Lunghe distanze d'argento per Maestri; Confortola bronzo



C'è ancora molto trentino nella prova tricolore delle lunghe distanze di Casto: Cesare Maestri è secondo solo a Xavier Chevrier, Antonella Confortola non scende dal podio; Filosi d'oro tra le promesse

 

Ventuno chilometri di grande passione hanno condotto Cesare Maestri all'argento tricolore: la seconda giornata del Trofeo Nasego vede ancora gli scalatori trentini grandi protagonisti: dopo l'abbuffata di medaglie nel sabato a base di vertical, anche la domenica bresciana non ha mancato di regalare soddisfazioni a cominciare proprio dal secondo posto di Cesare Maestri, battuto solo da un imprendibile Xavier Chevrier; ma il giudicariese portacolori dell'Atletica Valli Bergamasche ha saputo tenersi alle spalle tutti gli altri big a cominciare dall'iridato Petro Mamu. Decimo il golden boy Nicola Pedergnana (Atletica Clarina) e poco dopo di lui, dodicesimo assoluto, ecco spuntare Marco Filosi (Atletica Valchiese), primo under 23 al traguardo.

Al femminile Sara Bottarelli ha fatto la differenza costringendo Emmie Collinge ad accontentarsi del secondo posto per la seconda giornata consecutiva; a completare il podio tricolore ci hanno pensato quindi Alice Gaggi e una sempre presente Antonella Confortola, già argento sabato nel chilometro verticale. Ma ecco il racconto puntuale della giornata a cura dell'ufficio stampa del Trofeo Nasego.

 

Spettacolo di pubblico e grande atletica ai Campionati Italiani di corsa in montagna Lunghe Distanze a Casto (BS): Xavier Chevrier e Sara Bottarelli sono i nuovi Campioni d’Italia, per loro anche il Trofeo Nasego Assoluto, vinto dopo sfida memorabile con i Campioni Internazionali.

Dopo le emozioni del Kilometro Verticale è stata protagonista la Corsa in Montagna Lunghe Distanze questa mattina a Casto, Il piccolo centro Valsabbino che ha ospitato per due giorni il meglio che il mountain running può offrire oggi a livello nazionale e non solo.

In Palio c’era il Trofeo Nasego, gara internazionale di montagna lunghe distanze giunta alla 15^ edizione che assegnava a livello Italiano i titoli assoluti, promesse, master e società di specialità per il 2016.

Un parterre di stelle assolute emozionava un pubblico incredibile, accorso numeroso già nel capoluogo per salutare la partenza degli oltre 330 atleti al via del bellissimo tracciato di 21,5 km e 1300 metri di dislivello positivo che si dipanano per i sentieri del Savallese.

E’ stata gara vera e molto combattuta fin dai primi km con gli atleti più attesi a cercare di imporre un ritmo indiavolato e stanare gli avversari più pericolosi. Dopo poco più di 5 km a lanciare la prima azione importante della giornata era il Valdostano Xavier Chevrier (Atl . Valli Bergamasche Leffe), con lui andavano via in 3: l’Eritreo super favorito Petro Mamu, Cesare Maestri (Atl. Valli Bergamasche Leffe) e Martin Dematteis (Corrintime), il gruppetto procedeva appaiato ed al km 7 vantava 10” di vantaggio su Alex Baldaccini (GS Orobie), 15” su Bernard Dematteis (Corrintime) e 25” su Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana). Posizioni che si mantenevano pressochè invariate anche nei passaggi in località Pannelli (km11) e successivamente a Piazze (km13,5).

 

Petro Mamu scala il Nasego, sullo sfondo il rimontante Chevrier

La gara entrava nel vivo con lo spettacolare passaggio in cresta nei pressi del Rifugio Nasego (km 16): Petro Mamu rompeva gli indugi e passava al comando, non mollava alle sue spalle Chevrier che con tenacia si poneva all’inseguimento del battistrada e sapeva rintuzzare l’attacco poco prima del GPM, il momento era decisivo perché permetteva al valdostano di non perdere contatto con la testa della gara e nel contempo di mettere alcuni secondi tra se stesso ed il compagno di squadra Maestri, i due transitano al Nasego rispettivamente staccati dall’Eritreo di 12” e 29”, quarto si presentava in vetta Baldaccini con un ritardo di 1’35” grazie al soprasso nel frattempo effettuato ai danni di un Martin Dematteis entrato in crisi e riagganciato dal gemello Bernard, protagonista di finale in rimonta.

Quando gli equilibri di gara sembravano comunque delineati ecco tutta la bellezza e l’imprevedibilità di uno sport come il Mountain Running a sovvertire i pronostici: nella cresta dopo il rifugio Nasego e successivamente nel tratto in discesa si consumava l’esaltante finale di Xavier Chevrier e di Cesare Maestri che riprendevano e superavano Mamu involandosi per il duello finale. Il rilevamento a 2km dall’arrivo emetteva il verdetto senza appello: Chevrier al comando, 17” il ritardo di Maestri, 42” quello di Mamu.

 

 

A consegnarsi alla storia nella bolgia di Famea davanti ad un pubblico in delirio era allora Xavier Chevrier, campione d’Italia 2016 di corsa in montagna lunghe distanze e trionfatore del Trofeo Nasego forse più combattuto e spettacolare di sempre, argento tricolore ed assoluto per Cesare Maestri, promosso con lode in quello che era considerato dagli addetti ai lavori come un esame di maturità, terzo Petro Mamu, protagonista per tre quarti di gara e vittima prima della grandissima impresa dei due azzurri e poi di qualche malanno che lo ha afflitto in settimana e non gli ha permesso forse di gestire la gara come è solito fare, da grande campione l’Eritreo ha onorato il Nasego 2016 come meglio non poteva dando il tutto per tutto ed ingaggiando un duello che i fortunati spettatori saliti al rifugio non scorderanno. Il podio tricolore si concludeva invece con la grande rimonta di Bernard Dematteis, che nel finale passava e metteva alle proprie spalle Alex Baldaccini. La superlativa top ten della gara maschile registrava inoltre il 5° posto del grande veterano Emanuele Manzi (Forestale), il 6° di un ottimo Luca Cagnati (Atl.Valli Bergamasche Leffe) che esce rinfrancato dalla due giorni Valsabbina dopo primavera difficile, 8° è Martin Dematteis  , protagonista in avvio di gara ma poi alle prese con la classica giornata no. 9^ posizione per Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), più a suo agio oggi dopo la difficile giornata patita nel vertikal, nei primi 10 anche Nicola Pedergnana (Atl. Clarina Trentino).

 

 

Nella gara donne l’atteso attacco di Sara Bottarelli (Freezone) non si faceva attendere, per l’atleta della Valtrompia un vantaggio di circa 40” già al km 7, al suo inseguimento Alice Gaggi (La Recastello) ed Emmie Collinge (Gran Bretagna – Atl. Alta Valtellina). Il forcing della Bottarelli però non si placava ed i successivi passaggi decretavano la giornata di grazia della portacolori del Freezone che in località Pannelli era saldamente in testa con oltre 1’ sulle inseguitrici più vicine, minuto che si dilatava fino raggiungere l’1’40” sulla Collinge ed oltre 3’ sulla Gaggi all’attacco della salita Nasego.

 

Ma anche nella parte di ascesa più dura l’azione della giovane di Sarezzo non accennava a diminuire la propria intensità, in cima al Nasego il distacco era oltre i 3’ e la festa poteva davvero iniziare presso il traguardo di Famea che Sara tagliava tra due ali di folla dopo 1h54’42” infliggendo addirittura 4’24” ad Emmie Collinge e 5’13 alla terza classificata, e seconda italiana, Alice Gaggi. Il podio del campionato italiano si concludeva con Antonella Confortola (Forestale), eterna campionessa ed icona del movimento azzurro degli sport legati alla montagna. Nella top ten anche i nomi di Ivana Iozzia (Calcestruzzi Corradini) 5^, Francesca Iachmet (Atl. Trento) ottima 6^ in una gara dove sempre sa fare bene, ottimi gli exploit di Barbara Bani (New Athletics Sulzano) 7^ e di Lidia Mongelli (Atl. Correrepollino) 8^.

 

Nelle speciali graduatorie di Combinata, che sommavano i crono di Vertikal e Trfoeo Nasego, vittoria per Emmie Collinge al femminile e Bernard Dematteis al Maschile.

Insegna sempre la Corsa in Montagna, insegna che la fatica e la capacità di soffrire vengono prima dei pronostici e delle presunte certezze della vigilia: nelle storie di Sara Bottarelli e di Xavier Chevrier c’è tanto lavoro, tanto allenamento, tanta paura di non riuscire a fare quel salto di qualità che rende gli atleti campioni, paura vissuta nei momenti difficili delle delusioni, dei risultati che non sempre arrivano, degli infortuni che in passato hanno rallentato l’esplosione di due grandi talenti. Sotto il cielo del Savallese il pubblico innamorato della corsa in montagna ha assistito ad una bella pagina nella storia di questi due atleti, con loro gli amici ed i compagni di un movimento che ancora per tanti anni promette di regalare alla nostra Squadra Nazionale gloria ed onore sulle montagne di tutto il mondo.

 

Tutte le classifiche del Campionato Italiano Lunghe Distanze

 

 



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