Andrea Milardi, l'atletica non ti dimentica

24 Marzo 2026

A 10 anni dalla scomparsa di Andrea Milardi, il ricordo di FIDAL Lazio. Il presidente Fabio Martelli lo celebra: un’eredità fatta di valori, giovani e comunità che ancora guida l’atletica laziale e la Studentesca
di Christian Diociaiuti

A dieci anni dalla scomparsa di Andrea Milardi, FIDAL Lazio vuole ricordarlo. Scomparso a 71 anni nel 2016, Milardi è tuttora la pietra miliare dell'atletica laziale e nazionale. Il ricordo di lui resta vivo e potente, capace di attraversare il tempo senza perdere forza. Una figura che ha segnato in profondità l’atletica laziale e nazionale, non solo per i risultati ottenuti, ma per la visione e i valori trasmessi. Quanti atleti approdati dalla sua Studentesca ai gruppi sportivi militari, quanti cresciuti come donne e uomini di sani valori grazie alle sue "lezioni" in pista e in pedana. 

A volerlo ricordare, esattamente il 24 marzo, è il presidente della FIDAL Lazio, Fabio Martelli, che ha voluto affidare a parole sentite e partecipate il ricordo di Milardi: “Parlare di Andrea significa parlare di un uomo che ha dato tutto all’atletica, senza mai chiedere nulla in cambio. La sua eredità non è fatta solo di titoli o incarichi – pur straordinari – ma di persone, di ragazzi cresciuti con i suoi insegnamenti, di dirigenti e tecnici che ancora oggi si ispirano al suo modo di intendere lo sport". Milardi, presidente del Comitato regionale FIDAL per tre mandati consecutivi dal 1992 al 2004, vicepresidente del Comitato Regionale Lazio del CONI e Consigliere Federale, ha rappresentato un punto di riferimento assoluto. Ma, come sottolinea Martelli, il suo lascito va ben oltre le cariche: “Ci ha insegnato che l’atletica è prima di tutto educazione, rispetto, sacrificio. Ha costruito qualcosa che non si può misurare solo con le medaglie: una comunità. E quella comunità oggi continua a camminare sulle sue gambe, ma con il suo cuore". 

Il pensiero corre inevitabilmente alla Atletica Studentesca che oggi porta il suo nome. la sua creatura più preziosa, diventata negli anni un modello riconosciuto a livello nazionale. Una realtà che continua a produrre talenti e a portare in alto il nome di Rieti e del Lazio, incarnando ogni giorno i valori del suo fondatore.  “Quando vediamo un giovane atleta crescere, quando assistiamo a un successo internazionale nato da quel vivaio, sappiamo che lì dentro c’è ancora Andrea,” aggiunge Martelli. “La sua intuizione, la sua passione, la sua capacità di credere nei ragazzi prima ancora che nei risultati". Ultima testimonianza, quella di Mattia Furlani: su quel "piccoletto" che saltava e correva è stato il primo a puntare. E oggi avrà un grande sorriso nel vederlo sul podio mondiale, olimpico, nazionale. 

Un’eredità concreta, visibile, che si riflette nei grandi nomi dell’atletica italiana di oggi e nei tanti giovani che continuano a scegliere la pista come strada di vita. il tutto portatao avanti da Cecilia, Vittoria, Chiara, Alberto. “Dieci anni possono sembrare tanti,” conclude il presidente FIDAL Lazio, “ma per figure come Milardi il tempo non cancella nulla. Anzi, rende ancora più chiaro quanto sia stato importante. A lui dobbiamo gratitudine, rispetto e la responsabilità di portare avanti ciò che ha costruito. Senza scorciatoie, proprio come avrebbe voluto lui". 

LA BIO DI ANDREA MILARDI (da stadioguidobaldi.it)
Andrea Milardi e la Studentesca


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