Assoluti, Torino incorona Simona La Mantia




 

La prima giornata dei Campionati Italiani Assoluti di Torino si è chiusa con una serie di soprese. Nello sprint, successi di Matteo Galvan (10.38) e Ilenia Draisci (11.65), mentre dalle prove con barriere arriva il risultato di maggior spessore tecnico tra quelli della pista: è il 13.05 realizzato da Marzia Caravelli nei 100hs. Conferme per Simona La Mantia, regina indiscussa del triplo (14,40, vento -0.1), Silvia Salis nel martello (69,57) e Paolo dal Soglio nel peso (18,58), arrivato addirittura alla 24esima maglia tricolore in carriera. Nel lungo maschile, l'atteso Andrew Howe ha chiuso al secondo posto (7,68), superato da Stefano Dacastello (Fiamme Gialle, 7,82). Domani seconda e conclusiva giornata di gare.

4x100 uomini - La Riccardi di Milano onora la sua gloriosa storia portando a casa l'ennesimo scudetto della staffetta 4x100. Il quartetto che si impone a Torino è composto da Massimiliano Dentali, Giovanni Tomasicchio, Giacomo Tortu, Fabio Pistono. Secona piazza per l'AVIS Macerata (Nardi, vescovi, Reina, Angelini) in 41.15

4x100 donne - La Forestale (Grillo, Giovanetti, Arcioni e Spacca) non si fa sfuggire il titolo, superando in 44.94 l'Esercito (Draisci, De Cesaris, Paoletta e Calcagno), secondo con 45.34. Nella frazione conclusiva, la quattrocentista Maria Enrica Spacca ha la meglio sulla collega di specialità Clelia Clagno: domani si ritroveranno nella finale dei 400 piani.

Lungo uomini - Alla prima prova a disposizione, Andrew Howe (Aeronautica), l'uomo più atteso dei Campionati Italiani di Torino, stacca una quarantina di centimetri prima della plastilina, e, considerato l'ovvio risultato, annulla il salto. E' l'anteprima di quello che diventerà il tormentone della gara del reatino, i cui sei salti sono un continuo lottare (purtroppo senza successo) alla ricerca della giusta rincorsa, dei corretti riferimenti in pedana. Nel frattempo, Stefano Dacastello (Fiamme Gialle) azzecca una serie piuttosto regolare, piantando una miglior misura di 7,82 (-0.2 m/s). Howe fatica a trovare ordine nella rincorsa, ed il suo miglior salto, il quinto, è misurato a 7,68 (-0.3; prima, oltre al nullo, 7,55; 7,59; 6,02), e vale il secondo posto alle spalle di Dacastello. L'ultima prova a disposizione (7,61) non cambia la sostanza, il titolo va al bravo Dacastello, mentre Howe chiude, naturalmente deluso, al secondo posto.

Giavellotto uomini - Leonardo Gottardo (Aeronautica Militare) conferma di essere l'attuale numero uno della specialità in Italia, facendo suo il titolo tricolore con un miglior lancio di 75,15. Il veneto è l'unico tra i partecipanti a non scendere mai sotto i 70 metri, inanellando una interessante serie di lanci validi (74,06; 73,11; 74,04; 75,15; 72,31; 71,20). Il secondo posto va a Norbert Bonvecchio (Atletica Trento CMB) con 74,04, mentre l'azzurro di Coppa a Stoccolma, Roberto Bertolini (Fiamme Oro) è terzo con 72,09. Premiazione con trofeo alla memoria di Carlo Lievore, torinese d'adozione e indimenticabile primatista del mondo del giavellotto.

10000 metri donne - Nadia Ejjafini (Runner team 99) parte decisa, macinando chilometri sull'anello del Parco Ruffini, testa bassa e la sua tipica falcata a ginocchia basse. Il crono conclusivo, malgrado il caldo, e di fatto la (relativa) assenza di pacemakers, è di notevole valore: 32:28.80, non molto lontano dal 32:14.63 ottenuto a Oslo, ad inizio giugno, nella Coppa Europa di specialità. Alle sue spalle l'iperstupefacente 35enne Valeria Straneo (Runner Team 99), che spunta pratciamente dal nulla (aveva un personale di poco inferiore ai 34 minuti) e conclude in un clamoroso 32:35.11, entrando nella top 20 alltime nazionale.

Asta uomini - Nel lotto di aspiranti campioni d'Italia della vigilia, spunta a sorpresa Sergio D'Orio (Fiamme Gialle). Probabilmente uno dei meno attesi, anche se, guardano lo score, certamente il più caparbio in pedana (terze prove a 5,20 e ai 5,30 della quota decisiva). Il talentuoso Michael Stecchi (Fiamme Gialle) si arena a 5,40 (5,20 la misura finale), così come i più rodati Rubbiani e Piantella (entrambi fermi addirittura a 5,00).

5000 metri uomini - Ancora un arrivo in volata per Stefano La Rosa (Carabinieri) che centra il terzo successo consecutivo negli Assoluti sulla distanza (14:02.29). Il finale del grossetano, del resto, non sembra lasciare scampo in ambito nazionale, e nessuno dei suoi avversari ha mai tentato soluzioni diverse per metterlo in crisi. Il rientrante Daniele Meucci (Esercito) è ancora una volta secondo (14:03.19), superando l'italo marocchino Kaddour Slimani (Runner Team '99, 14:03.60).

Peso uomini - Dici Dal Soglio e dici: lancio del peso. Il veneto non sembra avere alcuna intenzione di mollare la presa; e del resto, perché mai dovrebbe, se riesce a superare tutti i più giovani avversari, dall'alto dei suoi 41 anni e di mille e mille battaglie in pedana? La maglia tricolore (la 24esima in carriera) va sulle sue spalle con un buon 18,58, 25 centimetri esatti in più di Marco Di Maggio (Aeronautica), il titolare azzurro dell'Europeo di Stoccolma. Peraltro, la misura di DFal Soglio è anche la migliore italiana dell'anno, a testimoniare la perdurante compoetitività di Dal Soglio. Poco da aggiungere ad una gara dove il terzo posto di Marco Dodoni (Forestale) è ad oltre un metro di distanza.

110 metri hs - Emanuele Abate (Fiamme Oro) fa suo il titolo ottenendo anche un buon 13.71, soli tre centesimi oltre lo stagionale (13.68 a Ginevra il 28 maggio). Alle sue spalle si piazza a sorpresa il decathleta Michele Calvi (Esercito), che sfronda pesantemente il personale portandolo a 13.81. Si perde invece nelle retrovie Stefano Tedesco (Fiamme Gialle), il rivale più accreditato di Abate, che litiga con le barriere finendo quarto in un ingolorioso 14.21.

100 metri hs - Marzia Caravelli era in cerca di un acuto da tempo. Tra giornate di lavoro e gare solo nel weekend, la friulana trapiantata a Roma (maglia Cus Cagliari) aveva messo via tanta voglia di cogliere un grande risultato. A Stoccolma il suo terzo posto sotto la pioggia aveva portato una grande bottino di punti alla Nazionale. A Torino, è finalmente comparso lo zero nel suo tempo: 13.05 (vento -0.2), crono di rilievo assoluto, che vale la quarta prestazione italiana all-time, nella lista guidata da Carla Tuzzi (con il 12.97 del giugno 1994). Secondo posto per la rientrante Micol Cattaneo, già capace di 13.28, un centesimo meglio di Giulia Pennella (13.29).

1500 metri uomini - Le polveri le accende (ancora una volta agli Assoluti: non può essere un caso) il più giovane del lotto. Il neo azzurrino Mohad Abdikadar (Studentesca Rieti) lancia la volata lunga senza imbarazzo alcuno, con la sfrontatezza dei sui 18 anni appena compiuti. L'accelerazione mette tutti in fila, ma sul rettilineo finale piazza l'affondo conclusivo Merihun Crespi (Esercito), vincendo in 3:47.53. Il treno viene sfruttato anche da Lukas Rifesser (Esercito, secondo in 3:48.05), e Giovanni Bellino (Firenze Marthon, terzo, 3:48.49). Il filiforme Mohad è quarto in 3:48.57 ma a lui va certamente la medaglia del coraggio. Sul podio, il toccante momento della consegna del Trofeo intitolato alla memoria di Mimmo Caliandro, e consegnato in coppia dal presidente del GA Fiamme Gialle Vincenzo Parrinello e dal presidente FIDAL Franco Arese.

Triplo donne - La stagione di Simona La Mantia (Fiamme Gialle) è sicuramente iniziata nel migliore dei modi. Oltre al titolo tricolore di oggi, ed il secondo posto nella gara degli Europei per Nazioni di Stoccolma di sabato scorso, la palermitana può contare sulla consistenza media dei suoi risultati outdoor. A Torino ottiene un buon 14,40 (alla quinta prova), che avvicina ancora il suo stagionale di 14,43 (Palermo, 14 maggio). Il distacco sulla seconda, Silvia Cucchi (Fiamme Oro), superiore al metro, dà la misura del valore della portacolori delle Fiamme Gialle. Questa la sua serie vincente: 14,31; 14,16; N; N; 14,40, 13,86).

Disco donne - Laura Bordignon è la numero uno in Italia nella specialità. La conferma, ove necessaria, arriva anche dalla gara tricolore, che vede la veneta trionfare (55,47) con oltre tre metri di margine sulla seconda, la reatina dell'Esercito Valentina Aniballi (52,45). Il lancio vincente è il terzo della serie (54,96; 54,57; 55,47; 53,22; 54,35; 54,76).

1500 metri donne - La gara dura praticamente una cinquantina di metri. Ovvero, quelli necessari ad Elisa Cusma per staccare defintivamente Maria Vittoria Fontanesi (Cus Parma). Il tutto avviene a 250 metri dal traguardo, quando la portacolori dell'Esercito cambia marcia in maniera repentina, lasciando praticamente sul posto l'avversaria. la Cusma chiude in 4:13.38, mentre nei metri conclusivi, praticamente "sulle righe", Giulia Viola (Fiamme Gialle) piazza il suo finale, ottenendo il secondo posto (4:17.14) ai danni della Fontanesi (4:17.20).

100 metri uomini - Le carte dello sprint escono completamente rimescolate dopo la seconda finale di giornata, i 100 metri maschili. Già con le donne si erano viste delle sorprese, ma è con gli uomini che si entra nel campo del clamoroso. La maglia tricolore se la porta a casa Matteo Galvan (Fiamme Gialle), uno che è nosto soprattutto come duecentista, e che da tempo progetta il passaggio al giro di pista (a Stoccoloma, domenica scorsa, ha corso anche la 4x400). Sul traguardo il suo 10.38 sorprende tutti gli sprinter più celebrati, da Emanuele Di Gregorio (Aeronautica), finito al secondo posto, a Fabio Cerutti (Fiamme Gialle), quarto in 10.45, preceduto anche da Michael Tumi (Aeronautica, 10.44). Battuti Collio (10.47), e Riparelli (10.50). E' una piccola rivoluzione, che aggiunge pepe alla gara dei 200 metri di domani, dove Galvan potrebbe incontrare anche Andrew Howe.

100 metri donne - La finale dello sprint va a Ilenia Draisci (Esercito), che si impone in 11.65 (-0.2), ma la sorpresa è relativa, perché la romana già in batteria, al mattino era stata la più veloce, correndo in 11.59, seppure aiutata dal vento (+2.3 m/s). In seconda posizione finisce Audrey Alloh (11.68), che a Stoccolma (agli Europei per Nazioni, dove la Draisci non era stata convocata) si era messa in evidenza correndo in 11.63. Terza piazza del podio per Jessica Paoletta a completare il buon momento delle ragazze dell'Esercito.

Alto donne - Il titolo, in assenza di Antonietta Di Martino, va a quella che ormai può essere considerata la sua vice in azzurro, ovvero Raffaella Lamera (Esercito). La bergamasca infila una serie perfetta superando alla prima prova 1,80, 1,84 e 1,88. A quel punto la gara è già vinta (Giovanna Demo, Atl. Vicentina, è seconda con 1,84), e così la Lamera fa mettere l'asticella all'1,95 che significherebbe minimo A per i Mondiali. I tre tentativi, purtroppo senza esito, sono tutti falliti di poco; il terzo, in particolare, sfugge per un soffio, sempre per un lieve contatto dei polpacci. Per il visto iridato, c'è tempo comunque fino al 24 di luglio.

10000m marcia - Il ritiro di Matteo Giupponi (Carabinieri), certamente l'uomo più qualificato tra i partenti su una distanza di questo tipo, spiana la strada all'ormai cinquantista Jean Jacques Nkoloukidi (Fiamme Gialle), che mostra di essere in eccellente condizione di forma tagliando il traguardo in 39:44.70. E' il primato personale per il finanziere di Ostia, possibile azzurro ai Campionati del Mondo di Daegu sulla distanza più lunga del programma, i 50 chilometri. Dietro Nkoloukidi, sul traguardo del Primo Nebiolo spunta la sagoma di Federico Tontodonati, che onora la maglia del suo club (il Cus Torino), centrando la piazza d'onore del podio tricolore.

400 metri uomini (semifinali) - Marco Vistalli (Fiamme Oro) stampa un buon 46.49 nella prima delle tre semifinali in programma, crono che acquista valore alla luce del notevole rallentamento nel rettilineo conclusivo. Spinge fino in fondo, al contrario, Isalbet Juarez (Fiamme Oro), che termina in 46.57, firmando il personale; in scia, si mette in luce anche il 21enne Francescco Cappellin (Aeronautica), 46.66, e soprattutto lo junior Vito Incantalupo (Atl. Sprint Barletta), capace di 47.18. Nella seconda semifinale fa bene Andrea Barberi (Fiamme Gialle), il cui rientro era molto atteso: il romano controlla nel'ultima retta ma ferma comunque il cronometro su di un buon 46.63, superando nettamente Luca Galletti (Carabinieri), 47.31. Ma è la terza semifinale che strappa gli applausi più convinti. Il valsusino Michele Tricca (Atletica Susa), 18 anni appena, si impone in 47.26, certificando l'ottimo momento dei giovani protagonisti del giro di pista; alle sue spalle, riemerge da mille problemi fisici Jacopo Marin (Carabinieri), già componente della staffetta del miglio oro agli Euroindoor di Torino 2009, e qui secondo in 47.46: l'ultimo posto in finale è il suo.

400 metri donne (semifinali). Nella prima semifinale Libania Grenot (Fiamme Gialle) parte con grande aggressività, dimostrando di volersi riprendere fin dal primo turno la leadership nazionale di specialità mai messa in discussione nel corso del 2010. Malgrado la palese decelerazione nel finale, l'azzurra chiude in un interessante 52.53, che di fatto è per lei il primato stagionale. Nella sua scia, Marta Milani (Esercito), che controlla da dietro e guadagna il passaggio del turno in 52.79. Nella seconda semifinale successo per Chiara Bazzoni (Esercito), prima in 53.04 davanti alla compagna di Nazionale Maria Enrica Spacca (Forestale), 53.29. Nella finale di domani si ritrova tutto il gruppo azzurro della staffetta del miglio (Eleonora Sirtoli, Camelot, e Maria Elena Bonfanti, Lecco Colombo Costruzioni, con le altre già citate) e le due ventenni Valentina Zappa (Fanfulla Lodigiana) e Clelia Calcagno (Esercito).  

Lancio del martello donne - La prima maglia tricolore degli Assoluti 2011 va a Silvia Salis (Fiamme Azzurre) che si impone, confermando il pronostico della vigilia, nel lancio del martello, finale d'apertura della sessione pomeridiana. Il miglior lancio della campionessa d'Italia è il sesto, ed è misurato a 69,57 (serie: 66,07; 68,59; N; N; N; 69,57). Salis apre in sicurezza con 66,07. Quando però Elisa Palmieri (Esercito), al secondo turno, la supera in classifica piazzando un buon 66,78 (a sei centimetri dal personale), la ligure delle Fiamme Azzurre produce il primo risultato di livello, 68,59. Palmieri non demorde, e al terzo lancio avvicina l'avversaria, fissando il personale a 67,33 (quarta prestazione italiana all-time, un posto guadagnato ai danni di Laura Gibilisco). Alle loro spalle, nel frattempo, cresce la Junior primo anno Francesca Massobrio (Cus Torino), che sale a 61,19 sfiorando il quarto posto in classifica di Micaela Mariani (61,23); la 18enne piemontese aggiunge oltre un metro al proprio recente personale di 60,03 e si piazza al nono posto nella graduatoria nazionale di sempre. C'è tempo solo per l'ultimo lancio della Salis, quello che fissa il risultato finale, a 69,57.

m.s.

Nella foto, Simona La Mantia in azione sulla pedana di Torino (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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