Cusma OK, Fiamme Gialle sul podio di Coppa




 
Terzo posto per gli uomini delle Fiamme Gialle, quinto per le ragazze dell'Esercito. Titolo continentale alle formazioni del Luch Mosca sia in campo maschile (di un solo punto sui portoghesi dello Sporting) sia in campo femminile (con un abisso di lunghezze di margine, ben 26, sulle spagnole del Valencia Tierra y Mar, seconde). Questi i verdetti della Coppa dei Campioni per Club, conclusa oggi a Castellon, in Spagna, in una giornata che ha regalato un'altra vittoria azzurra, firmata da una brevissima Elisa Cusma nei 1500 metri. Da sottolineare, tra i risultati del pomeriggio odierno in chiave italiana, anche i secondi posti centrati da Elena Romagnolo nei 5000 metri (15:43.11), dalla staffetta 4x400 dell'Esercito (Endrizzi, Bazzoni, Cusma e Milani, 3:38.04), da Giovanni Faloci nel disco (61,17). A livello assoluto, di buona caratura internazionale sono certamente il 65,91 di Casanas nel disco, il 6,82 della Gomes nel lungo, e l'1,95 della Beitia nell'alto.

LE GARE
Superlativa la corsa di Elisa Cusma nei 1500 metri. Reduce dal secondo posto ottenuto ieri negli 800, la modenese è andata in pista con l'intenzione di centrare un successo pieno nel miglio metrico, distanza che da quest'anno dovrebbe cominciare a frequentare con maggiore assiduità. Rimasta a seguire il ritmo della russa Mikheeva fino alla campana dell'ultimo giro, la Cusma si è quindi portata al comando, piazzando il break decisivo a 300 metri dal traguardo. Nessuna chance per le avversarie, battute senza possibilità d'appello: 4:10.13 il tempo della Cusma, da apprezzare anche perché giunto al termine di una prova tattica per almeno tre quarti del suo svolgimento. Si può cominciare a fantasticare sulle possibilità della mezzofondista dell'Esercito anche su questa distanza.

Castellon regala anche la conferma dell'accresciuto spessore del giovane Giovanni Faloci, secondo nel disco con l'ennesima prestazione oltre i 60 metri in stagione, 61,17 (serie: 60,40; 59,71; 61,17; N). A vincere è lo spagnolo di origine cubana Frank Casanas, con un eccellente 65,91 (in stagione per lui già 67,91, quarta prestazione mondiale 2009). E' molto bravo anche Stefano Tedesco nei 110 ostacoli: il terzo posto arriva con il premio del primato personale, portato a 13.87 (+1.0), tre soli centesimi più del vincitore, il russo Shabanov (13.84). Nel lungo donne la portoghese Naide Gomes firma un risultato di livello internazionale, vincendo con 6,82 (vento nella norma, +0.6 m/s); Tania Vicenzino si difende, ma non riesce a migliorarsi, finendo quinta con 6,10 (tre dei quattro salti praticamente in fotocopia: 6,10; 5,89; 6,10; 6,08). Negli 800 metri il ventenne Giordano Benedetti brilla per lucidità, arpionando il terzo posto al termine di una gara partita su ritmi fin troppo veloci (51.97 a metà): la sua rimonta si chiude sul podio, con 1:49.47, in scia allo slovacco Repcik, primo in 1:47.55. Tremila siepi maschili di marca spagnola, con Dominguez a sfruttare fino all'ultimo giro il ritmo imposto da Yuri Floriani, e bravo a chiudere in testa in 8:39.63; Floriani è comunque terzo, in 8:49.11.

Piace sempre Francesca Doveri, che conferma il buon momento di forma firmando il personale nei 100 ostacoli correndo in 13.45 (+ 0.1), crono che le vale il quinto posto; vittoria per la ceca Skrobakova, unica al di sotto dei 13 secondi (12.97). Nell'alto, l'eptatleta azzurra si difende, al cospetto di diverse specialiste di livello continentale, ma non va oltre l'1,70 (Ruth Beitia si impone con 1,95).

E' un brutto momento per i quattrocentisti azzurri, e Castellon sembra volerlo sottolineare con la penna rossa. Dopo Licciardello (le cui condizioni verranno indagate domani a Pavia), si scopre infortunato anche Matteo Galvan, che rinuncia a partire nei 200 metri per un problema muscolare rivelatori importante solo nelle ultime ore. Lo sostituisce Alessandro Cavallaro, che nulla può contro il solito Francis Obikwelu (vincitore in 20.90, vento +0.7) ed un bel lotto di altri avversari: per lui, quinto posto in 21.55.

Ancora applausi per Elena Romagnolo. Dopo la bella vittoria di ieri nei 3000 siepi, la piemontese ha chiuso al secondo posto l'impegno sui 5000, lasciando il passo solo alla ex primatista del mondo Elvan Abeylegesse, la turca due volte d'argento (su 5000 e 10000 metri) ai Giochi olimpici di Pechino dello scorso anno. La Romagnolo ha seguito da vicino la Abeylegesse fino ai 3000, il punto in cui è partita l'azione decisiva; sbarazzatasi della spagnola Isabel Checa, la Romagnolo ha poi anche riguadagnato qualcosa sulla Abeylegesse (15:30.47 il suo tempo), terminando a circa un rettilineo di distanza (15:43.11). Quinto posto per Mimmo Caliandro nei 3000 metri vinti da Rui Silva in 8:04.75; quando negli ultimi 500 metri la gara si è accesa, Caliandro è rimasto più o meno sul suo passo, terminando in 8:10.63.

Finale di manifestazione con le staffette del miglio. E qui l'Esercito compie un bella impresa, terminando al secondo posto alle spalle delle imbattibili russe del Luch (3:29.60 il loro tempo). Dopo le frazioni di Francesca Endrizzi e Chiara Bazzoni, la rimonta dal quinto al secondo posto è firmata da Elisa Cusma e Marta Milani, con quest'ultima che termina il lavoro iniziato dalla scatenata ottocentista andando a riprendere nei metri conclusivi anche lo Sporting Lisbona, e chiudendo in un significativo 3:38.04. L'impresa non è fine a sé stessa, perché l'ultimo sorpasso permette di superare in classifica anche le turche dell'Enka, salendo al quinto posto finale. Decimato dagli infortuni (con i già citati Licciardello e Galvan fuori causa), al quartetto delle Fiamme Gialle non resta che raccogliere le residue energie per sancire il piazzamento al terzo posto nella coppa. La staffetta va agli inglesi del Newham, le Fiamme Gialle (Capotosti, Rubeca, Cavallaro, Barberi), sono quinte in 3:13.19.

La classifica finale della Coppa Campioni donne vede lo scontato trionfo del Luch Mosca (dal 1997 il trofeo è in mani russe), con un impressionante margine di 26 punti sulle seconde, le spagnole del Valencia Tierra y mar. L'Esercito, come detto, è quinto, piazzamento onorevole per una esordiente, condito dai due successi ottenuti dalle atlete più rappresentative, Elena Romagnolo (nei 3000 siepi) ed Elisa Cusma (1500), entrambe poi capaci di una secondo posto in un'altra prova individuale (rispettivamente, 5000 e 800). Per le Fiamme Gialle, il terzo posto (titolo ai russi del Luch, di un solo punto sui portoghesi dello Sporting Lisbona) può essere letto in due maniere contrapposte: se da un lato, infatti, salire sul podio continentale può essere considerato un grande risultato, visti i numerosi problemi di formazione e le rinunce legate agli infortuni, dall'altro è innegabile un pizzico di rimpianto, per una manifestazione che avrebbe potuto anche concludersi in maniera ancora più appagante, con i ranghi completi. Nel 2010, a rappresentare l'Italia, in forza dei risultati del Top Club Challenge della scorsa settimana a Pescara, ancora le Fiamme Gialle in campo maschile, e, per la prima volta, le Fiamme Azzurre in campo femminile.

m.s.

Nella foto, Elisa Cusma in azione (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)

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