Cadetti/e laziali al top in Italia

23 Novembre 2017

Le graduatorie nazionali 2017 confermano il Lazio protagonista con la categoria cadetti/e.

Poco più di un mese fa portavano in alto i colori laziali a Cles, con il loro impegno ed una determinazione esemplare nel conquistare titoli tricolori e trascinare la rappresentativa regionale verso un altro podio storico. Ecco chi sono i cadetti e le cadette della nostra regione che hanno brillato di più nel corso di tutta la stagione all’aperto, firmando le graduatorie nazionali con prestazioni da vertice.  

Lorenzo Benati (Atletica Roma Acquacetosa): Se dovessimo assegnare un oscar di categoria per l’anno atletico appena trascorso, probabilmente il premio sarebbe tutto suo, alla luce di prestazioni strepitose in quell’intervallo metrico compreso tra i 200 ed i 300. Sulla distanza olimpica è stato il primo cadetto di sempre a violare il muro dei 22 secondi in giugno, con 21.98, pochi giorni dopo aver letteralmente sgretolato la migliore prestazione italiana sui 300 metri, con un 34.07 da urlo a Fidenza. Di grande prestigio nel corso della stagione anche crono da 16.84 sui 150 metri, 51.23 sul giro di pista ed un 39.05 sui 300 ostacoli, indizio inequivocabile di una spiccata duttilità del ragazzone romano allenato da papà Mario, che già lo vedeva volare in marzo a ritmi da record con la m.p.i. sui 200 indoor di 22.61.

Massimo Flamigni (Runners Ciampino): una stagione dopo l’altra e quel ragazzino che aveva iniziato sulla pista di Ciampino è adesso un mezzofondista eclettico e di grande prospettiva. Sui 600 metri ha il miglior crono dell’anno con 1:25.06, ma è sulle siepi che ha trovato il titolo italiano, su quei 1200 siepi in cui vanta anche la migliore prestazione dell’anno con 3:23.08, in una gara in luglio che lo vide duellare con Giorgio Saddi (Atl. Frascati), quarto tempo 2017 con 3:24.97. Di livello anche il 2:36.44 sui 1000 metri, che lo colloca al terzo posto in graduatoria nazionale 2017, il tutto per la gioia del suo tecnico Ranieri Carenza, tra i migliori mezzofondisti italiani negli anni ’80. Atleta particolarmente tenace e dotato di un’ottima progressione, nel suo secondo anno di categoria è esploso con prestazioni ad effetto.

Giulio Luciani (Atletica Frascati): è stato il re delle barriere, fenomeno in crescendo sui 300 ostacoli, fino a centrare la migliore prestazione italiana con cronometraggio elettrico, grazie ad  un fine settimana strepitoso proprio ai campionati italiani in Trentino. Un doppio primato, prima con 38.41 in qualificazione e quindi con il 38.37 del titolo nazionale, a confermare la perfetta finalizzazione alla gara più importante dell’anno. Allenato da Giorgia Di Paola sulla pista di Frascati, l’atleta castellano non sfigura neanche sulle prove in piano, come testimonia anche la sua leadership stagionale sui 500 metri (1:09.69) ed un ottimo 1:29.81 sui 600 metri indoor, seconda prestazione del 2017 (1:25.50 all'aperto).

Francesco Pavoni (Esercito Sport&Giovani): pieni di significato i momenti finali della sua gara di salto in alto a Cles, l’apice di una stagione costruita lavorando assiduamente con il suo tecnico Flavio Rambotti sulla tecnica e la velocità di azione, in una specialità tra le più complesse da costruire in questa fascia di età. Proprio in un brutto momento personale del suo allenatore, Francesco ha saputo trovare concentrazione e motivazioni per prendere in mano la gara più importante della sua giovane carriera e conquistare il titolo italiano. E’ stato l’unico in Italia nel 2017 a valicare l'asticella a 2 metri. Al femminile è salita a 1,64 Sara Porfiri (Lib. Castelgandolfo-Albano), sesta in Italia. In tema di alte quote buona stagione anche per Tommaso Purri (Atl. Pomezia) nel salto con l’asta, terzo a Cles con 3,80, seconda misura nelle graduatorie nazionali, davanti a Alfredo Silvestro (Fiamme Gialle Simoni), e della giovane Luce Barbi (Area LBM Sport Team) salita a 3,15 nella medesima specialità e bronzo tricolore in ottobre.

Benedetta Benedetti (Lib. Castelgandolfo-Albano): Lo scorso anno aveva salutato la categoria Ragazze con il record regionale di 14,36 con il peso da 2Kg, quest’anno si è presentata alla grande nel debutto tra le cadette sfornando lanci da capolista. Anche per lei l’impresa dell’anno è coincisa con gli Italiani di Cles, un 13,92 senza tanti fronzoli, per dimostrare in pedana chi era la più forte. Il suo titolo italiano è stato la giusta ricompensa per un’atleta possente e dalle grandi potenzialità, allenata da qualche anno da Rodolfo Silvestri.

Livia Caldarini (Lib. Castelgandolfo-Albano): quando c’è lei in gara difficile strapparle il ruolo di protagonista. Il mezzofondo è il suo mondo, dimostrando una facilità di corsa disarmante che ha monopolizzato le sue tante gare in stagione. Dai 600 ai 2000 metri quest’anno è stato dominio assoluto in tutte le uscite, con un solo secondo posto a Fidenza in maggio. Per il resto solo successi, di cui il più importante quello di Cles sui 2000 metri, e ben tre primati italiani stagionali oltre che record regionali, tra cui quello storico sui 1000 metri di Alessandra Belleggia, datato addirittura 1980.

Ma le cifre parlano da sole: 1:35.30 sui 600 metri, 2:52.62 sui 1000 metri e 6:21.48 sui 2000 metri, la ragazza cresciuta sotto la guida di Carlo Festa fa proprio sul serio.

Alessia Cappabianca (Esercito Sport & Giovani): non ha ottenuto il titolo a Cles ma merita il suo spazio, perché quest’anno è stata lei la più veloce nello sprint regionale. Il primato italiano di 9.76 in primavera sugli 80 metri, l’ha proiettata in una nuova dimensione, togliendo in quell’occasione quasi tre decimi al personale. In precedenza aveva firmato anche un prestigioso 18.25 sui 150 metri, migliore prestazione italiana virtuale, perché quel giorno l’amica rivale Ginevra Ricci faceva un centesimo meno. Ma la romana, allenata da Claudia Pacini, è sulla velocità breve che esprime il suo top, come ha confermato anche lo splendido 11.97 sui 100 metri al Brixia Meeting in giugno, migliore prestazione italiana di categoria.  Completa il quadro dei suoi migliori risultati stagionali anche un 25.30 sui 200 metri sempre nel primo periodo di giugno.

Ludovica Giannursini (Studentesca Rieti Andrea Milardi): le è mancato il grande acuto a Cles, eppure la giavellottista reatina ha confermato le aspettative in un’annata decisamente positiva. Dopo il ciclone Carolina Visca il rischio poteva essere un periodo interlocutorio per la specialità in ambito regionale, invece grazie a Ludovica sono arrivati buoni risultati e un miglioramento fino a 46,75, seconda prestazione dell’anno in Italia, per la gioia di papà Roberto, allenatore e suo primo tifoso.

Ginevra Ricci (Area LBM Sport Team): è l’altra faccia della velocità laziale, con Alessia Cappabianca ha rivaleggiato e ottenuto grandi prestazioni nell’arco di tutta la stagione. Esaltante come detto la vittoria al photofinish in primavera sui 150 metri proprio contro la sua amica e avversaria, con tanto di migliore prestazione italiana (18.24). Una grande soddisfazione poi sono stati i 200 metri corsi sulla pista dello Stadio Olimpico alla vigilia del Golden Gala, dominati in un eloquente 24.67, crono che fa il paio con la m.p.i. indoor di 24.88.  Le doti nella velocità prolungata le portano anche un successo a Fidenza con 40.06 sui 300 metri, è allenata da Erik Maestri.

Tra gli altri cadetti in evidenza quest'anno, citazione di merito per le due giovani protagoniste della marcia laziale Miriam Franco (Atl. Colleferro Segni) e Ilaria Migliardi (Fiamme Gialle Simoni), che hanno chiuso in vetta nella graduatoria nazionale 2017 sui 2000 metri. Per Miriam Franco prima piazza con 10:03.54, seguita dalla corregionale con 10:04.02, entrambi i tempi ottenuti sulla pista di Latina nella gara più veloce dell’anno. Tra i migliori marciatori italiani c’è anche Fernando Arcangeli (Ludus Atl. Lib. Valmontone Zagarolo) bravo a presenziare ai primi posti nazionali sia sui 3000 che sui 5000 metri.

Menzione doverosa quindi per il lanciatore Nathan Fiore (Fiamme Gialle Simoni) terzo nella graduatoria italiana di lancio del disco e non distante dalla vetta di specialità con il suo 41,21, nonché Leonardo Pitò (Olimpia Nettuno) arrivato fino a 57,29 nel giavellotto, quinto in Italia. Nelle prove multiple hanno duellato sempre molto “vicine” in termini di punteggi Cecilia Rinaldi (Studentesca Rieti Andrea Milardi) e Francesca Amadori (Atl. Frascati), con quest’ultima autrice di un brillante terzo posto nella rassegna nazionale. Negli ostacoli ha trovato il suo spazio poi Federica Tozzi (Fiamme Gialle Simoni) salita anche lei sul podio a Cles con 45.99 sui 300 ostacoli.

Non male infine il bilancio in chiave staffette, con il quartetto maschile dell’Esercito Sport&Giovani costituito da Daniele Scarparo, Lorenzo Simonelli, Virginio Ascani, Alessandro Galli al vertice nazionale nella staffetta mista 100-200-300-400 con 2:07.08, e secondo in 4x100 con 45.36. Un grande apporto a tal proposito è arrivato da Lorenzo Simonelli, sempre nel lotto dei migliori sugli ostacoli alti. Ancora in tema di staffette il terzetto delle Fiamme Gialle Simoni composto da Emiliano Orsillo, Tiziano Polzoni e Riccardo Pigheddu ha dominato la scena nazionale della 3x1000 ottenendo un ottimo 8:14.79, con lo stesso Emiliano Orsillo autore in primavera anche della migliore prestazione dell’anno sui 200 ostacoli con 27.82. Tra le cadette da registrare i primi posti nelle rispettive graduatorie per Area LBM Sport Team nella staffetta mista 100-200-300-400 con Chiara Fratocchi, Chiara Rossi, Flavia Velluti, Ginevra Ricci (2:21.94), e per il formidabile terzetto della Libertas Castelgandolfo-Albano in 3x1000, con le ragazze da record Alexandra Le Lerre, Michela Pompei e Livia Caldarini inavvicinabili dall’alto del loro 9:22.21. A queste si aggiunge il primo posto delle Fiamme Gialle Simoni nell’inconsueta prova 4x200, con Yasmin Scirocchi (in evidenza sui 200 ostacoli con 30.98 che le è valso il secondo posto in graduatoria 2017), Federica Tozzi, Elisa Andreini, e Ilaria Martinoli.  


Giulio Luciani


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