Birmingham: out ostacoliste e sprinter azzurre

02 Marzo 2018

Ai Mondiali indoor Bongiorni 7.30 in semifinale dei 60, la quattrocentista Lukudo 53.18. Sui 60hs Borsi e Di Lazzaro fuori al primo turno. L’ivoriana Ahouré regina della velocità in 6.97. Domani la finale del triplo con Donato.


 

Nella seconda serata dei Campionati Mondiali Indoor a Birmingham, in Gran Bretagna, si ferma in semifinale la corsa delle velociste azzurre. Sui 60 metri Anna Bongiorni è settima in 7.30, quarto tempo in carriera per la 24enne pisana dei Carabinieri che questa mattina era riuscita a migliorare il record personale con 7.24, terza italiana di sempre. Eliminata nei 400 metri anche Raphaela Lukudo, quarta con 53.18, ma la 23enne emiliana dell’Esercito si conferma un’altra brillante protagonista della giornata con il progresso a 52.98 fatto segnare nel primo turno. Out le azzurre in gara sui 60 ostacoli: la primatista nazionale Veronica Borsi, quinto posto in batteria con 8.27 per la romana dell’Acsi Italia Atletica, e la matricola Elisa Di Lazzaro, carabiniera emiliana di origine triestina, vent’anni ancora da compiere e settima con 8.35. Ambedue erano state invitate alla rassegna iridata in base al meccanismo del target number. Domani atteso in finale del salto triplo Fabrizio Donato, capitano dell’Italia Team che scenderà in pedana per il suo settimo Mondiale indoor alle ore 20.08, mentre in precedenza toccherà a Paolo Dal Molin e Hassane Fofana nelle batterie dei 60 ostacoli (ore 19.30). La sessione mattutina vedrà invece impegnata la staffetta 4x400 femminile azzurra nel turno eliminatorio alle 14.20 per cercare la qualificazione alla finale di domenica.

Doppietta per le donne della Costa d’Avorio nei 60 metri. Parte in testa Murielle Ahouré che stravince in 6.97, sesta di sempre al mondo con il tempo più veloce delle ultime otto stagioni, e sul traguardo otto centesimi di vantaggio nei confronti della connazionale Marie-Josée Ta Lou, al personale di 7.05. Entrambe finora avevano collezionato soltanto argenti: quattro la Ahouré, due volte sui 60 nel 2012 e 2014, più i due su 100 e 200 all’aperto nel 2013 come la Ta Lou a Londra 2017. Bronzo alla svizzera Mujinga Kambundji, con lo stesso crono di 7.05, che precede la biolimpionica giamaicana Elaine Thompson (7.08) e l’olandese due volte iridata dei 200 metri Dafne Schippers (7.10), entrambe fuori dal podio. Finale pirotecnica nel lungo maschile: all’inizio comanda il non ancora ventenne cubano Juan Miguel Echevarria (8,19 e 8,28 in apertura). Il sudafricano Luvo Manyonga, oro mondiale all’aperto, si trova invece presto di fronte a un bivio dopo aver commesso due nulli: il terzo salto è l’ultima chance per rimanere in gara e vale il primo posto provvisorio con 8,33 poi incrementato a 8,44, world lead e record africano indoor. Ci va vicinissimo al quinto turno lo statunitense Marquis Dendy, campione uscente, atterrato a 8,42 ma in un batter d’occhio arriva la zampata risolutiva con 8,46 di Echevarria, che diventa il più giovane oro di sempre ai Mondiali indoor nei concorsi maschili, oltre che il settimo alltime con il miglior salto indoor dal 2009. Argento a Manyonga, bronzo per Dendy: tutti sopra gli 8,40.

Pubblico in tripudio per la vittoria nel pentathlon di Katarina Johnson-Thompson, che festeggia il suo primo successo su scala globale a tre anni da quello europeo. La 25enne britannica totalizza 4750 punti davanti all’austriaca Ivona Dadic (4700) e alla cubana Yorgelis Rodriguez (4637): secondo titolo nella storia della manifestazione al Regno Unito, dopo l’oro di Jessica Ennis nel 2010. Due argenti iridati e il bronzo olimpico nelle scorse stagioni, ma oggi Anita Marton si mette al collo il suo primo oro mondiale nel getto del peso. La 29enne ungherese prende in mano le redini della gara al terzo turno (19,48) per concludere con la spallata finale a 19,62. Provano a rispondere la giamaicana Danniel Thomas-Dodd al personal best di 19,22 e l’iridata all’aperto cinese Gong Lijiao (19,08), che completano il podio.

BONGIORNI 7.30 NEI 60 - Per andare avanti non basta il settimo posto in semifinale con 7.30 di Anna Bongiorni, ma in ogni caso la toscana dei Carabinieri ha corso più veloce soltanto tre volte in carriera. A cominciare dal 7.24 realizzato oggi in batteria, a soli cinque centesimi dal primato italiano, e così la bicampionessa tricolore ritorna da questi Mondiali con la soddisfazione del record personale. Nella sua semifinale svettano due europee: la svizzera Mujinga Kambundji (7.10) e la francese Carolle Zahi (7.17), ma il crono più rapido del turno intermedio porta il nome dell’ivoriana Murielle Ahouré con un 7.01 da migliore prestazione mondiale dell’anno, in attesa della finale.

“Sicuramente sono contenta di questa mattina e della bellissima esperienza - commenta Anna Bongiorni - mi sono divertita e questo conta molto. Mi sentivo bene e quindi ci speravo nell’avvicinare il personale, ma ogni gara fa storia a sé, forse sono stata meno reattiva allo sparo. Porto via da qui la consapevolezza che il mondo corre, però ci possiamo essere. La prossima volta cercherò di farmi trovare più pronta a un possibile secondo turno e combatterò per andare oltre. Anche nella stagione estiva l’intenzione è migliorare i personali, su 100 e 200, visto che i tempi dei 60 fanno sperare ben altro. Dopo una settimana di riposo, tornerò a lavorare perché c’è da correre forte anche all’aperto, con l’obiettivo degli Europei di Berlino”.

VIDEO | ANNA BONGIORNI DOPO LA SEMIFINALE MONDIALE A BIRMINGHAM

400: LUKUDO 53.18 - Si comporta bene anche in semifinale Raphaela Lukudo. Per la modenese un nuovo risultato nei 400 metri vicino al record personale con 53.18, quarta ad appena due decimi dal 52.98 del primo turno. La 23enne dell’Esercito firma il suo terzo crono sulla distanza al coperto: prima di oggi ha fatto meglio solo due settimane fa agli Assoluti di Ancona dove ha corso in 53.08. Un’altra azzurra che esce a testa alta dall’Arena Birmingham, con l’undicesimo posto complessivo. Nella semifinale parte ancora dalla seconda corsia, ma recupera una posizione superando la tedesca Gonska e poi sale ulteriormente per la squalifica della giamaicana McPherson. A proposito: viene messa fuori anche la svizzera Sprunger e dunque le statunitensi Wimbley e Okolo partiranno da favorite nella lotta per il titolo. Tra gli uomini il capolista è lo spagnolo Oscar Husillos, 45.69 per migliorare il suo record iberico.

BARRIERE AZZURRE - Nella prima batteria dei 60 ostacoli scende in pista Veronica Borsi, primatista nazionale e vicecampionessa europea nel 2013, che esce per terza dai blocchi (0.159 il suo tempo di reazione) e alla fine chiude in 8.27, non troppo distante dal record stagionale di 8.19 con cui nel 2018 è tornata a fregiarsi di un titolo tricolore assoluto. La trentenne romana dell’Acsi Italia Atletica si piazza quinta e deve perciò attendere i risultati delle successive gare, mentre davanti con 7.97 non ha problemi la statunitense Sharika Nelvis, quest’anno a un soffio dal record mondiale (7.70, terza di sempre a due centesimi dal limite). Subito dopo c’è il debutto in Nazionale assoluta per Elisa Di Lazzaro: vent’anni da compiere a giugno, nella sua prima esperienza tra le “grandi” finisce quinta in 8.35 l’emiliana nata a Trieste, portacolori dei Carabinieri, che ai recenti Assoluti indoor ha corso in 8.23. Impressiona la statunitense Kendra Harrison: 7.77 con facilità e allora la detentrice del record mondiale all’aperto si candida per conquistare la sua prima medaglia internazionale, mancata nella scorsa estate con il quarto posto di Londra.

Luca Cassai - intervista video di Marco Sicari

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Raphaela Lukudo (foto Colombo/FIDAL)


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