Crippa a un passo dal record: 13:07.84 a Londra

20 Luglio 2019

Ancora un progresso dell’azzurro che in Diamond League sfiora il primato italiano dei 5000: “Sempre più vicino, sto crescendo e stavolta sono contento”. Warholm record europeo sui 400hs in 47.12


 

di Marco Buccellato

Nella prima giornata della decima tappa della IAAF Diamond League a Londra, Yeman Crippa si migliora ancora nei 5000 metri con il nuovo record personale di 13:07.84, a poco più di due secondi dal primato italiano di Salvatore Antibo (13:05.59 nel 1990). Per il 22enne trentino delle Fiamme Oro, un settimo posto alla fine di una gara sempre nel gruppo dei migliori, tra i quali hanno brillato particolarmente il vincitore etiope Hagos Gebrhiwet (13:01.86 a pochi giorni dal fantastico 10.000 dei Trials etiopi di Hengelo), e il 18enne fenomeno norvegese campione europeo Jakob Ingebrigtsen, secondo in 13:02.03, record nazionale, ottavo crono europeo all-time e primato continentale U20. Straborda anche l'altro norvegese Karsten Warholm, che ritocca nuovamente il record europeo dei 400hs portandolo a 47.12, dopo il 47.33 di Oslo, togliendo quattro centesimi alla miglior prestazione mondiale stagionale, per salire al numero sette delle liste mondiali di sempre. Altra world lead, e anche in questo caso settimo crono all-time, per la giamaicana Danielle Williams, che firma il record nazionale sui 100hs in 12.33 (-1.1). Nelle altre gare della prima giornata dei Müller Anniversary Games, successi della scozzese Laura Muir nei 1500 con 3:58.25, dei sudafricani Akani Simbine sui 100 metri in 9.93 (0.5) e Luvo Manyonga nel salto in lungo con 8,37 (-1.1), del portoghese Pedro Pablo Pichardo nel triplo con 17,53 (0.8), del keniano Ferguson Rotich sugli 800 in 1:43.14 (con stiramento e ritiro di Nijel Amos), delle altre giamaicane Elaine Thompson sui 200 in 22.13 (1.1) e Shericka Jackson sui 400 (50.69). Nel giavellotto si impone la bielorussa Tatsiana Khaladovich con 66,10, nell'asta svetta la russa Anzhelika Sidorova con 4,75. Chiusura con la 4x100 donne, vinta di un centesimo dalla Giamaica del duo Thompson e Fraser-Pryce (42.29) sulla Gran Bretagna. 

Magnifica prestazione di Yeman Crippa in Diamond League. A Londra l’azzurro si migliora ancora nei 5000 metri con il nuovo record personale portato a un eccellente 13:07.84, per un ulteriore progresso dopo il 13:09.52 ottenuto a Roma in giugno al Golden Gala Pietro Mennea. Adesso lo storico primato italiano di Salvatore Antibo (13:05.59 nel 1990) è ad appena un paio di secondi. Gara sempre in posizioni di avanguardia per il trentino allenato da Massimo Pegoretti, settimo all’arrivo, che non ha mai perso contatto con i migliori. Al quarto chilometro, dopo un transito di circa 10 secondi superiore al previsto, il bronzo europeo dei 10.000 metri è rimasto nel gruppo di testa formato da otto atleti, risalendo una posizione nel finale. Il crono di oggi consolida il terzo posto di Crippa nelle liste nazionali di sempre. Vittoria all'etiope Hagos Gebrhiwet in 13:01.86, che si è aggiudicato in rettilineo una sfida thrilling con il 18enne campione europeo Jakob Ingebrigtsen, secondo con il record nazionale di 13:02.03, ottavo crono europeo all-time e stratosferico primato continentale U20 migliorato di circa quindici secondi, al termine di una prova affrontata con la consueta grande sfrontatezza dal norvegese. Terzo il keniano Nicholas Kimeli in 13:05.48, solo sesto il co-favorito Rhonex Kipruto, di pochissimo davanti a Crippa, in 13:07.40.

CRIPPA: “STAVOLTA SODDISFATTO” - “Un nuovo passo avanti - commenta Yeman Crippa - e una motivazione in più. L’importante è migliorarsi e se mi avvicino al record italiano, vuol dire che sto andando bene, ma per togliere altri secondi manca ancora qualcosa. Due settimane fa, quando sempre a Londra ho vinto in Coppa Europa dei 10.000 ma senza centrare l’obiettivo del minimo per i Mondiali, ero piuttosto deluso. Stavolta invece prevale la soddisfazione per il personale. Peccato per essere a soli due secondi dal primato italiano, ma so che prima o poi arriverà, se continuo così. Questa gara mi dice che sto crescendo e sono contento. Ho provato a stare davanti finché potevo, sono partito bene per rimanere sempre lì, ma all’ultimo giro i migliori hanno chiuso molto forte, con un parziale di 53 e mezzo. L’unico rammarico è per il rallentamento nella fase centrale, dal secondo al terzo chilometro, tant’è che il passaggio ai 3000 è stato di 7:55, dieci secondi in più dei piani iniziali. Me ne sarebbero bastati un paio in meno, e credo che non mi sarebbero rimasti sulle gambe, ma non posso certo disperarmi. Ora torno per una settimana a Predazzo, poi punto a far bene in maglia azzurra agli Europei a squadre di Bydgoszcz e ovviamente ai Mondiali di Doha”.

WARHOLM ANCORA RECORD! 47.12 - Se Ingebrigtsen è tra i grandi, Karsten Warholm con l'impresa di oggi è di diritto nei grandissimi, con un altro colpo assestato al limite europeo dei 400 ostacoli, già migliorato a Oslo in 47.33. Lo scatenato balletto tra gli ostacoli del norvegese, perfetto fino all'arrivo, ha fulminato il display in 47.12, settima prestazione mondiale di sempre, con un abisso sul secondo, il turco Copello (48.93) e sullo statunitense Lattin (49.18). Da oggi è la settima performer di sempre anche Danielle Williams, giamaicana che ha già stupito conquistando un oro mondiale dei 100hs, in una giornata di grazia tra le barriere. Imperiosa in batteria in 12.41 (-1.1), impressionante in finale in 12.33 (0.8), record nazionale e miglior prestazione mondiale dell'anno, entrambe le cifre tolte dai garretti della connazionale Janeek Brown. Pur veloce, la coppia statunitense Ali (12.57) e Claye-Harrison (12.64), si è arresa allo strapotere della caraibica.

Giamaica sugli scudi anche con la logica favorita dei 200 metri Elaine Thompson, che in 22.13 (1.1) ha sfiorato il primato del meeting e respinto in rettilineo il tentativo di aggancio dell'ivoriana Ta Lou, ottima seconda in 22.36. Terza, assai brillante, la scozzese Beth Dobbin, scesa a 22.50, appena la terza prestazione britannica del 2019. La scozzese che ha preso il largo oggi è invece la iron queen Laura Muir, che ha ingaggiato un esaltante duello con la filiforme tedesca Konstanze Klosterhalfen, staccandola con una progressione eccezionale negli ultimi 200 metri e chiudendo i suoi 1500 metri in 3:58.25 (primato del meeting a un soffio), davanti alla keniana Winny Chebet (3:59.93), rinvenuta nel finale, e a una sempre più competitiva canadese Gabriela Stafford, ora sposata DeBues, che in 4:00.26 ha infranto il primato nazionale. Per la Klosterhalfen, sfiancata dall'azione della Muir, il quinto posto in 4:00.43, preceduta di tre centesimi anche dall'elegante ugandese Nanyondo. Personali a pioggia: le britanniche McDonald e Reekie, l'Est europeo con la romena Bobocea e la bielorussa Barysevich.

Sorpresa, se così si può dire, sui 100 uomini, in una delle migliori gare della stagione (ben cinque atleti sotto i 10 netti). Le spalle più prominenti sul finish sono quelle del primatista sudafriicano Akani Simbine (9.93/+0.5), che brucia il campione europeo Zharnel Hughes (9.95 dopo il 9.96 della batteria) e il sempre in gamba Yohan Blake, terzo in 9.97. Per la prima volta sotto i 10 secondi c'è anche il giapponese Yuki Koike, domani tra gli avversari di Fausto Desalu sui 200 metri, 9.98 a un centesimo dal primato nazionale, e per la prima discesa della stagione sotto la barriera dell'élite c'è anche il sempre più ritrovato Andre De Grasse, che chiude quinto in 9.99. 

AMOS K.O., DOHA A RISCHIO - Tegola su Nijel Amos, infortunato sugli 800 metri dopo meno di 100 metri dal via. Il leader mondiale stagionale è stato costretto al ritiro, zoppicando e toccandosi la coscia destra per quello che si pensa sia uno stiramento, con tanto di uscita dalla pista in carrozzina. Orfana del favorito, la gara non è stata meno interessante, lanciata ancora a regola d'arte dal pacemaker Abda, con vittoria del keniano Ferguson Rotich in 1:43.14 davanti al connazionale Kinyamal (1:43.48) e al mai domo polacco Lewandowski (1:43.74, secondo crono europeo dell'anno). Prestazione eccellente d'assieme, con nove atleti sotto gli 1:45.

Sfida nel lungo uomini orfana del cubano Echevarria, out all'ultimo minuto, e vittoria di Luvo Manyonga con 8,37 (-1.1) a un centimetro dalla miglior prestazione mondiale stagionale, davanti al giamaicano Tajay Gayle, al personale con 8,32 (-0.8) e all'altro sudafricano Ruswahl Samaai 8,11 (-1.0). Senza Echevarria, in rappresentanza delle cavallette di origine cubana ha mostrato il suo lato migliore il triplista Pedro Pablo Pichardo, ora big portoghese, che ha vinto la miglior gara della sua stagione con 17,53 (0.8), battendo nettamente Christian Taylor (17,19/0.0) e il solito Fabrice Zango (16,88/-0.7).

Concorsi donne appannaggio dell'Est d'Europa: nel giavellotto donne ha la meglio la bielorussa Tatsiana Khaladovich, che azzecca la traiettoria vincente con 66,10, avvicinata all'ultimo lancio dall'australiana Kelsey-Lee Barber (65,85). Terza la campionessa europea Hussong con 65,73, davanti alle olimpioniche Kolak e Spotakova (sesta). Nell'asta vince Anzhelika Sidorova con 4,75 sulla greca olimpionica Stefanidi, stessa misura ma con un errore in più della russa, e sulla britannica Bradshaw (4,65). Sui 400 donne bel finale a tre, con successo della giamaicana Shericka Jackson in 50.69, che nel finale ha la meglio sulla connazionale McPherson (50.74) e sulla britannica Laviai Nielsen, terza con il personale abbassato a 50.74 (leader europea stagionale).

La prima giornata si chiude con la 4x100 donne e la vittoria-bis di Elaine Thompson, seconda frazionista della Giamaica vincitrice in 42.29, a otto centesimi dalla world lead, con Shelly-Ann Fraser-Pryce anchorwoman, al termine di un esaltante testa a testa con le britanniche (42.30, primato europeo stagionale). Sotto i 43" scende anche la Cina, terza in 42.71. Domani la seconda giornata, con Fausto Desalu (Fiamme Gialle) sui 200 metri e, nelle tante gare di altissimo livello, il ritorno in Diamond League di Mutaz Barshim nell'alto e i 5000 donne con la neoprimatista mondiale del miglio Sifan Hassan alla ricerca dell'ennesimo exploit.

TV - Domenica 21 luglio diretta su Sky Sport Uno (canale 201 Sky) dalle ore 15 alle 17.

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