FdS: un'Isinbayeva da sogno

13 Ottobre 2019

“Impossibile non innamorarsi della possibilità di volare“ è stato il cuore del messaggio lasciato dalla primatista mondiale Yelena Isinbayeva nell'incontro al Festival dello Sport di Trento

Alla seconda edizione del Festival dello Sport dedicata ai fenomeni non poteva mancare la russa Yelena Isinbayeva. Numero uno assoluta nella storia del salto con l’asta, in carriera ha migliorato 28 volte il record mondiale della specialità ed è stata due volte medaglia d’oro olimpica (2004 e 2008), tre volte medaglia d’oro mondiale (2005, 2007, 2013), nominata tre volte atleta femminile dell’anno dalla Iaaf. Il 22 luglio 2005 è diventata la prima donna a valicare la storica barriera dei 5 metri. Tutt’ora suo il record mondiale fissato a 5.06.

La campionessa russa è stata accolta da una Sala Depero gremita all’inverosimile. Ha cominciato raccontando i suoi primi passi nello sport: “Ho iniziato a cinque anni con la ginnastica artistica, poi quando avevo quindici anni il mio allenatore si è accorto che ero troppo alta per riuscire ad esprimermi al meglio in quella disciplina e mi ha consigliato di provare con il salto con l’asta”. All’inizio Isinbayeva non era entusiasta. “Confermo, l’approccio non è stato dei migliori poi però con il passare del tempo tutto è cambiato. Ricordo che i primi salti erano a 2.80 - 2.90 e la possibilità di volare mi ha immediatamente fatto battere forte il cuore”. Uno dei momenti più belli della super carriera di Yelena è stato il superamento della barriera dei cinque metri: “Ci trovavamo a Londra, avevo appena saltato 4.96 e il mio allenatore mi ha chiamata per dirmi di provare ad alzare subito verso i 5 metri. Di solito noi procediamo di un centimetro alla volta, quel giorno però mi aveva visto particolarmente in forma e le condizioni climatiche erano perfette. Mi sono detta “perché no?”. Quando ho visto la bandiera bianca, ho capito di essere entrata veramente nella storia. E’ vero che il record assoluto è ancora mio ma è altrettanto vero che, prima o poi, verrà superato. Nessuno però potrà dimenticare la prova di Londra”.
Dei 28 record fatti registrare nessuno è mai stato ottenuto in Russia: “Quando gareggiavo io nella mia Patria non si organizzavano manifestazioni particolarmente importanti - ha spiegato l’ex saltatrice -. Per dare il meglio ho sempre avuto bisogno di tribune piene che mi spingessero e in casa non le ho mai trovate”. Sull’impossibilità che attualmente hanno gli atleti russi di partecipare alle gare internazionali per la questione legata al “sistema doping di stato” è stata netta: “Non lo trovo corretto, io rispondo solo per le mie azioni non per quelle degli altri. Personalmente non ho mai fatto uso di doping, ma non ho potuto prendere parte a diversi eventi nella parte finale della mia carriera”.
Isinbayeva è madre di due figli, una bambina di 5 anni e un bambino di un anno e mezzo: “Certo, mi piacerebbe diventassero degli atleti di livello, ma né io né mio marito metteremo loro alcuna pressione. L’importante è che siano sempre felici”. 

 

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