Da Formia il nuovo modello tecnico

14 Marzo 2014

Il presidente FIDAL Giomi illustra la neonata organizzazione dell'atletica italiana: 38 centri in 12 regioni che seguiranno circa 300 atleti

 

Due giorni di lavoro a Formia (oggi e domani, venerdì e sabato) per presentare il nuovo “modello tecnico”, l’intelaiatura organizzativa che si pone come obiettivo il rilancio dell’atletica italiana. Presenti, oltre duecento delegati, tra allenatori, fiduciari tecnici regionali, presidenti di Comitati regionale, consiglieri federali, dirigenti di club, rappresentanti di altre federazioni. Convenuti per l’avvio di un progetto che rivoluziona – non è un eccesso di valutazione, come si vedrà successivamente – l’assetto delle attività tecniche dell’atletica. Una rete di centri (38 tra élite, nazionali, sedi di allenamento, e sedi di valutazione, luoghi dove si ritrovano tutte le condizioni tecnico-logistiche per operare al meglio) che lavoreranno sinergicamente offrendo servizi (conoscenza, in particolare, ma non solo) a tecnici ed atleti (circa 300 gli atleti coinvolti in una prima fase, in rappresentanza di 113 società).

Una realtà operativa che non nasce con criteri di equilibrio geografico (12 al momento le regioni sede di centri), ma attribuendo un ruolo di leadership a realtà tecniche già consolidate, puntando su comunicazione e confronto tra esperienze e metodi. Nei centri di élite si alleneranno gli atleti vertice, nei centri nazionali si lavorerà soprattutto in funzione dell’ottimizzazione del talento, mentre i centri regionali e interregionali (che verranno avviati sul territorio per iniziativa dei Comitati regionali) avranno l’obiettivo primario di individuare ed esaltare le qualità dei giovani più promettenti. I centri di élite saranno a Formia (Latina, presso la Scuola Nazionale di atletica leggera-CPO del CONI), Tirrenia (Pisa, il Centro di Preparazione olimpica che tornerà ad ospitare l’atletica), Castelporziano (Roma, presso le Fiamme Gialle), Modena, e Pordenone.

“Avevamo il dovere di rimetterci in discussione – le parole di Alfio Giomi, il Presidente della FIDAL – e i risultati delle ultime due edizioni dei Mondiali, quella outdoor di Mosca, e quella indoor della scorsa settimana a Sopot, non sono altro che la conferma di questa necessità. Oggi vedo finalmente partire il progetto che personalmente immagino da anni, che avevo presentato in una sua prima versione già nel 2001, e che ho inserito come obiettivo nella mia campagna elettorale per la presidenza della FIDAL. Un’organizzazione non verticistica, o piramidale, ma basata su centri di preparazione, in collegamento tra loro, una rete che valorizzi il binomio tecnico-atleta, all’interno della quale ci si confronti, mettendo a disposizione di tutti le proprie competenze e le proprie esperienze”. Formia come simbolo: “Perché questa è la nostra casa, e dovevamo partire da qui. Noi siamo l’atletica, lo sport più importante, lo sport da cui nascono tutte le altre discipline, e quindi è interesse di tutto lo sport italiano che l’atletica cresca. Ma noi stessi dobbiamo tornare a concentrarci sull’attività, sul nostro core-business, ovvero, su ciò che avviene quotidianamente sui campi”.

“La passione che mette Giomi nelle cose che fa – il commento del Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini, intervenuto alla Convention di  Formia con  il vice Segretario Carlo Mornati – è una garanzia per l’atletica italiana. Cultura e decentramento erano le paro le chiave del "Rinnovamento", il movimento che rilanciò ricostruì l’atletica italiana negli anni 70. Parlando di rilancio, oggi, credo che proprio da questo si debba ripartire: cultura e decentramento, elementi che vedo al centro di questo nuovo progetto tecnico”. Ad esporre il progetto alla platea, i componenti la Direzione Tecnica Nazionale, i Direttori tecnici Massimo Magnani (organizzativo), Stefano Baldini (squadre giovanili), e Nicola Silvaggi (ricerca scientifica). Tra i presenti, diversi ex atleti di primo piano, tra i quali i campioni olimpici Maurizio Damilano (in veste di presidente del CR FIDAL Piemonte) e Gabriella Dorio (tutor dei giovani), il campione europeo e bronzo olimpico Eddy Ottoz (in rappresentanza del presidente del CR Val D'Aosta), il campione europeo Roberto Frinolli (consigliere federale), i campioni del mondo Fabrizio Mori e Paolo Camossi (tecnici), e poi Alessandro Talotti, Gianni Perricelli, Laurent Ottoz, e tra gli atleti ancora in attività il campione del mondo Giuseppe Gibilisco.

Marco Sicari

IL NUOVO MODELLO TECNICO (8MB)



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