Dieci anni dagli Europei dei gemelli Dematteis
02 Luglio 20262 luglio 2016 – 2 luglio 2026: dieci anni dopo, per l’appunto. Dieci anni da un Europeo ricco di medaglie come non mai per l’Italia: dieci, loro pure, nel computo totale, tra titoli a squadre e soddisfazioni individuali.
Ma era l’Italia soprattutto loro, era l’Italia dei gemelli Dematteis, di Bernard e di Martin. O di Martin e Bernard, se inseguendo i ricordi ci si lascia trascinare verso l’ordine con cui quel giorno scelte ed emozioni portarono a posizionare i gemelli di Rore su di un podio diventato simbolo di un movimento certo, ma di molte altre cose non di meno.
La storia è tutta lì, tra gesti simbolici che anche a distanza continuano a profumare di rinascita e speranza, e di piccoli brividi che ancor oggi, per chi quel giorno c’era, tornano a scorrere sulla pelle, facendo in qualche misura sintesi di tutto un percorso, lungo e ricco di saliscendi, per anni condiviso.
Dieci anni allora, da un racconto che forte di quelle emozioni, trovò bello spazio anche su tv e giornali. Così scriveva Andrea Bongiovanni su La Gazzetta dello Sport:
“Nella gara senior maschile dominano i 30enne gemelli Dematteis, cuneesi della Corrintime, da anni specialisti di vertice e azzurri anche del cross. Sui 12 km del suggestivo percorso (“salita e discesa”), con passaggi da centro storico e castello, hanno fatto il vuoto.
Anche il turco Ahmet Arslan, pericolo pubblico numero uno e sei volte vincitore della rassegna, è battuto. Bernard ha attaccato subito, ha fatto selezione e sembra in procinto di vincere. Il suo vantaggio è salito fino a una ventina di secondi. Ma rallenta, Martin rinviene e i fratelli (inseparabili), insieme imboccano il viale che porta all’arrivo. Il pubblico, in visibilio, allunga un tricolore: è Bernard, anche capitano della squadra, a impugnarlo. La logica direbbe che il titolo deve essere suo. Ma qui si va oltre la logica e si entra nel mondo dei sentimenti.
Martin, poco più di un anno fa, è stato colpito da un gravissimo lutto: ha perso il figlioletto Matteo, primogenito di soli undici mesi, inevitabilmente segnando un periodo buio nella vita dei gemelli. Non ci sono parole, non servono. Ma un semplice gesto, carico di significati simbolici: Bernard si fa da parte ed è Martin a tagliare per primo il traguardo. E’ lui il nuovo campione continentale. “Se mio fratello mi batterà, sarò contento lo stesso; se io lo batterò, lui sarà contento ugualmente” aveva detto Bernard alla vigilia. A completare il successo azzurro, il quinto posto di Cesare Maestri e il settimo di Xavier Chevrier: l’ennesimo oro a squadre è cosa fatta. Con la gara junior e quelle femminile sono addirittura dieci i podi italiani di giornata. La dedica è scontata.”
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