Le nostre medaglie: Torun da record
22 Marzo 2026di Christian Diociaiuti
Dai Campionati Mondiali Indoor di atletica leggera 2026 arrivano conferme pesanti per l’atletica del Lazio. Non solo presenza, ma qualità vera. E podi importanti nell'edizione dei record con cinque pesanti medaglie che gli azzurri riportano dalla Polonina e da Torun dopo tre giorni di emozioni pure. Due ori con Dosso e Diaz e un argento con Furlani che rendono orgoglioso il Lazio, come l'impegno da chi ha partecipato tenendo alti i colori del movimento laziale e, ovviamente, azzurro.
Ori che parlano anche romano. Il primo squillo è quello di Andy Diaz, che nel triplo mette subito le cose in chiaro: 17,47 al primo salto per l'atleta delle Fiamme Gialle e gara praticamente chiusa. Un dominio tecnico e mentale, costruito anche nel lavoro quotidiano a Roma, Castelporziano, con il "capitano" Fabrizio Donato, dove il campione azzurro ha trovato continuità e struttura.
Per lui è il secondo titolo mondiale indoor consecutivo. Poi arriva la serata perfetta di Zaynab Dosso, che nei 60 metri diventa la donna più veloce del mondo. Il 7.00 in finale è una sentenza, ma ancora di più lo è la gestione della giornata: miglior tempo in semifinale e controllo totale nell’atto decisivo. Anche qui, il Lazio c’entra eccome: la sua crescita passa dagli allenamenti a Roma con Giorgio Frinollo, da un lavoro costante che oggi paga il conto più bello, in un crescendo partito da lontano e su cui conta molto il lavoro del tecnico azzurro nella Capitale, ormai seconda casa dell'emiliana delle Fiamme Azzurre. E poi c’è Mattia Furlani. L’argento nel lungo (8,39, personale eguagliato) arriva al termine di una gara vera, di quelle che tengono tutti col fiato sospeso. Furlani (Fiamme Oro) combatte, sale in testa, viene superato all’ultimo salto dal portoghese Gerson Baldè, che arriva a 8,46.
Settima medaglia di fila, ennesimo podio mondiale in una gara strepitosa ed emozionante, iniziata con il mal di pancia a tormentargli la serata ma anche col tifo da Rieti e la Studentesca radunata al cinema per vedere le gesta di Mattia sul maxi schermo e sostenere anche mamma-coach Kathy Seck.
Ma il Lazio celebra anche chi sul podio non c'è arrivato ma ha dato tutto pur di emergere in una competizione di altissimo livello tecnico, come vuole un mondiale. Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre) apre il Mondiale vincendo la batteria degli 800 in 1:59.87, miglior tempo complessivo. Poi sfiora la finale con 1:59.33, a otto centesimi dal record italiano. Considerando febbre e viaggio last minute, è una prova di carattere puro. Nei 1500 cresce ancora Federico Riva (Fiamme Gialle): finale centrata e settimo posto in 3:40.98. Sempre nel vivo della gara, sempre competitivo. E il settimo posto mondiale fa sperare benissimo per le prossime uscite internazionali. Sui 60 ostacoli Lorenzo Simonelli (Esercito) centra la finale mondiale e chiude ottavo in 7.52. Non il risultato che cercava, ma la terza finale iridata consecutiva dice già tutto sulla sua dimensione. Capitolo mezzofondo femminile: Marta Zenoni (Luiss) si ferma in batteria nei 1500, ma resta parte di un movimento che continua a spingere forte anche al femminile.
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