Chiara Rosa ''Quinta di volontà''

17 Agosto 2014

Parole e sensazioni degli Azzurri impegnati nella giornata conclusiva dei Campionati Europei di atletica di Zurigo. Trost: "Concentrazione assoluta"

 

4x100 donne - Marzia Caravelli: "Il risultato in assoluto è ottimo, alla vigilia tutti avrebbero firmato per un quarto posto, ma quando sei in pista, spalla a spalla, perdere una medaglia per quattro centesimi brucia parecchio". Irene Siragusa: "Non ci aspettavamo di lottare per una medaglia ma puntavamo al record italiano. Stiamo bene e siamo agguerrite". Martina Amidei: "Sicuramente siamo contente dei due crono in batteria e finale, è stata una bella sorpresa. Il record si poteva fare, abbiamo allungato due cambi per cercare di velocizzarli. Lo faremo la prossima volta". Audrey Alloh: "Questa staffetta ha delle grosse prospettive e l'abbiamo dimostrato per due volte. Vogliamo lavorare bene per il futuro, ci sono tante grandi manifestazioni che ci aspettano. Continuiamo a lavorare individualmente per correre forte in staffetta".

4x100 uomini - Fabio Cerutti: "Non mi sento di dire che qualcosa non è andato. Sapevamo di essere in forma e volevamo fare il colpaccio. Ci abbiamo provato e non ci bastava un piazzamento, per questo abbiamo rischiato"
Diego Marani: "La medaglia di bronzo era alla portata, purtroppo abbiamo sbagliato i cambi ma ci riproveremo". Fausto Desalu: "Amarezza è una parola grossa, siamo arrivati in finale e abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con le migliori squadre europee. Abbiamo sbagliato, ma tante squadre anche formate da atleti fortissimi in passato hanno fatto gli stessi errori... questa volta è capitato a noi". Delmas Obou: "Voglio scusarmi con i miei compagni che hanno corso bellissime frazioni. C'è stato un errore nei cambi, probabilmente da parte mia, siamo arrivati molto vicino a fare una grande cosa. Il gruppo è affiatata e possiamo fare tante cose.

Alessia Trost, alto - "Non sono per niente contenta della misura, 1,90. L'obiettivo minimo era fare 1,85-1,90-1,94 al primo tentativo. Io ci ho messo quello che avevo, l'adrenalina era altissima e la concentrazione e determinazione totali, forse come mai prima d'ora. Sapevo di stare bene e avevo un grande desiderio di mettere a frutto pienamente quanto fatto, e non riuscirci è stata una grossa delusione, ma mi mette nell'ordine di idee di lavorare. Mi dispiace per me e per tutte le persone che lavorano con me". L'azzurra chiude finalmente la parentesi- infortunio: "Fisicamente sono al 100%, mi mancano ancora alcuni elementi della preparazione ma sono in ottime condizioni". Di nuovo sulla strada per i due metri? "Su quelle misure voglio tornare in modo consapevole, quello che è l'obiettivo che mi sono posta dal giorno in cui ho saltato due metri. Le gare che vanno affrontate sono proprio queste, ad alto livello". Quando tornerai in pedana? "Salterò a Stoccolma e al meeting di Rovereto (il 2 settembre ndr) ma voglio fare anche qualche altra gara. E' il momento di gareggiare, dopo un inizio di stagione complicato finalmente ho messo da parte l'infortunio e non ho più paura, la testa si è staccata dalla caviglia. Ci credo, ma non c'è niente da dire: è il momento di fare". VIDEO INTERVISTA

Chiara Rosa (finale peso) - "Ero venuta per entrare fra le prime otto e questo quinto posto è arrivato solo con la forza di volontà. 18,10 è una delle migliori misure dell'anno ed è arrivata nonostante i problemi fisici delle ultime settimane. Un grazie doveroso va alla direzione tecnica che mi ha lasciato piena autonomia nel scegliere il meglio per me. Dopo essere caduta al quinto lancio mi ha tirato un po' il polpaccio e ho preferito rinunciare all'ultimo tentativo per non rischiare troppo. Me ne vado felice. Quest'anno ho lavorato moltissimo per porre le basi per tornare ad essere competitiva al massimo livello. In autunno mi sono "creata" una nuova schiena, in piscina con gli anziani per fare riabilitazione. Sono stati due anni intensi e sfortunati, perchè è la terza volta dall'Olimpiade di Londra che mi infortuno a poche settimane dall'appuntamento clou. Sono certa che se sono in salute posso ancora fare belle cose, la testa è quella giusta - perchè l'esperienza aiuta - e io spero con il cuore di tornare a esprimermi ai massimi livelli. Lavoro sempre e comunque per questo obiettivo".

Marouan Razine, 5.000 - "E' stata una gara lentissima, poi mi aspettavo una progressione lunga e invece hanno cambiato improvvisamente. Io sto benissimo ma non sono riuscito a tenere una cambio così repentino. Questa è la mia prima esperienza e ho fatto un po' fatica ad adattarmi, ma una volta in pista non ho più avuto problemi. Forse non era abbastanza preparato a correre a certi ritmi. Però ho dato tutto ed esco a testa alta". VIDEO INTERVISTA

4x400 donne (finale) - La delusione delle quattro donne della staffetta del miglio è palpabile. Libania Grenot, la medaglia d'oro della gara individuale, prova a dare una scossa guardando già al prossimo obiettivo: "Abbiamo corso con cuore, dato il massimo. Il tempo in queste occasioni è relativo, conta solo la posizione, il piazzamento. Prima si corre e poi si guarda il cronometro. Io dico che la prossima andremo molto meglio". Chiara Bazzoni: "E' vero che il tempo non ci soddisfa perchè a maggio alle World Relays abbiamo corso più forte. Non siamo felici nemmeno del risultato complessivo, della posizione, ma come ogni volta ognuna di noi cerca di dare del proprio meglio. Per la medaglia ci voleva il record italiano, ma forse come valore non siamo troppo lontane". Maria Enrica Spacca: "Ho corso con il cuore, la stagione era iniziata bene e speravamo molto in questo Europeo. Io ho provato a partire più forte che potevo, ce l'ho messa tutta così come le altre". Elena Bonfanti: "Ho provato ad attaccarmi al treno, con tutte le mie forze. Abbiamo dato tutto." VIDEO INTERVISTA

Soufiane El Kabbouri (finale 1500) - "Era una finale molto difficile, io avevo l'ultimo tempo di accredito in mezzo ad avversari da 3:31 circa. E' stata una gara lenta nella prima parte, io speravo in un ritmo un po' più sostenuto in modo da fare il primato personale che credo di valere. Purtroppo ancora non riesco a sostenere questi cambi di ritmo repentini, ma lavorando ci arriverò. Il DT e il mio allenatore mi hanno consigliato bene. Anche questa volta ci sono state delle cadute e mi ha rassicurato vedere che succedono anche agli atleti più esperti. Quessta mattina ho guardato la maratona e mi sono esaltato nel vedere la vittoria di Meucci, anche se ho tifato per tutti e sei. In raduno a Sestriere ho conosciuto bene Ruggero Pertile ed è una bellissima persona, mi ha dato tanti consigli utilissimi". (VIDEO INTERVISTA)

a.c.s.

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