Che lancio di Faloci: 67,36 a Spoleto

29 Giugno 2021

Il discobolo azzurro sfiora il record italiano, a soli 26 centimetri dal 67,62 di Marco Martino nel 1989. È lo standard per le Olimpiadi di Tokyo. Di Marco 64,68

 

Nell’ultimo giorno utile per la qualificazione olimpica, Giovanni Faloci trova il gran lancio, una prestazione che nel disco, in Italia, mancava da oltre trent’anni. A Spoleto (Perugia), l’azzurro delle Fiamme Gialle sfiora il record italiano con la misura di 67,36, secondo lancio azzurro di sempre, a soli ventisei centimetri dal primato nazionale di 67,62 che Marco Martino realizzò proprio a Spoleto nel 1989. Il lanciatore umbro, fresco vincitore agli Assoluti di Rovereto (domenica con 60,10) soddisfa lo standard d’iscrizione per le Olimpiadi di Tokyo che era fissato a 66,00 e migliora dopo quasi due anni il primato personale di 65,30. Nella serie del 35enne discobolo anche altri tre lanci oltre i sessanta metri: 61,94, 61,12, 60,36. È una giornata favorevole anche per Nazzareno Di Marco (Fiamme Oro) che avvicina il personale con 64,68, mentre il terzo lanciatore in gara, Alessio Mannucci (Aeronautica) chiude con 57,26.

“Ci ho provato fino all’ultimo giorno, non ho mai mollato e non ho mai smesso di crederci - le parole di Giovanni Faloci - dagli allenamenti e anche in parte dalla gara degli Assoluti ero convinto di poter raggiungere i 66 metri. Un po’ di fortuna ci sarà anche stata, le condizioni erano perfette per lanciare, il vento giusto. La pedana non è esattamente la stessa del record italiano, perché è stata rifatta, ma l’impianto è sempre questo e porta fortuna a noi lanciatori”. 

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