A Kaunas Borsi, Gibilisco e Rifesser in finale




 
Laura Gibilisco, Veronica Borsi e Lukas Rifesser qualificati per la finale delle rispettive specialità, oltre ai due settimi posti conquistati da Vanessa Alesiani e Maria Aurora Salvagno ed al passaggio alle semifinali dei 200 metri da parte di Giulia Arcioni rappresentano il positivo bilancio della spedizione italiana ai Campionati Europei Juniores di Kaunas, in conclusione della seconda giornata di gare. La Gibilisco con la miglior misura di qualificazione e la Borsi con il secondo tempo si presentano con le carte in regola per aspirare a qualcosa di importante. Questo il breve sommario della giornata azzurra in Lituania. Ora la cronaca di tutti gli avvenimenti. Il pomeriggio del venerdì dell'atletica italiana a Kaunas inizia alle 14.50, quando in pedana si presenta Laura Gibilisco per la qualificazione del lancio del martello femminile. La misura necessaria per entrare in finale è stata fissata a 58 metri, abbondantemente alla portata della primatista nazionale juniores (64.01). Formalità sbrigata al primo lancio con 60.74, migliore misura delle due sessioni di qualifica. La medaglia di bronzo mondiale di Grosseto può riporre il martello e pensare alla finale di domani. Sulla pedana del triplo si prepara Vanessa Alesiani. Il tempo di assistere alla cerimonia di premiazione del peso femminile e dei 10 chilomerti di marcia, con Martina Gabrielli sul podio, che il pomeriggio entra nel vivo e la pioggia concede una tregua e lascia intravedere uno squarcio di sole. Al via le batterie dei 110 metri ostacoli, con Redaelli subito alle prese con la qualificazione alla finale. L'impresa, sulla carta, è difficilissima, e le aspettative sono confermate dal verdetto della pista. Con vento praticamente nullo il ragazzo della Pro Patria corre in 14.77, reagendo bene allo start e classificandosi al quinto posto. Due corsie alla sua destra il primo assaggio del talento annunciato del mulatto greco Douvalidis, che al primo ciak abbassa il primato nazionale portandolo a 13.78. Redaelli esce dal gioco con un onorevole undicesimo posto. Un'altro elemento europeo mulatto, la potente romena Spataru, doppio oro ai mondiali under 18 di Sherbrooke del 2003, è tra le specialiste più accreditate nella finale del triplo, ma fa nullo, come la nostra Alesiani al primo dei tre salti utili per guadagnarsi la finale a otto. L'ucraina Dyachenko, favorita per il titolo, al primo salto porta il record nazionale a 14,04 e si capisce come andrà a finire. Dietro, tutto da giocare. Vanessa Alesiani trova al secondo tentatvo il 12.61 che le dà respiro per cercare la misura al passo successivo. Finale dei cento metri maschili con tre inglesi pronti a sbranarsi e la mina vagante del bulgaro Gunev. Sulla pista bagnata non si può volare ma solo pestare la pista per la vittoria. La spunta il bianco Pickering in 10.51, resistendo all'ombra nera del connazionale Williamson ed assestando negli ultimi palpiti il "busto" del k.o., per un centesimo. Bronzo all'allievo Nelson in 10.60. Quarto Gunev in 10.67, per una gerarchia perfetta in base alle credenziali. Lukas Rifesser corre la prima delle due semifinali degli 800 metri, e nonostante mostri le qualità già messe in luce nella batteria di ieri, non riesce a risalire dalla quarta posizione (dentro i primi tre, recupero dei due migliori tempi), e finisce per perderla sul rettilineo. La semifinale è veloce, si vince con 1:49.61 e Rifesser fa 1:50.12. Si spera che la seconda semifinale, quella con Paolo Zanchi, sia meno veloce. La seconda semifinale è tattica, nessuno vuole rischiare e Zanchi è secondo alla campana. Il treno per la finale lo perde all'uscita della curva, cercando di spendere tutto ma non trovando spazi ed energie per reagire. Chiude settimo in 1:53.97, ma la consolazione arriva in ogni caso, grazie al crono della seconda semifinale. Si avanza in finale con 1:52 e Rifesser ci si ritrova meritatamente con il quinto tempo, anche se ripescato. Nello stesso momento è accreditata ancora di tre salti, quelli di finale, Vanessa Alesiani, cui la romena Spataru e la bielorussa Kurdyuk non sono riuscite a fare lo sgambetto al terzo turno. Vanessa fa 12.17, e torna immediatamente in pedana per il quarto tentativo, essendo ottava e perciò la prima ad insabbiarsi nel nuovo ordine di salto. Al quarto è un altro nullo. Finale dei 100 femminili, con Maria Aurora Salvagno in seconda corsia, tra la polacca Jeschke e la bulgara Naimova. Brava l'azzurra, più rapida di tutte in avvio (tempo di reazione 0.155), ed in corsa fino a metà rettilineo. Le leve più potenti delle velociste dell'Est fanno la finale dai 50 metri in avanti. Vince con 0.5 metri di vento a favore la polacca Brzezinska, che riporta l'oro a casa dopo 35 anni. Seconda, per il tripudio del pubblico, la lituana Grincikaite, 18 anni e favorita dai pronostici. Il bronzo va alla cipriota Artymata, già in evidenza in batteria. Per Maria Aurora il settimo posto in 11.96, brava ad esserci con le gambe e con la testa. Tocca di nuovo alla Alesiani, quinto turno di salti: 12,84 e si porta in settima posizione, che manterrà fino all'ultima prova, visto che la bulgara, appena scavalcata, resta al palo. Sui blocchi vanno le semifinaliste dei 100 metri ostacoli: Vellecco e Balduchelli nella prima, Borsi nella seconda. Le due azzurrine non vanno in finale, ma Sara Balduchelli lascia una buonissima impressione, rientrando in gioco dopo l'ottavo ostacolo e centrando un brillante quinto posto condito dal nuovo personale di 13.94 (vento di un metro a favore), un decimo in meno del precedente. Manuela Vellecco corre in 14.18, classificandosi ottava, non così distante dal personale di 14.04. Veronica Borsi dà un altro saggio della sua tecnica nella seconda semifinale, e di grande autocontrollo: col vento ballerino che ora fila contrario di quasi un metro, e con l'impaccio di un urto sul secondo ostacolo che rischia di rovinarle la frequenza, lascia sfogare la norvegese di origini slave Vukicevic per poi prenderla negli ultimi dieci metri. Il responso del cronometro è 13.66 e la testa già alla fniale che chiuderà il lungo pomeriggio di domani. La Alesiani si gioca il piazzamento di prestigio con il sesto ed ultimo turno, ma non va oltre i 12,52. Resta la soddisfazione per la finale disputata per intero ed il settimo posto nella classifica finale. Per il titolo è vano l'ultimo assalto della romena Bujin, che resta d'argento con 13.72. Bronzo all'ucraina Kulyk con 13.42, oro alla lunga connazionale Dyachenko con 14.04. Primato personale per tutte e tre le atlete del podio. Al termine di una mezzora di pioggia torrenziale partono le tre batterie dei 400 metri ostacoli femminili. Le azzurre Zoe Anello e Rita Apollo fanno ciò che possono, e viste le condizioni della pista viene meno la soddisfazione di migliorare almeno il primato personale. La Anello corre la prima chiudendo al settimo posto in 1:02.28, Rita Apollo la seconda in 1:02.21, classificandosi ottava. Il lunghissimo pomeriggio azzurro si chiude con le batterie dei 200 metri donne: Giulia Arcioni è nella prima, assieme alle prime due classificate dei cento metri (Brzezinska e Grincikaite), con la forte sedicenne britannica Sargent e per di più in prima corsia. L'azzurra compie una buona prima parte di gara ed esce discretamente dalla curva, ma viene risucchiata negli ultimi 40 metri e finisce quinta in 24.45 (vento 0.6), tempo che le garantisce in ogni caso l'accesso alle semifinali, grazie ai ripescaggi. Martina Giovanetti corre la terza batteria, in quinta corsia, e non riesce a spingere più di tanto fermando i cronometri a 25.59, settima. Le altre finali: peso maschile a Remigius Machura, ceko figlio d'arte (il padre fu lanciatore di prim'ordine, bronzo ai Mondiali di Helsinki 1983 e campione europeo junior nel 1979), che risolve la questione per l'oro al quinto turno di lanci con 20.09, mondiale stagionale. Argento al magiaro Kurthy con 19.65 e bronzo per il russo Sidorov con 19.32. Sui 400 metri femminili lo straordinario talento della croata Grgic basta, nonostante la stanchezza per i due turni di qualificazione e per i tre di Marrakech, ad assicurarle l'oro con 52.42. Il duello per l'argento si decide in favore della russa Zadorina, che con 53.39 precede la romena Morosanu (53.48). I cinquemila metri femminili regalano la seconda medaglia d'oro di giornata alla nazionale inglese, per merito di Emily Pidgeon, brillantissima sulle siepi negli ultimi mesi e addirittura classe 1989! 16:14.71 è buono per l'oro, mentre le restanti medaglie approdano nell'Est europeo, alla russa Azorkina l'argento in 16:18.60 ed alla bielorussa Kudelich il bronzo in 16:33.07. Il lungo uomini manda in visibilio gli inglesi, con la terza medaglia d'oro di questo pomeriggio. Greg Rutherford, un altro bianco, rosso di capelli, fa in tempo ad anticipare il diluvio che sta per abbattersi sullo stadio e mette in cassaforte il titolo al secondo turno, saltando 7,95. L'ultimo salto proietta sul podio il greco Mertzanidis, per la seconda miglior misura sullo svedese Torneus, che vale il bronzo (7.63). In mezzo, l'argento del tedesco Bayer con 7.73. La prodezza tecnica, sull'onda dell'entusiasmo per titolo già suo, Rutherford la regala in chiusura di gara, volando sulla sabbia ed atterrando in piedi per un prodigioso 8.14, terza prestazione europea junior di sempre, con conseguenti trombe da stadio calcistico da parte del resto della squadra britannica dalla tribuna. La Grecia non ha ancora finito di ringraziare il lunghista che si ritrova nuovamente sul podio con Dimitrios Regas, bronzo pochi istanti dopo nella finale dei 400 metri. Il titolo va al croato Vincek, ottava corsia come in semifinale, che ora è libero di mostrare di quanto sia capace dopo essersi nascosto ieri, e che porta un altro oro sui 400 al suo paese, dopo quello della Grgic, in 46.14. Argento all'inglese Rooney con 46.56. Il russo Sergiyenkov, l'uomo che ha lasciato fuori dalla finale il nostro Licciardello, finisce quinto. La finale del disco femminile ha riservato più di una emozione. La portoghese Liliana Ca avrà meno rimpianti con il suo argento, dopo aver pensato di aver mancato l'oro per un solo centimetro. La lusitana si era portata a 49.69 al terzo lancio, mentre la tedesca Gehrig manteneva la testa della classifica con 49.70. Con 50.60 all'ultimo lancio, la Gehrig lasciava alle spalle la fortuna e incrementava la misura per la medaglia d'oro. Al bronzo la bielorussa Yakimova con 49.31. Nel decathlon conferma del campione del mondo Krauchanka, bielorusso, con 7997 punti, davanti al tedesco Abele (7634) ed al finlandese Kaattari (7427), cui è stata fatale l'ultima fatica sui 1500 metri per perdere l'argento che teneva stretto per un solo punto sul tedesco, risultato vincitore dell'ultima gara di corsa. Nelle semifinali dei 400 ostacoli maschili emergono due cavalli di razza, il francese di origine maghrebina Bellaabouss (che non ha disputato gli 800 pur vantando il miglior tempo stagionale anche sul doppio giro) ed il dinoccolato croato Kotur. La finale garantirà spettacolo. Una nota statistica: ieri, nella trepidazione per la medaglia di bronzo di Martina Gabrielli giustamente seguita alla squalifica della russa Ladanova, è mancata la menzione per il risultato tecnico della Sokolova, che con 43:11.34 ha stabilito il nuovo primato del mondo junior. Il programma di domani, ricchissimo per la nazionale italiana: finale per Laura Gibilisco nel martello, Veronica Borsi sui 100 metri ad ostacoli, Elena Scarpellini nel salto con l'asta, Adelina De Soccio sui 3000 metri, Lukas Rifesser sugli 800 metri e Giorgio Rubino nei 10 chilometri di marcia. Ancora: Lorenzo Rocchi impegnato nelle qualificazioni del martello, Giulia Arcioni nelle semifinali dei duecento metri, Tania Vicenzino nelle qualificazioni del salto in lungo ed infine le due staffette 4x400 alle prese con le rispettive batterie. Marco Buccellato Nelle foto: Veronica Borsi e Laura Gibilisco (foto Omega/FIDAL) File allegati:
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