Pista: Elisa Rigaudo quarta ai Mondiali




 

Daegu (Corea) 31 agosto. Elisa Rigaudo è quarta sulla 20km dei XIII Campionati del Mondo di Daegu. L'azzurra, già bronzo olimpico a Pechino 2008, ha portato a termine la sua prova nel tempo di 1h30:44, primato stagionale. La sua è stata una gara in progressione (ultimi 10km in 44:27) affrontata con grande esperienza tattica e distribuendo sapientemente lo sforzo nel caldo afoso della città coreana. L'oro, il terzo iridato consecutivo, è andato alla russa - numero uno indiscussa della specialità di cui è anche campionessa olimpica ed europea - Olga Kaniskina (1h29:42). Argento alla cinese Hong Liu (1h30:00), compagna di allenamenti della Rigaudo sotto la guida di Sandro Damilano, e bronzo all'altra russa Anisya Kirdyapkina (1h30:13). Per la 31enne marciatrice delle Fiamme Gialle - a meno di un anno dalla nascita della figlia Elena - si tratta in assoluto del miglior risultato delle sue cinque partecipazioni alla rassegna iridata in cui era stata settima ad Helsinki 2005. Quest'anno era già tornata in Nazionale a maggio con il bel terzo posto (1h30:54) in Coppa Europa in Portogallo.

LA CRONACA - E' il caldo (24° con un tasso massimo di umidità all'88%) la principale insidia in agguato per le 50 marciatrici che si incamminano sulle strade di Daegu. La 20 km è l'unica gara del programma della quinta giornata della rassegna iridata. Nei primi 5km si forma un compatto serpentone con una ventina di atlete, tra le quali Elisa Rigaudo che, però, sceglie di tenersi più all'esterno. Capofila (23:29) è la russa, olmpionica ed iridata in carica, Olga Kaniskina, accompagnata dalla connazionale, primatista del mondo, Vera Sokolova. Nel percorso d'avvicinamento al giro di boa (10km), il gruppo si snellisce fino a dimezzarsi. In testa ci sono sempre le due russe (46:16) che nel frattempo sono state affiancate dalla compagna di squadra Anisya Kirdyapkina e dalla cinese Hong Liu. La Rigaudo controlla la situazione marciando nella vicinissima pattuglia di inseguitrici (46:17). Nei primi chilometri della seconda metà di gara la Kaniskina dà un'ulteriore sferzata al ritmo e si proietta al 15° in 1h08:03. Restano sui suoi passi solo la Kirdyapkina (1h08:08) e la Liu (1h08:12). Complice una proposta di squalifica, la Sokolova (1h08:29) perde, invece, terreno rispetto al terzetto di testa. Ne approfitta la finanziera piemontese che nel frattempo è risalita in quinta posizione (1h08:35). Si entra nella fase cruciale  della lotta per le medaglie. L'oro, il terzo in carriera, è già da un pezzo al collo della Kaniskina che conclude la sua fuga solitaria in 1h29:42. Alle sue spalle, staccata di 18 secondi, arriva la Liu che, al suono della campana dell'ultimo giro del circuito (2km), si è scrollata di dosso la Kirdyapkina a cui va il bronzo (1h30:13). Quarta (1h30:44) è, quindi, Elisa Rigaudo che, dopo aver avuto la meglio sulla russa primatista mondiale (11ª/1h32:06), ha proseguito imperterrita nella progressione che l'ha condotta al suo secondo miglior risultato internazionale di sempre dopo il bronzo olimpico di Pechino. L'azzurra sulla linea d'arrivo sorride e lancia un bacio al cielo, poi va ad abbracciare la cinese Liu con cui ha condiviso questi mesi di allenamento al Centro Marcia di Saluzzo. Ha appena marciato 20km in un Campionato del Mondo, eppure la luce che ora ha in volto supera l'ombra di qualsiasi fatica.

LE PAROLE - "A darmi tanta energia - racconta Elisa Rigaudo con un sorriso raggiante - è stato proprio il pensiero di mia figlia Elena. Questo è il mio lavoro, la mia grande passione, ma lei è la mia famiglia. Non è una gara che ho tirato fuori con l'allenamento, ho ripreso la preparazione solo da otto mesi, ma con la testa. Sono rimasta sempre lucida e ho gestito la fatica. Dieci anni di carriera mi hanno insegnato ad ascoltarmi di più. Era una gara difficile da interpretare, piena di strappi. Ho chiuso in progressione, le gambe mi sembravano vuote, ma la testa c'era tutta quanta. Ho provato inzialmente ad agganciare le prime tre, ma loro non hanno mai mollato. Non ho nessun rammarico, non potevo partire più forte, sarebbe stata una pazzia e avrei rischiato di giocarmi questo risultato. Per me oggi vale più di una medaglia. Me l'avessero detto a gennaio, non ci avrei mai creduto. Oggi ci metto la firma. E' il primo Mondiale di quella che considero la mia seconda carriera e questo quarto posto va benissimo. Il mio vero obiettivo è Londra. Questo doveva essere l'anno del rientro, il prossimo sarà quello dell'Olimpiade. Ed io punto lì. Devo dire grazie al mio tecnico Sandro Damilano, alla Federazione e al mio club, le Fiamme Gialle, perchè hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuta per rientrare a questo livello".

(Fonte: Fidal.it)



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