Bastia, nella Kinder Cup Lombardia pigliatutto




 
Missione compiuta, nonostante tutto. La Kinder Cup – per la prima volta i Campionati Italiani cadetti hanno un proprio “title sponsor” – è arrivata in porto regolarmente, sia pure a programma ridotto: falcidiati i concorsi (alcuni annullati, altri sospesi e poi ufficializzati in corso d’opera), tolte dal programma le staffette miste, ma il coraggio dei partecipanti e la caparbietà di giudici e organizzatori ha avuto la meglio sulle difficili condizioni ambientali. E grazie anche ai campioni azzurri, passati e presenti, che si sono dati convegno in Umbria per premiare i possibili emuli nel prossimo futuro. Alla fine fanno festa i ragazzi in biancoverde della Lombardia, che vincono tutte le classifiche e lasciano le briciole agli altri: esito preventivato, certo, ma stata ugualmente dura. Quasi tutto a posto, in definitiva, e sono i miracoli dell’atletica, come talvolta si verificano nel piccolo grande mondo delle categorie giovanili: dove passione e spirito di sacrificio trovano diritto di cittadinanza come e più che nel circuito professionistico di questo sport. Miracoli come quello che hanno messo in scena due ragazzi pugliesi, Antonella Palmisano e Giovanni Renò (nelle foto Petrucci), che nel giro di mezz’ora hanno messo due titoli italiani nella bacheca di una piccola società tarantina, la Polisportiva Don Milani di Mottola. Una doppietta nella marcia, disciplina dura e autentica come poche, per la soddisfazione di un tecnico come Tommaso Gentile, che si è sacrificato sulla pista per formare il gruppo di giovani atleti dal quale sono usciti i due campioncini di oggi. Giovanni Renò era il naturale favorito dei 4km cadetti: ambizioni consolidate un paio di mesi fa con il conseguimento del limite italiano di categoria (17:33.45). Oggi a Bastia è stato sufficiente marciare in 18:23.89 per distaccare i più immediati inseguitori: ottima peraltro la prestazione dell’altro pugliese Massimo Stano (classe ’92, 18:29.25) e del lucano Christopher Dichio (18:30.47 per l’esponente di una delle vere fucine nazionali della specialità). Antonella Palmisano era ugualmente gettonata nel pronostico dei tecnici, ma ha stupito soprattutto la sua maturità agonistica, confermata in questa seconda parte di stagione in modo lampante. Per lei un 14:53.41 non lontano dal suo personale: ma per Antonella potrebbe esserci prima del termine dell’annata un tentativo di primato (il limite di Cinzia Artino sui 3km è 14:19.0). Per il compagno di fatica Renò, invece, il tecnico prevede un attacco al record cadetti dei 5km, detenuto da Michele Didoni: non sarà facile, ma con l’entusiasmo di questi successi tutto potrebbe essere possibile. Con i concorsi soppressi dal programma o avversati dalla pioggia, oltre alla marcia sono stati soprattutto i mezzofondisti i protagonisti di giornata. Bello il successo di Agostino Di Bello sui 1000m, una delle gare più godibili sotto il profilo agonistico e spettacolare: per il pugliese – vive a Monopoli, ma per allenarsi deve andare a Locorotondo, 70km da casa - c’è stato anche il miglioramento del personale con 2:35.60, che lo proietta nei primi dieci U.16 di sempre sulla distanza. Un contributo non trascurabile all’impresa lo ha però portato Massimiliano Strappato, marchigiano di Osimo che in stagione era stato l’unico a battere (a Formia in giugno) il neo-campione italiano: Strappato ha dato tutto, mettendo il sale sulla coda a Di Bello, ma alla fine è stato bruciato sul traguardo cedendo la piazza d’onore al veneto Tommaso Renso, autore di un grande miglioramento personale (2:36.54 contro 2:36.72 del marchigiano). Il successo di Alessia Pistilli sui 2000 metri è stata forse la vera sorpresa della giornata: una favola a lieto fine che la ragazza di Matelica (ma nata a Camerino) si è meritata con grande capacità e sacrificio, rimanendo attaccata alla favorita Jessica Pulina quando la sarda ha cercato di fare il vuoto, a cavallo del passaggio al 2° chilometro. Ottimo anche il riscontro cronometrico, un bel personale riscritto a 6:38.68 per la marchigiana, reclutata all’Avis Macerata dal fiuto comprovato di Franco Lorenzetti e poi affidata al tecnico del settore Daniele Andreani. Anche qui, rimonta finale per assegnare il secondo posto a Chiara Renso (6:43.75), ai danni di una delusissima Pulina (6:45.04). Con il pentathlon femminile ridotto a tetrathlon per causa di forza maggiore, la prova multipla cadetti è stata invece condotta a termine: e il napoletano Marco Perna è arrivato ad un passo dal limite italiano detenuto da Fabrizio Brugnone (3.773 contro 3.801 del siciliano). A conti fatti sarebbe bastato un secondo in meno sui 1000 – comunque corsi dal portacolori dell’Hinna Archeoatletica Vesuvio in 2:54.09 - per riscrivere il record di categoria. Tra i risultati della prima giornata, messa in archivio sotto il diluvio, va senz’altro recuperata l’impresa di Giulia Latini sui 300hs, ennesimo talento scovato a Rieti da Andrea Milardi – una plurivincitrice della leva giovanile “Scheggia Sabina”, strappata al nuoto dopo un lungo braccio di ferro: un 46.21 su questa pista rivela con grande chiarezza le possibilità della ragazza della Cariri, forse già ora pronta per risultati sotto i 45 secondi. E poi l’ottima prestazione della giavellottista trentina Letizia Marchi, 44.35 su una pedana estremamente insidiosa (oggi la gara maschile non è stata disputata per motivi di sicurezza): anche per lei c’è l’obiettivo di un incremento del personale prima del termine della stagione. Un raggio di sole, un po’ beffardo, è arrivato quando i pulman a disposizione delle rappresentative regionali erano ormai in partenza: l’ultimo lampo della seconda giornata è stato il 48.96 del favoritissimo quartetto veloce della Lombardia, in pratica la formazione di club dell’Atletica Estrada (tutte già piazzate le bergamasche in gara individuale, qui a Bastia: Malara, 4^ sui 300m, e Cinicola, 2^ sugli 80hs, hanno accompagnato le prime due classificate degli 80m, Maffioletti e Gamba). Raul Leoni File allegati:
- I RISULTATI COMPLETI



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