Ci sono immagini che raccontano molto più di mille parole.
06 Maggio 2026Ci sono simboli che, ancora oggi, riescono a tenere insieme un intero territorio.
A distanza di 50 anni dal tragico terremoto del Friuli del 1976, il ricordo continua a vivere attraverso gesti concreti, iniziative condivise e momenti di profonda unità. Tra questi, spicca una testimonianza dal valore straordinario: la “1ª Staffetta del Ricordo – Gemona-Trieste”, organizzata il 5 maggio 2012.
Una staffetta non solo sportiva, ma profondamente simbolica. Un percorso che ha idealmente unito i luoghi colpiti dal sisma con il cuore della regione, trasformando la corsa in memoria viva, in identità collettiva, in appartenenza.
Una pergamena che racconta un popolo
Al centro di questa storia c’è una pergamena, oggi ancora custodita con orgoglio da Ruggero Poli (Presidente del San Giacomo Trieste), che rappresenta molto più di un semplice documento.
Firmata da sindaci, assessori e dal Prefetto, raccoglie le adesioni delle istituzioni lungo tutto il percorso della staffetta. Ogni firma è un segno tangibile di partecipazione, di responsabilità e di memoria condivisa.
Sul documento si legge chiaramente il messaggio che sintetizza lo spirito dell’iniziativa:
“Dal Friuli alla Venezia Giulia una sola regione, un solo popolo.”
Parole che, ancora oggi, risuonano con forza e attualità.
Lo sport come ponte tra passato e futuro
L’atletica leggera, ancora una volta, si dimostra veicolo privilegiato di valori profondi.
Correre, in questo caso, non è solo competizione: è testimonianza, è rispetto, è memoria.
La staffetta Gemona-Trieste ha rappresentato un ponte ideale tra passato e futuro, tra chi ha vissuto quei giorni drammatici e le nuove generazioni, che attraverso iniziative come questa possono comprendere, ricordare e custodire.
Istituzioni unite, comunità protagonista
Le firme presenti sulla pergamena raccontano anche un altro aspetto fondamentale:
la capacità delle istituzioni di fare squadra, di esserci, di condividere un percorso.
Dai Comuni attraversati fino alle più alte cariche presenti, ogni adesione ha contribuito a costruire un messaggio forte: la memoria è un patrimonio collettivo, e come tale va preservata insieme.
Un’eredità da custodire
Nel ricordare il terremoto del Friuli, non si celebra solo il dolore, ma soprattutto la straordinaria capacità di rialzarsi, di ricostruire, di guardare avanti.
Quella pergamena, quelle firme, quella staffetta rappresentano tutto questo.
E oggi, più che mai, ci ricordano che lo sport può essere molto più di una gara:
può essere memoria, identità e comunità.
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