''Paoletta-Draisci, amiche della velocità''

30 Aprile 2019

Le atlete dell'Esercito con i giovani delle Scuole di atletica del Paolo Rosi e delle Terme di Caracalla per "A scuola con gli azzurri": "Fate sport e non mollate. I nostri obiettivi? Eccoli"

Nuovo doppio incontro per il progetto “A Scuola con gli azzurri”. Le velociste dell’Esercito Ilenia Draisci e Jessica Paoletta hanno incontrato i giovani atleti delle Scuole di atletica, rispettivamente delle Terme di Caracalla e del Paolo Rosi. A margine, ne è nata una intervista doppia con le due romane allenate da Maura Cosso.

Chi sono Ilenia e Jessica nella vita di tutti i giorni e che hobby hanno?
I: Sono una ragazza solare, molto legata alla famiglia e che ama stare in compagnia degli amici!
Una ragazza come tante, che è riuscita a realizzare il sogno di fare della propria passione il proprio lavoro, grazie al Gruppo Sportivo dell'Esercito.

J: Sono una ragazza comune, come tante altre. Mi piace la musica italiana, i libri che raccontano storie d'amore e di avventure, sto preparando la tesi di laurea magistrale in psicologia.

Come ti sei avvicinata all’atletica e grazie a chi?
I: Avevo 7 anni quando i miei genitori mi chiesero quale sport volessi praticare. Io senza pensarci due volte dissi di voler fare calcio (lo stesso sport che praticava mio fratello); mia mamma cercò in ogni modo di farmi cambiare idea, e io arrivai a dire che se proprio non avrei potuto fare calcio, allora avrei fatto atletica (l'altra attività sportiva che in quegli anni praticava mio fratello). E fu così che mi presentai allo stadio di Pomezia, il campo che col tempo è divenuto la mia seconda casa e nel quale ancora oggi mi alleno.

J: Ero in seconda media e mi sono avvicinata all'atletica grazie al professore di sostegno, che mi fece partecipare ai Giochi Sportivi Studenteschi, venivo dalla ginnastica ritmica che lasciai l’anno seguente per dedicarmi all’atletica leggera.

Come è stato fare lezione ai giovani delle Scuole di Atletica?
I: Trasmettere la propria passione e le proprie conoscenze ai giovani è sempre una grandissima emozione! "A Scuola con gli azzurri" mi ricorda un progetto al quale da piccola partecipai "Una giornata coi campioni". Ancora ricordo quell'esperienza con molto entusiasmo, io così piccola ma già così ambiziosa, sono riuscita successivamente a realizzare il sogno della mia vita: fare l'atleta per professione. Ecco, in alcuni dei giovani incontrati ho rivisto la mia stessa grinta di allora e ho detto loro di crederci sempre. Io ero una di loro, e se ce l'ho fatta io, possono farcela anche loro.
Gli auguro con tutto il cuore di realizzare i propri sogni. Se non nello sport, comunque nella vita.

J: È stata una bellissima esperienza, sono certa che quando ami l’atletica riesci in qualche modo a far vedere questa passione e a trasmetterla ai ragazzi, come ho provato a fare con i ragazzi del Paolo Rosi.

Ti piacerebbe allenare in futuro o ci sono altri progetti nella tua vita?
I: L'atletica è la mia vita il mio mondo! Adoro i bambini e mi piacerebbe unire la mia passione per l'atletica a quella per l'educazione dell'infanzia; il sogno è quello di riuscire a combinare le due cose, chissà, magari attraverso un progetto di atletica all'interno delle scuole! Allenare atleti evoluti? Mai dire mai. Al momento, però, mi sento ancora troppo atleta per pensare di passare dall'altra parte.

J: No, non penso di allenare, vorrei staccare e concentrarmi su me stessa, e magari intraprendere un percorso inerente ai miei studi. Poi non si può mai sapere per me l’atletica è vita, al momento non mi saprei immaginare senza!

Se non avessi fatto la velocista quale specialità ti sarebbe piaciuto fare?
I: Da piccolina mi sono più o meno divertita in tutte le specialità: ostacoli, salto in lungo, salto in alto, vortex, salto triplo, 300, 600, addirittura ho partecipato a una gara di marcia su strada. Da sempre ho mostrato particolari abilità nella velocità, ma ero abbastanza abile anche nel salto in lungo.


Se non mi fossi specializzata nella velocità? Mi sarebbe piaciuto correre i 100hs o diventare una campionessa di salto in lungo!

J: Bella domanda, sono sempre stata affascinata dal salto in lungo, ma per un problema al piede ho lasciato perdere le esercitazioni dei salti.

Quanto tempo dedichi all'allenamento, qual è la tua seduta di allenamento preferita, e quale detesti?
I: La verità è che noi atleti dedichiamo intere giornate all'atletica, l'allenamento in pista dura almeno 3-3 ore e mezzo, dal lunedì al sabato. E quando non c'è l'allenamento in pista c'è comunque il fisioterapista, l'osteopata, il nutrizionista, e così via. Un atleta non smette mai di essere atleta,  neanche il giorno di Natale. Se non si vuole rovinare il lavoro fatto fino a quel momento, bisogna sempre tenere a mente ciò che si può o non si può fare. In fondo è anche questo il bello di essere atleti, esserlo al 100%. La mia seduta di allenamento preferita? Quella sulla partenza dai blocchi: ogni volta è un'emozione! Quella che detesto? I lavori lattacidi... brutti da morire, ma fondamentali.

J: Faccio un solo allenamento al giorno, che dura circa 3 ore, ovviamente la durata è anche in base al periodo. Difficilmente svolgiamo una doppia seduta in campo, ma dedico molto tempo agli esercizi di allungamento e alla ginnastica posturale, al recupero muscolare con il fisioterapista Valerio con cui svolgo diverse esercitazioni per prevenire infortuni, immancabili anche il nutrizionista e l’osteopata. Le mie sedute di allenamento preferite sono quelle in palestra con i pesi, e le prove di velocità sui 60 e sugli 80. Non amo particolarmente le prove lattacide sui 150 e 200 che soffro particolarmente.

Il momento più bello ed emozionante della tua carriera?
I: Sono diverse le emozioni che hanno un posto speciale nel mio cuore. Tra tutte ricordo sempre con molto entusiasmo il titolo Italiano nei 100m del 2011 vinto a Torino e il doppio oro (100 e 4x100) ai Giochi del Mediterraneo nel 2013 a Mersin, in Turchia. Cantare l'inno italiano sul gradino più alto del podio è un'emozione indescrivibile.

J: La stagione del 2010 ha rappresentato per me un momento importante, una svolta decisiva nella mia carriera da atleta. Vinsi i Campionati italiani promesse a Pescara sia sui 100 con 11.64 che sui 200 in 23.89 con un forte vento contrario (-2,4), ma il meglio di me riuscii a darlo ai Campionati italiani assoluti di Grosseto dove giunsi seconda con 11.52 dietro al mio idolo di sempre, Manuela Levorato. Arrivai anche terza sui 200 e riuscii a conquistare il posto da titolare nella 4x100m azzurra.

Il momento più complicato della tua carriera?
I: Eh, come dimenticare l'operazione al piede sinistro che ho dovuto affrontare nel 2014, dalla quale però mi sono ripresa in tempi record e che quindi ricordo anche come un'esperienza che mi ha messo alla prova ma dalla quale sono uscita ancora più forte! E poi c'è il momento attuale, piccoli sciocchi infortuni che faccio il possibile per tenere a bada.

J: Nel 2016 ho scoperto di avere un inizio di protrusione alla schiena, mi hanno detto che avrei dovuto smettere di fare atletica. Non potevo più fare pesi e il dolore era sempre forte, ero arrivata al punto di avere difficoltà ad allacciarmi le scarpe. Non mi sono mai arresa, dovevo vincere io, è stata dura ma ce l’ho fatta. È stato un percorso lungo un anno in cui sono riuscita con punture di ozono-terapia a risolvere i problemi.

Sono alcuni anni che vi allenate insieme, com’è il vostro rapporto essendo spesso avversarie in pista?
I: Il nostro motto è sempre stato "nemiche in pista, amiche nella vita": siamo cresciute insieme, eravamo piccole e ci sfidavamo, crescendo abbiamo condiviso le esperienze in Nazionale, la gioia di entrare a far parte del Gruppo Sportivo Esercito, e infine anche l'allenatrice. Col tempo abbiamo imparato a conoscere e ad affrontare reciprocamente i nostri limiti, i lati brutti dei nostri caratteri e quelli più belli. Siamo molto amiche e ci vogliamo un gran bene, ma in gara l'affetto reciproco lascia il posto alla voglia di prevalere. Com'è giusto che sia!

J: Il rapporto che ho con Ilenia va ben oltre la pista.


È un rapporto di amicizia sincera, vera. Con il dialogo siamo riuscite ad evitare le problematiche che possono nascere dove la competizione è alta, e la gestione di Maura all'interno del gruppo è impeccabile.

L’importanza del vostro tecnico Maura Cosso nella vostra crescita tecnica ed umana?
I: Maura mi allena da quando ho 9 anni e considerando che a luglio compio 30 anni... sono quasi 21 anni che mi supporta e che mi sopporta. Maura per me è un'amica, un punto di riferimento, una seconda mamma.

J: Avevo perso degli stimoli, il mio ex allenatore Giorgio Frinolli mi ha cresciuta e ha fatto tanto per me, ma ad un certo punto ho avuto bisogno di nuovi stimoli. Con Maura sono entrata subito in sintonia, pensavo di metterci più tempo essendo una persona timida e riservata. Con lei ho realizzato subito i miei personali su 100m e 200m. Con Maura lavoriamo di più su distanze “lunghe”, ho inizialmente fatto fatica, ma ho raccolto i frutti di questo lavoro. Con lei ho ritrovato quella serenità che sentivo di avere un po’ perso.

Il tuo atleta preferito che hai avuto come modello a cui ispirarti?
I: Da piccolina scrissi, con l'aiuto di mio fratello, un'email a Manuela Levorato nella quale mostravo la mia ammirazione nei suoi confronti e che grande emozione fu, anni dopo, gareggiarci insieme!
Poi ho sempre ammirato l'eleganza di Allyson Felix. E come non amare il mitico Usain Bolt.

J: Senza dubbio Manuela Levorato. Quando ho corso con lei è stato un sogno. L’ho sempre vista come la migliore, l’atleta che vinceva sempre e che aveva i record italiani. Andare in Nazionale con lei è stato realizzare un sogno. Quando ho iniziato a fare atletica seriamente ho avuto diverse atlete come riferimento a cui ispirarmi Grillo, Graglia, Pistone, atlete favolose con tanta esperienza che hanno tanto da insegnare. Ho avuto anche il grande piacere di allenarmi per un periodo con Vincenza Calì, atleta eccezionale che è stata alle Olimpiadi.

Obiettivi per il 2019?
I: Rientrare a far parte della 4x100 azzurra. E in quest'obiettivo sono rinchiusi tanti altri piccoli fantastici obiettivi.

J: Eh, passo per passo. Step by step. L'importante è crescere di condizione durante la stagione, recuperando dai vari acciacchi. Il sogno rimane sempre quello di correre forte per entrare nella staffetta per i mondiali di Doha e per la Coppa Europa.

Ci raccontate un aneddoto divertente di qualche trasferta di gare?
I: Vigna di Valle. Ero la più piccola, uno dei miei primissimi raduni in Nazionale assoluta;
cambi di staffetta, era tutto pronto: fotocellule, tecnici coi cronometri alla mano, telecamere modalità on, io pronta a portare il testimone, una ragazza pronta a ricevere, le altre mi incitano. Parto, corro veloce e sfreccio accanto all'atleta che mi stava aspettando in zona cambio! Ho sbagliato corsia (ride, ndr). Ecco, in quel momento ho pensato di essermi giocata la Nazionale per il resto della mia vita!

J: Primo Campionato italiano assoluto indoor. Ero juniores ed ero riuscita ad accedere alla finale, poco prima della finale io ero ancora negli spogliatoi mentre tutte le altre erano quasi pronte per partire. Mi era stato detto un orario sbagliato, sono stata avvertita e mi sono precipitata praticamente senza riscaldamento dietro ai blocchi. Fu talmente tanto l'imbarazzo che non ricordo neanche come andò la finale.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che si avvicinano adesso all'atletica leggera?
I: Di porsi piccoli-grandi obiettivi e di impegnarsi al massimo per realizzarli, nell'atletica ma anche e soprattutto nella vita. Credere nei propri sogni è il primo passo per andare più forti; l'impegno, la determinazione, la passione e l'entusiasmo portano sempre i loro frutti e non bisogna essere per forza campioni per assaporare le gioie che l'atletica può regalare, a volte può bastare sapere di essersi impegnati al massimo per godere delle emozioni che l'atletica può regalare a tutti: bambini, adolescenti, adulti e genitori. E a tal proposito un consiglio voglio darlo ai genitori: lo sport è palestra di vita ed è fondamentale che i vostri figli lo pratichino. Qualunque esso sia, se poi è l'atletica, ancora meglio!

J: Di non mollare mai. I ragazzi non devono arrendersi alle prime difficoltà ma devono crederci sempre e lottare per conquistare i propri obiettivi. L’atletica ti forma e ti insegna, ed è lì che esce l’atleta vero!

A cura di Alessia Manfredelli e Paolo Borgiani


I ragazzi della Scuola di atletica dopo l'incontro


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