Le basi della marcia

12 Aprile 2016

Cosa significa marciare? Qualche nozione tecnica di base in vista del grande evento del 7 e 8 maggio a Roma.


 

Prosegue il nostro viaggio nel mondo della marcia, in avvicinamento ai Campionati del Mondo di marcia a squadre, rassegna internazionale di grande prestigio in programma a Roma il prossimo 7 e 8 maggio. Stavolta diamo qualche cenno tecnico di una specialità accessibile a tutti.

Proviamo a camminare a passo svelto, cercando di ottimizzare i movimenti per aumentare la nostra velocità. Probabilmente quello che stiamo compiendo è già un’azione vicina alla marcia, che di fatto utilizza le gestualità più efficaci possibili per incrementare la velocità di percorrenza.

In sintesi la marcia è basata su due regole fondamentali ed imprescindibili:

  • La gamba scende a terra con il tallone e ginocchio disteso (regola del bloccaggio);
  • Guardando l’azione non deve essere visibile la fase di volo, quella tipica della corsa (regola della sospensione).

C’è da dire che, poiché nella marcia assume valore essenziale la correttezza dell’esecuzione, con presenza lungo il percorso di giudici atti a verificare proprio che siano rispettate le tre regole suddette, la padronanza della tecnica assume valore fondamentale affinché il marciatore non sia squalificato. Inoltre una tecnica corretta e rodata consente anche il raggiungimento di prestazioni migliori. La tecnica sarà uguale per tutti i marciatori, in quanto si tratta di rispettare delle norme ben precise, poi ovviamente ciascuno potrà sviluppare un proprio stile sulla base di tutti i movimenti individuali e gli atteggiamenti assunti dal corpo nell’azione del marciare.

La tecnica della marcia è riportata dalla norma 230.1 del Regolamento Tecnico Internazionale della IAAF, che recita:

La marcia è una progressione di passi eseguiti in modo tale che l’atleta mantenga il contatto con il terreno, senza che si verifichi una perdita di contatto visibile (all’occhio umano). La gamba avanzante dev’essere tesa (cioè non piegata al ginocchio) dal momento del primo contatto con il terreno sino alla posizione verticale”.

Nella scomposizione dell’azione tecnica di marcia possono essere quindi distinte le seguenti fasi:

  • La fase di appoggio singolo (appoggio posteriore, appoggio anteriore)
  • La fase di rullata del piede in appoggio;
  • La fase di doppio appoggio.

Il tutto fatto in coordinazione con

    • Il movimento delle anche;
    • Il movimento delle braccia.

Senza entrare nello specifico delle fasi suddette è chiaro che nella preparazione dei principianti dovrà essere riposta una grande attenzione alla corretta assimilazione di ciascuna di esse attraverso esercizi analitici, generali e di sintesi.

Il gesto tecnico rappresenta pertanto uno dei fattori necessari per l’ottenimento di una prestazione nella marcia, assieme ai seguenti:

  • Resistenza generale;
  • Capacità aerobica;
  • Potenza aerobica;
  • Forza e resistenza muscolare;
  • Mobilità articolare e flessibilità.

Dal punto di vista attitudinale quindi un giovane per riuscire bene nella marcia dovrebbe possedere le seguenti caratteristiche:

  • Ottime attitudini aerobiche;
  • Rapporto favorevole peso-potenza;
  • Capacità di rapidità (passi al secondo);
  • Mobilità articolare;
  • Attitudine a sopportare un impegno prolungato;
  • Capacità di apprendimento e applicazione;
  • Caratterialmente tranquillo e riflessivo;
  • Disponibile verso l’incremento dell’impegno.

Buona marcia a tutti!

 

Fonti:

Il nuovo Manuale dell’istruttore di atletica leggera, Fidal Centro Studi e Ricerche;

Conoscere l’atletica, Rizzoli

Dal cucciolo al fanciullo dal giovane al campione, Mauro Pascoli e Simona Costa, ASSITAL.

 

S.P.



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