Belgrado: Chesani 6°, Crippa 7°

06 Marzo 2017

Buoni piazzamenti nella finale degli EuroIndoor per i due trentini Silvano Chesani, sesto nell'alto, e Yeman Crippa, settimo nei 3000

Sesto posto per Silvano Chesani, settimo per Yeman Crippa: il giorno della finale degli EuroIndoor di Belgrado dei due poliziotti trentini propone intriganti piazzamenti che lasciano interessanti prospettive per la stagione estiva. Argento due anni fa a Praga, quando però la condizione era ben più cementata, Silvano Chesani a Belgrado si è arreso a 2,27, mancando l'appuntamento con un'altra storica medaglia tre centimetri più in su. Nel mentre Yeman Crippa provava ad interpretare al meglio un 3000 tattico, ma l'assenza di lavori specifici (di fatto l'EuroIndoor non era nei piani) si è fatta sentire nel forsennato finale. Ecco di seguito il racconto delle due gare redatto dal capo ufficio stampa federale Marco Sicari.

 

La finale dell'alto maschile non sorride ai colori azzurri. La bella impressione destata in qualificazione da Silvano Chesani trovo solo parziale conferma nel turno decisivo, dove il trentino è spinto indietro in classifica (al sesto posto) dagli errori commessi nel pertcorso di gara. Il 2,27 ottenuto dall'azzurro è infatti pari alla misura che regala il bronzo al bielorusso Pavel Seliverstau, ma nel conteggio complessivo pesano - ai danni di Chesani - i due falli commessi a 2,27 (uno) e 2,23 (il secondo). Quando l'asticella sale ulteriormente, a quota 2,30, non c'è niente da fare (malgrado il tifo scatenato di Gimbo Tamberi in tribuna).

Chesani ha anche la classica "palla sul dischetto" al terzo tentativo sulla misura, quando un salto positivo gli regalerebbe ufficialmente il bronzo, ma l'esito non è quello sperato. L'oro lo prende, un po' a sorpresa, il polacco Sylwester Bednarek, che risale in classifica (aveva superato i 2,27 al terzo tentativo) valicando prima i 2,30 alla seconda, poi, unico a riuscire, i 2,32. L'argento è del britannico Robbie Grabarz, il cui ruolino è immacolato fino a 2,32, quando commette il primo errore, seguito da due altri rossi a 2,34.

I 3000 metri al maschile esaltano gli amanti delle prove tattiche. I primi due chilometri (2:50, 5:34) scorrono senza che accada nulla di particolare. La gara, ovviamente, diventa un chilometro lanciato, tra i mille contatti tipici di questa situazione. Gli azzurri Marouane Razine e Yeman Crippa scelgono condotte opposte: il primo cerca le posizione di testa, il secondo galleggia invece in quelle di coda. Alla fine, però, le strade dei due italiani finiranno per incrociarsi. Il finale è tutto nel confronto tra lo spagnolo Adel Mechal e il norvegese Henrik Ingebrigtsen, che finiscono nell'ordine (8:00.60 contro 8:00.93) davanti al tedesco Ringer (bronzo in 8:01.18). Razine non riesce a trovare lo spunto decisivo, e nei metri finali è praticamente raggiunto dal compagno di nazionale Crippa, senza però che il sorpasso per il sesto posto si compia. A gara finita un supplemento d'emozione: Razine viene dapprima squalificato per invasione di corsia, poi, dopo il reclamo della delegazione azzurra, reinserito in classifica (8:04.19). Crippa termina in 8:05.63 (settimo).



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