Bronzo per Dal Molin a Torun, staffetta record

07 Marzo 2021

Agli Euroindoor l’ostacolista torna sul podio dopo otto anni nei 60hs. Donne della 4x400 al primato italiano di 3:30.32 (quarte). Staffetta maschile quinta, Bogliolo e Trost seste, Dester chiude settimo

 

Ancora una medaglia per l’Italia agli Europei indoor di Torun, in Polonia. È il bronzo di Paolo Dal Molin nei 60 ostacoli, di nuovo sul podio dopo l’argento di otto anni fa. L’azzurro si esprime al massimo in finale: con 7.56 arriva a un solo centesimo dal primato stagionale, a cinque dal suo record italiano. Trova un’ottima partenza come di consueto il 33enne delle Fiamme Oro, quindi colpisce la seconda barriera con la gamba di richiamo, ma riesce a mantenere un’azione efficace. Nella fase centrale della gara viene affiancato e superato da due imprendibili avversari: il francese Wilhem Belocian, all’oro in 7.42 (quarto europeo di sempre), e l’iridato britannico Andy Pozzi, sconfitto con 7.43. Poi è netto il terzo posto di Dal Molin, che si butta bene sul traguardo, con quattro centesimi di vantaggio sullo spagnolo Asier Martinez (7.60). L’altro azzurro, il debuttante Franck Brice Koua, chiude ottavo in 7.76 a poche ore dal 7.70 con cui ha realizzato la migliore prestazione italiana under 23 in semifinale. Gara di altissimo livello, neanche a dirlo: meglio dei primi due, quest’anno, ha fatto soltanto lo statunitense Grant Holloway con il record mondiale di 7.29.

“Sì, finalmente sono tornato. Oggi possiamo dirlo”, le parole di Paolo Dal Molin, con la bandiera tricolore sulle spalle e una medaglia di bronzo da tenere stretta. “Ho aspettato tanto questo momento ed è una ripartenza. È stata una gara solida, non mi sembra di aver fatto errori grossolani, soltanto mi sono un po’ addormentato dopo il primo ostacolo. Mi capita troppo spesso, purtroppo. Ma veder rientrare Andy Pozzi mi ha riacceso e da lì ho capito che dovevo dar tutto. Come sono tornato? Finché non tiro fuori quello che valgo non mi tiro indietro, non mollo, a costo di patire le pene dell’inferno. È l’anno olimpico e uscire dalla stagione indoor in questa condizione, anche fisica, significa potermi esprimere all’aperto sui tempi che penso di valere”.

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STAFFETTA RIVELAZIONE - Chi lo avrebbe detto? Quella che alla vigilia era stata presentata come “staffetta B” stupisce a Torun con il quarto posto ma soprattutto con il record italiano, infranto di oltre un secondo, in una prova tutta determinazione, coraggio e lucidità di Rebecca Borga, Alice Mangione, Eleonora Marchiando ed Eloisa Coiro. È la nuova generazione di staffettiste azzurre, nessuna delle quali aveva - per esempio - gareggiato ai Mondiali di Doha oppure alle World Relays di Yokohama. Il tempo: 3:30.32. Un crono che rispecchia la maturazione di queste quattro staffettiste, tutte al primato personale nella prova individuale nelle settimane scorse. Sgretolato il 3:31.55 di tre anni fa con cui Lukudo, Folorunso, Bazzoni e Spacca furono quinte ai Mondiali indoor di Birmingham. L’Olanda trascinata da una Femke Bol superlativa è imprendibile in 3:27.15 e prevale nella contesa finale con la Gran Bretagna (3:28.20). Ma soprattutto a partire da metà gara l’Italia risale, ricuce sulle posizioni da podio, fino ai quattrocento metri finali della Coiro che addirittura arriva a insidiare il bronzo della Polonia (3:29.94). Gli split ufficiali: Borga 53.5, Mangione 52.0, Marchiando 52.56, Coiro 52.22. C’è abbondanza. C’è futuro. 

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BOGLIOLO SESTA
- Si conferma Luminosa Bogliolo. Nei 60 ostacoli è sesta in 7.99, record personale eguagliato, e ripete così lo stesso crono della semifinale. Poche ore dopo aver abbattuto per la prima volta il muro degli otto secondi, la 25enne ligure delle Fiamme Oro affronta la sua prima finale internazionale a livello assoluto, per ribadire la sua solidità agonistica. Una sfida stellare, dominata dall’olandese volante Nadine Visser con il miglior crono mondiale dell’anno di 7.77. Era da tredici anni che un’europea non andava così veloce. Nettamente staccate le sorelle britanniche Cynthia Sember (7.89) e Tiffany Porter (7.92), che in gara indossa la mascherina. Per le medaglie, come prevedibile, sarebbe perciò servito un tempo inferiore al record italiano (7.94 di Veronica Borsi nel 2013). Ai piedi del podio la finlandese Nooralotta Neziri (7.93) e la polacca Pia Skrzyszowska (7.95).

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TROST 1,92 - Alessia Trost completa la propria avventura europea al sesto posto, con la misura di 1,92, prestazione ottenuta al secondo tentativo. Tre errori alla quota successiva di 1,94 risultano fatali alla friulana bronzo mondiale indoor, che non aveva lasciato “x” alle prime tre quote di 1,80, 1,85 e 1,89. Al di là dello scontato dominio dell’ucraina Yaroslava Mahuchikh (vittoria con 2,00, tre errori a 2,07), spunta una finale dell’alto più competitiva delle premesse stagionali: l’ucraina Iryna Herashchenko decolla a 1,98, la finlandese Ella Junnila inventa un 1,96 da primato nazionale per il bronzo. La sorpresa in negativo è l’altra ucraina Yuliya Levchenko fuori con 1,94 (quarta).

4x400 UOMINI - Si poteva ambire sicuramente a qualcosa di meglio. La 4x400 uomini chiude al quinto posto nella finale diretta della staffetta che in mattinata aveva perso la Polonia per un caso Covid all’interno del quartetto. Due quarti dei componenti sono i finalisti mondiali di Doha (Edoardo Scotti in prima, Vladimir Aceti nella frazione finale), in seconda corre l’italo-americano debuttante Robert Grant e in terza Brayan Lopez. Scotti parte deciso, fa viaggiare il testimone e lo consegna a Grant in terza piazza. La novità azzurra, arrivata direttamente d’oltreoceano a Torun, attacca a mille nei primi appoggi, imbecca un corpo a corpo con il ceco Maslak ma poi la sua azione perde vigore e quando consegna il testimone a Lopez l’Italia è in quarta piazza: superato dal frazionista belga, Lopez si riprende la posizione nella retta finale e lancia Aceti, quando però ormai la distanza dalle staffette più forti è incolmabile. Finisce con l’oro dell’Olanda (3:06.06), l’argento della Repubblica Ceca (3:06.54) e il bronzo della Gran Bretagna (3:06.70). Anche il Belgio (3:06.96) precede gli azzurri, al traguardo in 3:07.37. Gli split ufficiali: Scotti 47.0, Grant 47.7, Lopez 46.53, Aceti 46.07.

DESTER, L’ULTIMA FATICA - Finisce con onore la prima avventura tra i “grandi” di Dario Dester. Settimo posto nell’eptathlon a quota 5835 per il ventenne azzurro, che due settimane fa agli Assoluti si era meritato il pass europeo con l’exploit del record italiano (6076). Dopo un eccellente avvio nelle prime tre prove a Torun, e aver lasciato qualche punto per strada nelle successive tre, chiude nei 1000 metri con 2:44.27 a circa un secondo e mezzo dal personale sulla distanza. Padrone indiscusso è il fuoriclasse francese Kevin Mayer con 6392, non lontano dal suo record europeo (6479 quattro anni fa). Lo spagnolo Jorge Urena, campione uscente, difende l’argento (6158) dall’assalto del polacco Pawel Wiesiolek (6133).

VIDEO | DESTER: "TANTA ESPERIENZA PER IL FUTURO" (m.s.)

DUPLANTIS 6,05 - Duplantis+Ingebrigtsen: la giornata finale cala gli assi degli Euroindoor. Mondo Duplantis trionfa a 6,05 e poi si concede di nuovo tre tentativi al “suo” record del mondo dell’asta (sfumato il 6,19). Manca il confronto con Renaud Lavillenie - a cui lo svedese strappa il record dei campionati - ma sul podio c’è il fratellino Valentin Lavillenie (5,80) con percorso meno falloso del padrone di casa Piotr Lisek (5,80). Jakob Ingebrigtsen si regala il bis: dopo i 1500 anche i 3000 metri all’Arena Torun per la prima eurodoppietta della storia delle indoor (7:48.20). World lead nei 60 metri: la svizzera Ajla Del Ponte “imita” Marcell Jacobs e firma il miglior tempo dell’anno con 7.03, annichilendo le avversarie. La Polonia conquista un oro in extremis con Patryk Dobek negli 800 (1:46.81) specialità che al femminile premia la 19enne britannica Keely Hodgkinson (2:03.88). Il Portogallo raddoppia nel triplo: dopo l’oro di Pichardo della mattinata, arriva anche quello al femminile di Patricia Mamona impreziosito dal record nazionale di 14,53, un centimetro meglio del 14,52 della spagnola Peleteiro e della tedesca Eckhardt. 

naz.orl. - l.c.

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La staffetta 4x400: da sinistra Mangione, Borga, Marchiando e Coiro (foto Colombo/FIDAL)


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