5km di Mercato San Severino). Al “Collana”, la lotta della finale dei 1000 è stata accesa anche tra le piazzate e tra i nomi nuovi c’è la trentina Cinzia Baldessari, in grande crescita in questo finale di stagione: la ragazza è figlia di Loretta Resenterra la quale - prima di diventare madre di famiglia - aveva vinto tre titoli italiani giovanili nella velocità (dal ’73 al ’75), oltre a vestire la maglia della nazionale juniores. Erano decisamente altri tempi. Il Nord-Est ha conosciuto veri momenti di gloria: un’altra sprinter trentina, Martina Giovanetti (doppietta 100/200 a Cesenatico), ha ribadito la sua superiorità sui 100 con un tempo accettabile (12.13) e poi si è fatta vedere negli ostacoli l’ultima creatura di Gert Crepaz, Christina Tauber da Brunico. Nonostante i recenti problemi di salute, Monica Cuperlo si ha trovato soddisfazione nell’alto: 1.70 non è misura degna dei suoi giorni migliori, ma era importante ritrovare fiducia dopo lo “schiaffo” di Cesenatico. La goriziana Laura Biagi, dal canto suo, si è presa il titolo del disco. Dal punto di vista tecnico il riscontro migliore dei concorsi è stato quello della pesista umbra Elena Carini: la ragazza di Umbertide aveva bisogno di farsi perdonare per la controprestazione dei Tricolori allievi, allorchè aveva lasciato campo libero – da favorita della vigilia – alla rivale di sempre Flavia Severin. Sia pure con il peso da 3kg, una gittata da 15.23 – come quella messa a segno dalla potente Elena - conserva una sua dignità. Parla ferrarese la vincitrice del lungo: Elena Maran era stata protagonista al “Moretti” una settimana prima e comunque il suo futuro potrebbe orientarsi anche sulle prove multiple, una specialità che le è sempre stata cara. Un paio di annotazioni per i super-curiosi dell’attività giovanile, che non mancano mai. La più clamorosa – se ci passate il termine – riguarda i progressi di Alessia Trost, una ragazzina nata a Pordenone l’8 marzo 1993 (e sì, avete capito bene, ha da pochi mesi compiuto gli 11 anni): nella riunione organizzata dalla sua società, la benemerita Libertas Porcia, sulla pedana di casa lo scorso 9 ottobre, Alessia è stata capace di superare 1.55. Se avete la voglia di controllare la classifica dei campionati cadette di Abano (con ragazze di età maggiore anche di 4 anni), vi renderete conto di cosa possa rappresentare questa misura nella categoria esordienti. A quanto ci risulta non ci sono precedenti comparabili: ovviamente Alessia è una ragazzina già molto cresciuta per la sua età e il tutto va preso per una semplice curiosità statistica. Più o meno come il risultato messo a segno dal 12enne brianzolo Mattia Moretti sui 600 metri: 1:32.14 (sulla scia di Michele Fontana, di un anno più grande, 1:32.10) a Mariano Comense, sempre il 9 ottobre. Il giovane Mattia, nato a Carate Brianza il 16 marzo 1992, milita per il locale GS Daini Carate: in questo caso il precedente è più identificabile, essendo l’1:33.2 di Stefano Venturucci, già compagno di allenamento di Marco Torrieri, allora sotto la guida di Roberto Piscitelli. Il romano corse la distanza nel ’96 a Tuscania e più tardi riuscì a vestire la maglia delle nazionali giovanili in più occasioni (compresi i Mondiali allievi di Debrecen 2001), ma poi una serie di ricorrenti infortuni lo costrinse al ritiro. Tornando più seriamente ad un’atletica un po’ più evoluta, segnaliamo il grande progresso del decatleta italo-romeno Franco Casiean sui 100 metri: 10.80 con vento nullo nella finale del GP toscano Monte dei Paschi, sulla pista fiorentina di Sorgane il 9 ottobre. Un grande risultato in prospettiva prove multiple per il toscano nato a Bucarest, frenato al suo esordio in maglia azzurra a Grosseto da un problema muscolare che il ragazzo sembra avere già dimenticato. Il primo serio assalto all’annoso primato juniores di Donato Dotti – a Ostia in settembre - ha fruttato per ora il primo “+7000” della carriera di Franco, il quale ha peraltro a disposizione l’intera stagione 2005 per raggiungere l’obiettivo.

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