La prevenzione delle lesioni muscolari

30 Maggio 2019

Il fisioterapista e osteopata Matteo Orlandi spiega cause e dà indicazioni per la prevenzione


 

a cura di Moreno Saddi

Iniziamo oggi con il primo di una serie di articoli in cui ci occuperemo del benessere dello sportivo. Daremo una spiegazione a dei concetti che, in un primo momento possono sembrare sconosciuti, ma solo all’apparenza.  Infatti, sottovalutiamo molte volte la possibilità che abbiamo di farci un auto-diagnosi. Crediamo sempre che debbano investire solo la figura del medico in generale. Proprio per questo, ci viene incontro l’aiuto del dottor Matteo Orlandi, che servirà a dissipare il più possibile, il dubbio sulle cause delle lesioni muscolari e a prevenirle. Anche le foto daranno un quadro immediato e chiaro per la risoluzione di queste problematiche, frutto del suo intenso e lungo lavoro di ricerca. 

Il Dottor Matteo Orlandi, è stato da Juniores campione italiano indoor negli 800 metri. L’aver praticato attività agonistica lo aiuta tuttora a capire meglio le problematiche psico-fisiche degli atleti. Oltre a seguire la professione di fisioterapista nel campo sportivo, è anche osteopata presso la ICOMM Italia, con la quale lavora frequentemente in Inghilterra.

LA PREVENZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI

Come si suddividono le lesioni muscolari e quali sono le loro cause?
Classicamente le lesioni muscolari vengono classificate in due categorie, in funzione della natura, oppure indiretta del trauma stesso (Craig, 1973).


Si possono per cui suddividere in:

-Lesioni muscolari da trauma diretto, che per la loro stessa natura implicano l’azione diretta di una valida forza esterna.
-Lesioni muscolari da trauma indiretto la cui eziologia prevede l’esistenza di meccanismi più complessi che comportano l’esistenza di differenti forze lesive.

Approfondendo la questione, cerchiamo di capire quali sono i sintomi che emergono e quante sono le tipologie delle lesioni?
Basandoci sul dato che le lesioni da trauma diretto, sono strettamente legate da tutte le varianti dell’oggetto con cui si entra in contatto nel caso dei traumi indiretti, possiamo basarci sulla suddivisione fatta dal Dott.


Nanni (2000).

Contrattura

  • dolore lontano dalla fine dell’allenamento
  • dolore non localizzato
  • alterazione conseguenziale ad un affaticamento generale del muscolo

Stiramento  

  • dolore in acuto
  • dolore localizzato
  • spesso interruzione dell’ attività fisica
  • preciso ricordo da parte del paziente del momento del trauma
    > Strappo di I° grado
  • dolore acuto durante l’attività per un numero variabile di fibre
  • minimo ma presente stravaso ematico
  • deficit funzionale relativo
    > Strappo di II° grado
    > Strappo di III° grado

Quali sono le basi della prevenzione delle lesioni muscolari nell’attività fisica?
RISCALDAMENTO - Il riscaldamento deve essere sempre composto da due fasi consecutive con importanza cronologica, un riscaldamento generale e un riscaldamento “specifico” che interessa i muscoli dediti all’attività sportiva richiesta. Il riscaldamento specifico può inibire o ridurre l’acidosi intracellulare durante l’esercizio intenso.

La domanda più comune tra gli atleti più o meno professionisti su questo argomento è: quanto e con che intensità bisogna svolgere il riscaldamento per prevenire eventuali infortuni? A questa domanda rispondono frequenti studi scientifici che sono arrivati a delineare dei protocolli che controllano l’intensità dell’esercizio fisico sotto due fattori: 50%-60% della frequenza cardiaca massima o circa il 50% del massimo volume di ossigeno VO2max.

MOBILITÀ - Questa fase della prevenzione interessa soprattutto le articolazioni, strutture fondamentali al fine di avere una buona elasticità e contrattilità muscolare.

Questa fase consta di una serie di esercizi attivi o passivi (con l’aiuto del fisioterapista) al fine di rilassare i legamenti interossei delle articolazioni e vascolarizzare tutti quei tessuti molli che hanno funzioni di ammortamento o stabilita.

Secondo gli ultimi studi pubblicati, circa il 70 % di tutti gli infortuni non diretti, sia muscolari che legamentosi/articolari non sono legati a deficit muscolari, ma a blocchi articolari.

STRETCHING - Sull’allungamento muscolare, sarebbe interessante aprire un dibattito approfondito sul come, quando e perché farlo. In questa sede ci limiteremo a sconsigliare ogni forma di allungamento, eccetto l’allungamento dinamico attivo, prima di qualunque sforzo fisico più o meno intenso.

 

Nel prossimo articolo si parlerà della modalità del “Defaticamento”, a livello medico fisioterapico-attivo post allenamento.




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