Il bilancio del presidente Paolo Valt

È “8” il voto del presidente del Comitato regionale Fidal Alto Adige/Südtirol alla stagione appena conclusa. Valt traccia il bilancio e rilancia, “impianto indoor una priorità”. Elogio all’Athletic Club ’96 Alperia di Bolzano per il quinto scudetto
BOLZANO - Il quinto scudetto dell'Athletic Club '96 Alperia di Bolzano, i sette titoli italiani individuali conquistati, una generazione di giovani ai vertici del ranking nazionale e con quel sogno dell’impianto indoor. A metà mandato il presidente del Comitato Fidal Alto Adige/Südtirol, Paolo Valt traccia il bilancio della stagione che sta per volgere al termine. Tra le priorità portare in Alto Adige la finale ‘A’ (ex finale Oro) del Campionato di società assoluto su pista a Bressanone e, sempre nella città della Val d’Isarco, anche la Coppa Europa di prove multiple del 2028.

-Presidente, che voto dà alla stagione complessiva dell'atletica altoatesina?
«Otto. Lo dico con convinzione. Il punto più alto della stagione è stato il quinto scudetto dell'Athletic Club '96 Alperia di Bolzano che si è imposta nella Finale Oro del Campionato di Società assoluto. La società bolzanina, che aveva vinto il titolo nel 2019, 2020, 2022 e 2024, è ormai una presenza stabile ai vertici nazionali. Ai Campionati Italiani individuali, tra indoor ed outdoor, abbiamo portato 40 atleti di dieci società. Sul piano organizzativo abbiamo dimostrato di saper fare sistema e l’esempio è stato il “Brixia Next Gen” e il “Trofeo delle Regioni Master”».

-Chi sono i nuovi talenti dell’atletica altoatesina?
«Il 2026 ci ha consegnato una generazione giovanissima e già competitiva. Il mio pensiero va a diversi atleti. Parlo di Manuel Lorenzon, campione italiano nel pentathlon indoor e argento nel decathlon allievi, Hannah Thaler, campionessa italiana under 20 nel giavellotto, e Clara Seehauser, campionessa italiana Cadette nel getto del peso ad Agropoli. C’è poi un ranking nazionale che conferma la solidità del nostro vivaio. Tra i primi sei d'Italia ci sono, tra gli Juniores, Frederic Schöpf nel decathlon, Maximilian Springeth nel lungo e Julian Fliri nell'alto, tra le Juniores, Alexa Schneider, seconda in Italia nei 400 ostacoli, Greta Amhof nel lungo, Hannah Thaler e Selma Göller nel giavellotto, e tra gli Allievi, ancora Lorenzon, nel decathlon e nell'alto. Molti di loro fanno parte dello Youth Elite Team. Con il Fidal Junior Elite, che stiamo definendo, vogliamo accompagnarli nel passaggio tra Allievi a Juniores, il passaggio di categoria dove si rischia di perdere più talenti».

-Come stanno lavorando le società sul territorio?
«Le società sono la vera forza dell'atletica altoatesina. Quasi cinquanta realtà che lavorano con risorse spesso limitate, ma con una passione e un impegno straordinari: per questo ringrazio tecnici e volontari. La collaborazione con il Comitato è buona e la vogliamo rafforzare, a partire dalla formazione di nuovi giudici, indispensabili per organizzare sempre più gare. C’è poi l’aspetto della formazione e l’aggiornamento dei tecnici, con corsi locali e raduni riconosciuti come punti formativi.

Sempre in atto è la ricerca di nuovi atleti attraverso iniziative con l'università e con le scuole, come quella avviata per facilitare il tesseramento degli studenti universitari».

-Siamo a metà legislatura: cosa è stato fatto e cosa c'è ancora da fare?
«Abbiamo costruito una vera filiera per i giovani. Lo Youth Elite Team segue 39 atleti con uno staff tecnico-scientifico di alto livello: i fisioterapisti Davide Lorenzi e Armin Harrasser di Omnia Physio, la nutrizionista Hanna Thuile e la mental coach Monika Niederstätter. Il Brixia Next Gen è cresciuto fino a diventare un appuntamento di respiro internazionale con 564 atleti. Dopo 40 anni abbiamo riportato a Bolzano una manifestazione nazionale come il “Trofeo delle Regioni Master” e allargato la rete dei partner, Alperia, Sportler e Banca BTS, con la collaborazione di Dolomiti Athletic Center. La mia priorità resta la realizzazione di un impianto indoor ma anche consolidare tecnici e giudici, trovare nuove risorse per le trasferte dei nostri atleti e rafforzare le discipline più fragili, come la marcia».

-A livello di impianti ci saranno novità per il 2027?
«Sui campi all'aperto il territorio si sta muovendo. A Bressanone il campo è stato rifatto e a Merano è in programma il rifacimento del “Combi”, a otto corsie, un impianto importante per ospitare in futuro manifestazioni nazionali e internazionali. A San Martino in Passiria il campo, pur a quattro corsie, è stato rifatto nuovo e a Silandro c'è un progetto di rifare la pista. Per il 2027 ho chiesto al Comune di Bolzano un incontro per migliorare e ammodernare il campo Coni al fine di poter ospitare altre manifestazioni nazionali. Mi piacerebbe coinvolgere anche Laives ma è necessario il rifacimento della pista».

-Come definisce i rapporti con la FIDAL centrale?
«Ottimi. C'è molta collaborazione, con gli uffici, con il presidente Stefano Mei e con i consiglieri nazionali. Il presidente Mei è stato a Bressanone per il Brixia Next Gen e ha mostrato un'attenzione concreta verso il nostro territorio. C’è un rapporto di fiducia reciproca che ci aiuta a costruire progetti e a portare in Alto Adige eventi di livello nazionale».

-In Alto Adige l'atletica italiana è sempre venuta volentieri: ci sono progetti e candidature per eventi futuri?
«Sì, e con ambizione. Il 30 maggio 2027 ci sarà il terzo Brixia Next Gen a Bressanone. Per il 2027 mi sto adoperando per portare in Alto Adige la Finale “A” Scudetto (nuova denominazione dell’ex Finale Oro, ndr) dei Campionati di Società, sempre a Bressanone, che onorerebbe l’impegno dell’Athletic Club ’96 Alperia di Bolzano campione d'Italia in carica. Per il 2028 siamo in trattativa per riportare a Bressanone, dopo 17 anni, la Coppa Europa di prove multiple per Nazioni.  A Bressanone ci sono storia, l'impianto e le competenze. Ovviamente siamo aperti per candidarci per altri eventi nazionali, anche giovanili, qualora ci siano le condizioni».

Marco Marangoni


La rappresentativa dell'Alto Adige/Südtirol al Brixia Next Gen


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