Silvano Chesani domani al debutto

20 Gennaio 2017

Domani, nella francese Hirson, Silvano Chesani romperà il ghiaccio nel 2017 dopo aver chiuso la scorsa stagione a Rio

Ad agosto è stato uno degli storici tre moschettieri olimpici dell'atletica trentina a Rio de Janeiro, insieme a Giordano Benedetti e Yuri Floriani. Il 2,22 in qualificazione aveva posto fine alla sua stagione tormentata e proprio dall'esperienza a cinque cerchi ha preso il via la rincorsa al 2017, nella speranza che la lunga serie di infortuni e acciacchi sia completata.

Domani per Silvano Chesani sarà tempo di tornare in pedana, con il primo test vero del nuovo anno fissato nella francese Hirson, prima di fare tappa nella "solita" Banska Bystrica l'8 febbraio.

Il poliziotto della Clarina ha trascorso le ultime tre settimane nella tiepida Tenerife, per un proficuo stage di lavoro insieme ad altri colleghi, saltatori (come Desiree Rossit) e non (i quattrocentisti Matteo Galvan e Benedicta Chigbolu, tra gli altri) sotto il sole delle Canarie.

“È stato un raduno super utile - ha dichiarato Silvano nei giorni scorsi ad Anna Chiara Spigarolo dell'ufficio stampa FIDAL - mi è piaciuto forse più di Potchefstroom, sede del raduno dello scorso anno. In entrambi i casi ero senza il mio allenatore, Giuliano Corradi, e provare nuovi approcci è sempre vantaggioso. Con Marco Tamberi, che porta avanti un’idea di alto completamente diversa dalla nostra, era stato come cambiare punto di vista tecnico, guardare il mio salto da un altro punto di vista. Quest’anno con Paolo Camossi invece ho sviscerato, ovviamente, i balzi: lavorare con un esperto come lui, campione mondiale di triplo, è stato più che prezioso. Con Giuliano ogni anno cerchiamo di cambiare qualcosa, quest’anno sono tornato a lavorare tanto sulla forza e sulla quantità di balzi. Ho iniziato a staccare solo a dicembre, cerco di moderare gli stress alla caviglia, Oltretutto a Tenerife ho potuto anche in certo senso vestire i panni del tecnico, dando un'occhiata a Desiree secondo le indicazioni del suo allenatore Gianfranco Chessa. È stato molto divertente, anche perché, quando deciderò di smettere di fare l’atleta, vorrei fare l’allenatore. Attenzione però… almeno fino a Tokyo 2020 non ne voglio sentir parlare!””.



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