di FIDAL Sicari

Lo sprint tiene banco a Bressanone, nella prima giornata dei Campionati Italiani Assoluti. Con la posta olimpica in palio (le maglie della staffetta 4x100 maschile, qualificata per i Giochi di Londra), la naturale tensione della vigilia diventa materiale esplosivo. Tutto nasce da una partenza, la prima, chiaramente oltre i limiti. La percezione della falsa nelle corsie esterne è immediata. Nel mirino dei giudici finiscono in due, Roberto Donati (Esercito) e Michael Tumi (Aeronautica), corsie sette ed otto. Dopo più di qualche istante di attesa, il cartellino rosso viene sventolato davanti alla corsia di Donati, che protesta a lungo prima di percorrere la retta di corsa, fino alla zona mista. L’esame del filmato televisivo consente di vedere il movimento (senza uscita dai blocchi) di Donati, e la successiva partenza – comunque anticipata rispetto allo start – da parte di Tumi. Quando il clamore si placa, gli atleti tornano ai blocchi. Il vento contrario però ci mette la coda, soffiando forte, contrario alla direzione di marcia. A vincere, in 10.43 (-2.2 il responso dell’anomometro) è Fabio Cerutti (Fiamme Gialle), autore di un buono start e di una prova complessivamente convincente: dietro di lui finiscono appaiati Simone Collio (Fiamme Gialle) e Jacques Riparelli (Aeronautica, beffato nonostante il buon 10.27 della batteria), che non riescono a colmare il gap accumulato in avvio, e vengono accreditati dello stesso 10.48. In chiave olimpica, carte rimescolate dal settimo posto di Emanuele Di Gregorio (Aeronautica, 10.96): per chiudere i conti è più che probabile che si debba attendere l’esito dei 200 metri di domani.

A Silvia Salis era chiesta una risposta pronta ai tre nulli messi insieme nella infelice qualificazione del martello agli Europei di Helsinki. La ligure, alla domanda di mostrare gli artigli, risponde come sa: 70,18, misura centrata alla quarta prova, con grido liberatorio in pedana e nubi nere spazzate via in un sol colpo. Dietro di lei fanno bene anche Elisa Palmieri (Esercito), 64,21, ed anche la promessa Elisa Magni (Cus Parma), 62,12. Chi ha provato fino all’ultimo la zampata olimpica, è Claudio Michael Stecchi (Fiamme Gialle), l’astista fiorentino che, una volta vinta la gara a 5,60 (nonostante il tentativo a 5,67 speso dal carabiniere Giorgio Piantella) ha provato tre volte i 5,72 del minimo A di qualificazione. Andando vicino al successo nelle prime due occasioni. Piantella è secondo con 5,45, Marco Boni (Aeronautica) terzo con 5,35. Per Giuseppe Gibilisco (Fiamme Gialle), la rinuncia a saltare poco prima del via delle gare.

Bella, molto bella, la finale dei 100hs: quattro ragazze, per lungo tempo, sulla stessa linea, a contendersi il titolo nazionale. A rovinare tutto, almeno dal punto di vista cronometrico, ancora il vento, che soffia forte (-1.7) sul volto delle protagoniste. Dopo cinque barriere, Marzia Caravelli riesce a entrare nel ritmo giusto, e va a vincere in 13.15. Dietro di lei, Micol Cattaneo (Carabinieri) è seconda in 13.20, mentre la rientrante Veronica Borsi (Fiamme Gialle) conferma la tempra da agonista e completa il podio in 13.28; quarta piazza per Giulia Pennella (Esercito), 13.43. Peccato soprattutto per la Cattaneo, che ha dimostrato, tra Helsinki e Bressanone, al netto delle condizioni avverse trovate in entrambe le occasioni, di valere un tempo vicino al 12.96 del minimo olimpico.

Simona La Mantia (Giancarlo Colombo/FIDAL)Simona La Mantia (Giancarlo Colombo/FIDAL)

Per la Caravelli, appuntamento anche con i 200 metri di domani.

I 110hs perdono, prima del via della finale, il dominatore annunciato. Emanuele Abate (Fiamme Oro), dopo il 14.19 della batteria, rinuncia per un fastidio al tendine d’Achille avvertito nel riscaldamento. A vincere così è il suo “pard” nella specialità Paolo Dal Molin (Athletic Club 96) che si impone in 13.74 (-0.2). A lui, che da lungo tempo è in caccia del tempo di rilievo, va anche un piccolo oscar della sfortuna: in batteria corre, molto bene, in 13.97, nonostante la bufera di vento contrario (-4.3 m/s!). “Non è un problema grave – racconta Emanuele Abate – probabilmente non ho ancora recuperato al meglio le fatiche dei tre turni agli Europei di Helsinki. Ho preferito non rischiare, ci tenevo ad essere agli Assoluti, per questo ho provato comunque”.

Nel peso maschile la legge è sempre quella di Paolo Dal Soglio. Il veneto, nonostante le 42 primavere (da compiere il 29 di questo mese), è ancora il migliore quando c’è da confrontarsi in pedana. Il suo 18,70 è superiore di un metro e 16 centimetri rispetto al 17,54 del ventenne Daniele Secci. Titolo numero 26, tra campionati nazionali indoor e outdoor. La sorpresa di giornata è probabilmente Giacomo Puccini (Riccardi Milano), giavellottista dal nome evocativo di soli 23 anni, capace di un buon 76,42 nell’ultimo lancio a disposizione; beffato il trentino Norbert Bonvecchio (Atletica Trento CMB), al comando dal primo tentativo con 75,82.

L’aria che spazza pista e pedane dello stadio di Bressanone mette le ali alle tripliste. Simona La Mantia (Fiamme Gialle) sfrutta gli oltre tre metri di vento a favore (+3.7) in occasione del quinto salto e atterra a 14,24; alle sue spalle, Cecilia Pacchetti (Esercito) fa altrettanto alla sesta prova, e stampa un 14,08 ventoso (+3.0) buono comunque per la seconda piazza (miglior salto valido con vento regolare, 13,04). In assenza di specialisti di primo piano, il titolo del lungo se lo prende Fabrizio Schembri (Carabinieri), con un balzo, ventoso (+2.1) a 7,67. Il bergamasco legittima il proprio successo con altri due balzi, con vento regolare, di 7,66 e 7,64. 

Quando vanno in piste le velociste dei 100 metri, il vento è decisamente calato. L’avvio buono è quello di delle due Martina in gara, Giovanetti (Forestale) e Amidei (Cus Torino), ma poi, nella fase lanciata, ad emergere è Audrey Alloh (Fiamme Azzurre), campionessa d’Italia in 11.48 (-0.5). Amidei e Giovanetti finiscono nell’ordine, condividendo però lo stesso tempo di 11.55.

Il miglio metrico non offre contenuti tecnici di particolare rilievo, ma sfide al calor bianco: le vincono Elisa Cusma (Esercito) in 4:18.04 (con più che condivisibile dedica alle popolazioni dell’Emilia Romagna, colpite dal terremoto), e l’idolo di casa Christian Obrist (Carabinieri), che infila Marco Salami sul rettilineo e taglia il traguardo in 3.48.16. Voglia di sprint anche nei 5000 metri: l’habitat di Steano La Rosa (Carabinieri), che trafigge sul rettilineo il miler Abdellah Haidane (14:01.49 per il vincitore). Aria nuova nell’alto donne: a vincere è la 21enne Chiara Vitobello (Camelot), brava a superare alla prima prova l’asticella a 1,89.

Titolo del Decathlon per William Frullani (Carabinieri).

Claudio Stecchi (Giancarlo Colombo/FIDAL)Claudio Stecchi (Giancarlo Colombo/FIDAL)

Lo score finale del fiorentino è di 7.378 punti, grazie a questi parziali: 11.15 (+0.8); 7,15 (1.2); 13.,15; 1,93; 50.51; 14.81 (0.9); 43,88; 4,40; 52.46; 5:06.92. Secondo posto per Paolo Mottadelli (Cento Torri PV, 7.232), che ha inseguito il forte avversario per tutta la due giorni di gara. In assenza di specialisti veri e propri, il titolo del lungo maschile se lo prende il triplista Fabrizio Schembri, con un balzo (ventoso, +2.1) a 7,67. Il bergamasco legittima il proprio successo con altri due salti con vento regolare di 7,66 e 7,64. 

Staffette 4x100 di valore assoluto. L’Aeronautica e le Fiamme Gialle si sfidano al di sotto dei 40 secondi: vincono gli avieri Tumi, Manenti, Riparelli e Berdini in 39.48, due centesimi appena in meno rispetto ai finanzieri Cerutti, Collio, Marani e Rosichini, 39.50. Al femminile, risultato altrettanto di rilievo da parte della Forestale: con le quattrocentiste Maria Enrica Spacca e Giulia Arcioni (schierate in prima e terza frazione), e con Martina Giovanetti e Gloria Hooper sui rettilinei, viene fuori un probante 44.10. Venti centesimi peggio della nazionale a Helsinki!

Quando la giornata è praticamente finita, arriva anche il risultato del disco donne: a vincere è Tamara Apostolico (Camelot), che corona una bellissima stagione vincendo il titolo assoluto con 58,62. Al secondo posto, a completare la sfida leit motiv del 2012, Laura Bordignon (Fiamme azzurre), 55,62. 

Classifica di Coppa Italia maschile guidata dalle Fiamme Gialle con 103 punti, davanti ad Aeronautica (90) e Carabinieri (82). Tra le donne, capofila è l’Esercito con 66 punti; ad inseguire, le Fiamme Azzurre (56) e la Camelot (38).

Nelle batterie dei 400 metri (finali domani) discreta cavalcata di Claudio Licciardello. Trecento metri a buon ritmo per il catanese delle Fiamme Gialle, che sull’ultima retta si scontra però con il muro d’aria già più volte citato, fino a chiudere in 47.00. Nell’altra batteria, copione più o meno simile per Isalbet Juarez (Fiamme Oro), 47.19. Tra le donne, assente l’annunciata Libania Grenot – correrà però i 200 metri domani – vittorie delle batterie per Maria Enrica Spacca (Forestale) in 53.53, e Chiara Bazzoni (Esercito), 54.04. Tutte le migliori in finale, per giocarsi, come nel caso degli sprinter dei 100 metri, anche le maglie azzurre della staffetta olimpica.

La giornata di chiusura offrirà numerosi spunti di interesse. A cominciare dalla sfida al cronometro di Andrew Howe (Aeronautica), che cerca nei 200 metri il minimo B (20.65) che gli consegnerebbe il diritto di prendere parte ai Giochi Olimpici. Nel triplo uomini, spazio al campione d’Europa Fabrizio Donato (Fiamme Gialle), che affronta il deluso numero uno della rassegna continentale, un Daniele Greco (Fiamme Oro) che cerca l’occasione del pronto riscatto. Tra gli altri atleti da seguire, il bronzo di Helsinki Chiara Rosa (Fiamme azzurre, peso), Nicola Vizzoni (Fiamme Gialle, martello), Jose Bencosme (400hs, Fiamme Gialle, già ottimo in batteria con la mpi 2012, 49.95). Poi, sarà una lunga discesa verso i Giochi. 

m.s.

File allegati:
- RISULTATI/Results
- Foto/Photos
- CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI ASSOLUTI SU PISTA (comprese PROVE MULTIPLE e C.D.S. DI MARCIA - 2^ PROVA KM.10 PRO/SEN M/F)
Condividi