Bergen, Di Martino trionfa nell'alto a 2,00




 

Una splendida Antonietta Di Martino, superando quota due metri, vince la gara di salto in alto nella seconda giornata del Campionato Europeo per Nazioni di Bergen (Norvegia), aggiungendo alla soddisfazione per il successo quella per l'ottima misura, terza miglior prestazione mondiale 2010 (la seconda in Europa). Per la campana, una vittoria pesante, ottenuta ai danni di avversarie di primissimo piano, come la tedesca Friedrich (finita al terzo posto con 1,98), la russa Shkolina (seconda con 1,98), la spagnola Beitia (quarta con 1,95). Serie perfetta per la Di Martino: tutto alla prima prova, da 1,80 fino a 1,98, con il primo errore venuto solo ai due metri, superati poi di slancio nel tentativo successivo. Infine, da vincitrice, anche tre salti a 2,02, con l'ultimo fallito per un'inezia. Di rilievo anche il terzo posto dell'astista Giuseppe Gibilisco, salito oltre i 5,60 in una gara condizionata dal vento, ed anche in questo caso con un salto finale a 5,70 (il secondo della serie, ma ultimo per la norma sui quattro errori complessivi) fallito di pochissimo. Vittoria in questo caso per il francese Lavillenie, unico a valicare i 5,70, davanti al polacco Czerwinski.

Sul podio virtuale a livello individuale anche Chiara Rosa nel getto del peso con 17,77 (vittoria alla russa Avdeyeva con 19,14), mentre Fabrizio Donato ha finito al quarto posto la gara di triplo, grazie ad un salto a 16,81 (vento nullo; vittoria a sorpresa per l'ucraino Kuznyetsov, 17,26, battuti Idowu, 17,12, e Tamgho, 17,10). Sesto posto nei 1500 metri per Elisa Cusma, in 4:08.53 (vittoria per l'ucraina Anna Mishchenko in 4:05.32), mentre va citato anche il 13.10 messo a segno nei 100 ostacoli (vento regolare a +0.9) da una bravissima Marzia Caravelli, quarta prestazione italiana di sempre e primato personale migliorato di ben 24 centesimi. Bene anche la 4x400 maschile, quarta con 3:04.52 anche grazie al volitivo finale, fino all'ultimo centimetro di gara, di Claudio Licciardello (ben supportato dai compagni Andrea Barberi, Luca Galletti e Domenico Fontana). La seconda edizione del Campionato Europeo per Nazioni va alla Russia, vero rullo compressore della manifestazione, che chiude con oltre sessanta punti di vantaggio (379,5 contro 317) sulla Gran Bretagna, seconda. Terzo posto per la Germania, che si riscatta dopo la pessima prima giornata. Italia settima, più indietro di una posizione rispetto al 2009, ma vicinissima alla quarta piazza occupata dai francesi (meno sei punti e mezzo, 283,5 per noi, 290 per i transalpini). La Polonia è sesta con mezzo punto di vantaggio sugli azzurri. Il bilancio finale in casa Italia è di due vittorie e sette piazzamenti complessivi sul podio. Certamente un buon ultimo test internazionale prima degli Europei di Barcellona.

La diretta delle gare da Bergen

4x400 uomini - Russia, sempre Russia. Se Bergen doveva essere un'anticipazione di ciò che sarà Barcellona tra un mese, c'è di che preoccuparsi, visto l'assoluto dominio delle maglie biancorosse. Nella gara che fa da copertina di chiusura, il trenino russo fa 3:01.72 (miglior crono continentale 2010), lasciando gli altri a quesi due secondi. La Gran Bretagna è seconda (3:03.50), l'Ucraina è terza (3:04.21), l'Italia (Andrea Barberi, Luca Galletti, Domenico Fontana e Claudio Licciardello) battaglia a lungo da quelle parti e finisce al quarto posto con 3:04.52, con il siciliano che sulla linea del traguardo batte i polacchi mettendo il petto avanti di una manciata di millesimi (stesso tempo). La classifica finale vede il trionfo dei russi con 379,5 punti, davanti alla Gran Bretagna, 317, e alla Germania, ripresasi dopo la catastrofica prima giornata e arrivata a 304,5 punti. L'Italia scivola al settimo posto finale, a soli sei punti e mezzo dalla Francia, quarta.

4x400 donne - La Russia è un ciclone, domina anche la 4x400, suo terreno di caccia da sempre, con un notevolissimo 3:23.76, miglior prestazione mondiale 2010, con Zadorina, Ivanova, Antyukh, e Ustalova. L'Italia chiude al quinto posto la serie migliore, con un 3:31.16 che è inferiore alle attese della vigilia. Settime nell'incorcio dei tempi tra le due serie, le ragazze del quartetto del miglio sono Chiara Bazzoni, Marta Milani, Daniela Reina, e Libania Grenot.

Giavellotto uomini - Matthias De Zordo, ascendenze decisamente italiane, ma maglia altrettanto chiaramente tedesca, vince con un gran 83,80, battendo anche l'idolo di casa Andreas Thorkildsen, capace comunque di 82,98. L'esordiente (nelle gare per Nazioni, diciamo la Coppa Europa) Gianluca Tamberi è decimo con 71,29.

3000 siepi uomini - Vince un po' a sorpresa il polacco Tomasz Szymkowiak, al termine di una prova decisamente tattica (8:31.53). Matteo Vilani si batte bene, e finisce al settimo posto con un discreto 8:3972, portando sei punti nella cascina azzurra.

Alto donne - La campionessa non tradisce. Mai. Antonietta Di Martino strappa applausi al pubblico di Bergen vincendo l'alto con un magnifico 2,00, terza prestazione mondiale dell'anno, e seconda europea, alle spalle del 2,03 di Blakna Vlasic (a sua volta preceduta dal 2,04 di Chaunte Howard). Battute tutte, la tedesca Ariane Friedrich (terza con 1,98), la spagnola Ruth Beitia (quarta con 1,95), la russa Svetlana Shkolina (seconda con 1,98). La Di Martino mette a referto una serie perfetta: tutto alla prima prova, 1,80; 1,85; 1,89; 1,92; 1,95; 1,98; a due metri il primo errore, ma è un attimo. L'azzurra vola oltre l'asticella al secondo tentativo, e poi si concede, da vincitrice, anche tre salti a 2,02, con l'ultimo per nulla velleitario. "Sono felice - racconta la Di Martino nel dopo gara - non avevo mai vinto in Coppa, a parte il successo di Milano in First League. Lo scorso anno, con 2 metri esatti, ero arrivata terza, ora questo successo che mi soddisfa, ma non cambia le mie aspettative in funzione degli Europei di Barcellona. A 32 anni vivo alla giornata, e credo che questo mi dia anche maggiore tranquillità. Oggi quello che più mi è piaciuto in pedana è il fatto di aver tenuto alta la concentrazione, fino all'ultimo salto". Il vento ha un po' condizionato la gara. La Di Martino ne è consapevole. "Io non ho patito troppo, perché al vento della mia Cava dei Tirreni sono abituata. Diciamo però che ogni rincorsa era diversa dall'altra, e quindi era necessario adattarsi, trovare i giusti riferimenti per trovarsi nel punto esatto allo stacco". La strada per gli Europei non cambia. "Lavoro, lavoro, solo lavoro. Farò gli Assoluti di Grosseto (30 giugno-1 luglio, ndr), poi vorrei trovare una gara al caldo. Quest'anno è stato davvero complicato, tra pioggia e vento".

Lungo donne - La sorpresa del giorno arriva dalla vittoria della francese Lesueur con 6,78; battuta la favoritissima russa Kucherenko, ferma "solo" a 6,67. Enrica Cipolloni non va oltre i 5,76 (+1.6), fermandosi all'undicesimo posto. L'Italia scivola in settima posizione.

5000 donne - La temperatura fresca suggerisce intraprendenza alle mezzofondiste del prolungato. La tedesca Sabrina Mockenhaupt vince allo sprint sulla britannica Jo Pavey in 15:17.38 (15:17.87), e piace molto Federica Dal Ri, settima ma con il personale portato a 15:39.21, ottenuto grazie ad una prova accorta e regolare fin dal via.

200 uomini - Martial Mbandjock afferma la vene francese nello sprint, vincendo la serie migliore con un buon 20.55 (+0.4). Roberto Donati, dopo la partecipazione alla staffetta di ieri, difende posizioni con un discreto 21.01 (+1.0), terminando secondo nella serie B. E' ottavo nel conteggio finale, con l'Italia che tiene la quarta piazza, seppure adesso più distanziata dalla Francia, terza (10 e mezzo i punti di ritardo).

Peso donne -  Una bella boccata d'ossigeno alla squadra italiana. Chiara Rosa si piazza al terzo posto con un discreto 17,77, rimontando una posizione nell'ultimo turno di lanci. Vince la russa Avdeyeva con 19,14, davanti alla Lammert, 18,31. Poi la padovana, che si comporta da leader del gruppo, mettendo energie dal primo all'ultimo momento in pedana.

I 1500 metri, corsi a buon ritmo, non regalano gloria ad Elisa Cusma, già protagonista ieri degli 800 metri (chiusi al terzo posto). Vince l'ucraina Anna Mishchenko in 4:05.32, abile a guidare il gruppo nella frazione conclusiva di corsa, mentre l'azzurra, che sigla comunque lo stagionale in 4:08.53, finisce al sesto posto, al termine di una lunghissima volata per i posti dal quarto in giù. Italia sempre quarta, a tre punti e mezzo dalla Francia.

Triplo uomini - Fabrizio Donato è quarto, il primo dei "terrestri" al di sotto dei 17 metri. Il suo 16,81 (vento nullo) giunge al secondo tentativo, e non colma, a conti fatti, il gap nei confronti del sorprendente ucraino Kuznyetsov, vincitore con 17,26, e delle due superstar Phillips Idowu (secondo, 17,12) e Teddy Tamgho (terzo, 17,10). Donato mette in fila un primo a 16,33, il 16,81 già citato e poi due nulli, l'ultimo dei quali (sulla plastilina per un soffio) finito oltre la soglia dei 17 metri.

3000 uomini - La gara si sviluppa su prevedibili ritmi da giro turistico per due chilometri e mezzo almeno. Alla campana, Stefano La Rosa si trova nelle posizioni di testa, alle spalle dello spagnolo Jesus Espana, ma il cambio di ritmo è troppo secco: l'attacco all'ultimo rettilineo vede lo spagnolo in testa ed almeno cinque atleti sulla stessa linea. La Rosa finisce sesto, al termine di una volata ai limiti dell'impossibile per le sue qualità muscolari (ultimi 400 da 54.23 secondi per il vincitore). L'Italia è quarta in classifica, con mezzo punto di vantaggio sulla Polonia, quinta, e cinque e mezzo di ritardo dalla Francia, terza.

100hs - Le gare sono ancora in corsa, ma certo un premio speciale lo merita senz'altro Marzia Caravelli, capace di limare 24 centesimi al personale, siglando un clamoroso 13.10 (+0.9), e piazzandosi seconda nella sua serie alle spalle della bielorussa Talai (13.02). Nella serie migliore si vola: la russa Dektyareva fa capire come andranno le cose a Barcellona, piazzando un bel 12.68, miglior prestazione europea dell'anno. L'azzurra è sesta nel totale, nettamente avanti rispetto alle previsioni. Nella lista italiana di sempre, aggancia Patrizia Lombardo al quarto posto, alle spalle di Tuzzi (12.97 del record italiano), Cattaneo e Macchiut.

Disco uomini - Il disco di Robert Harting suona sempre una musica celestiale, almeno per la Germania. Vola a 66,80 e ha anche il ritmo della riscossa (ovvero:risalita in classifica). Malachowski è battuto, ma su grandi livelli (65,55). Zitelli è decimo, con 55,67 di miglior misura.

800 uomini - nessuna problema per Yuriy Borzakowskiy, che gioca al gatto col topo per un giro (53.34) prima di cambiare marcia a assicurare alla sua Russia 12 punti, con un bel 1:45.41 finale. Giordano Benedetti si perde un po' quando la gara si risolve, finendo ottavo, in 1:48.50.

Asta uomini - Il vento soffia laterale alla direzione di rincorsa, complicando le cose agli astisti nei momenti più delicati del gesto. Giuseppe Gibilisco comincia bene, superando i 5,40 al primo tentativo. Passa i 5,50 come il francese Lavillenie e il polacco Czerwinski (mentre il greco Filippidis e il tedesco Scherbarth affrontano e superano la misura, scavalcandolo in classifica), ma a 5,60 le cose sembrano mettersi male. Gibilisco commette due errori in fila, prima di raccogliere le energie e superare l'asticella al terzo tentativo, concedendosi anche, in ricaduta, un calcetto all'asta (che denota una padronanza del gesto davvero notevole). A 5,70 restano in tre, e  l'italiano affronta la quota con due errori già nel suo score personale, fatto che alla fine dei conti peserà: il secondo errore (commesso davvero di un soffio) costa infatti l'eliminazione. Czerwinski si arrende, mentre Lavillenie, alla terza prova a disposizione, è l'unico a farcela. Dodici punti per la Francia, 11 per la Polonia, dieci per gli azzurri. "Mi dispiace, volevo vincere - le parole di Gibilisco - con i ritti cinque centimetri più vicino probabilmente avrei superato i 5,70. Dispiace anche non poter affrontare la quota per l'ultimo salto, come da regolamento di questa manifestazione. Adesso mi fermo un po', per tornare a lavorare e correggere alcuni dettagli che non vanno, soprattutto nella rincorsa. Poi, i meeting, di Losanna, Parigi e infine gli Europei di Barcellona".

200 donne - Il vento soffia nella direzione giusta (+1.8 m/s) e ne approfittano un po' tutte. L'ucraina Bryzhina, in particolare, scende fino a 22.71, portandosi dietro, al di sotto dei 23 secondi, la russa Chermonshaskaya (22.86). Giulia Arcioni si difende abbastanza bene nella serie B, terminando terza in 23.91 (+0.7), ma è nona nel computo delle due prove. L'Italia conserva il terzo posto, ma solo di mezzo punto sull'Ucraina, e di uno e mezzo sulla Francia.

110hs - Una bava di venta in faccia (-0.5) agli ostacolisti della serie B. Stefano tedesco è bravo a seguire il ritmo del bielorusso Lynsha, che gli corre a fianco, e a chiudere alle sue spalle con 13.78 (13.70 per il vincitore). Nella serie migliore (-0.1) si impone il britannico Andy Turner in 13.48, ma non accade altro di semifinale, e questo consente all'azzuddo di piazzarsi al sesto posto complessivo. Italia sempre al terzo posto, con la Francia che torna a sette punti e mezzo di margine ma guadagna il quarto posto ai danni dell'Ucraina.

Martello donne - Betty Heidler, in assenza della primatista del mondo, la polacca Wlodarczyk (annunciata alla vigilia ma bloccata da problemi alla schiena), si impone senza problemi con 73,24. Battuta la russa Tatyana Lysenko (70,21), mentre fa un passo indietro rispetto al pronostico Clarissa Claretti. La marchigiana conclude al nono posto, con un miglior lancio misurato a 66,19. Troppo poco per sperare di andare oltre: "Non so, è un periodo in cui le cose non vanno bene. Il lavoro c'è stato, ma non se ne vedono i frutti. Ragioneremo attentamente per cercare di capire come correggere il tiro per il prosieguo di stagione". Italia ancora in terza posizione (dietro Russia e Gran Bretagna), con tre punti e mezzo di vantaggio sull'Ucraina, cinque sulla Francia.

Classifica dopo la prima giornata - La squalifica della 4x100 azzurra al femminile, poi rientrata, ha creato qualche problema nella definizione della classifica. Al termine della prima giornata questa la situazione ufficiale: 1. Russia 209 punti; 2. Gran Bretagna 188; 3. ITALIA 160,5; 4. Ucraina 153; 5. Francia 150,5; 6. Polonia 143; 7. Germania 141.5; 8. Bielorussia 109,5; 9. Spagna 105; 10. Grecia 100; 11. Norvegia 94; 12. Finalndia 79.

Meteo - Finalmente il sole si impone anche su Bergen. La temperatura sfiora adesso i 20 gradi, ed anche il vento è calato sensibilmente (anche se sulla pista permangono zone molto battute). Le condizioni alle 13.00 sembrano virate verso il bene.

Nella foto in alto, l'esultanza di Antonietta Di Martino; in basso, il volo dell'azzurra oltre i due metri (Giancarlo Colombo/FIDAL)

File allegati:
- RISULTATI/Results
- Le foto da Bergen



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