Il saluto del Presidente alla Festa dell'Atletica valdostana 2012




 

Benvenuti alla Festa dell'Atletica Valdostana, la vostra festa.

Alle massime autorità regionali e comunali, che testimoniano con la loro presenza l'attenzione per il nostro sport, va il nostro riconoscimento. Grazie a loro i contributi alle società sportive, che svolgono un importante suolo sociale, non sono stati ridotti, come avviene altrove. La Regione ci ha saputo proteggere dai marosi della pesante situazione economica generale.

Innanzi tutto rivolgiamo un affettuoso pensiero a tre grandi personaggi che recentemente ci hanno lasciato: Tonino Boscariol, “il Geometra”, riferimento dell'Atletica valdostana fin dal lontano 1945, Attilio Jacquemet ed Emilio Bertona, due grandi atleti, amici e leali avversari.

Come ogni anno la Festa dell’Atletica è l'occasione fare assieme il punto sullo stato dell’arte del nostro sport in Valle:

- a che punto siamo?

- quali obiettivi abbiamo raggiunto?

- quali correzioni di rotta apportare?

- quali nuove sfide affrontare?

La nostra azione si è sviluppata finora su cinque linee:

- allargamento della base grazie ad una grande attenzione al reclutamento;

- crescita tecnica dei nostri istruttori e società;

- aggiornamento tecnologico, oggi la tecnologie è in continua evoluzione;

- attenzione ai risultati (l'atletica è meritocrazia pura);

- costante tensione sui valori formativi ed educativi dei giovani.

L'obiettivo è ambizioso: aiutare tutti, proprio tutti, in particolare i giovani, a sviluppare il loro massimo potenziale, qualunque esso sia. Non lasciare indietro nessun, senza per questo impedire ad alcuno di raggiungere i vertici dell'eccellenza, anzi, aiutandolo con competenza e professionalità se madre natura gliene ha dato le doti, .

Per fare questo è innanzi tutto necessario riconoscere la funzione educativa e sociale della selezione e dell'agonismo correttamente intesi.

In una parola: meritocrazia. Un valore che si sta faticosamente riscoprendo oggi nella nostra società per riscattare l'Italia dalla preoccupante mediocrità e rilassamento morale che ci hanno portato dove siamo, compressi tra spread e debito pubblico, tra cuore e ragione.

Un concetto, questo della meritocrazia, che è nel DNA stesso dell'Atletica e ci affida la missione di educare i ragazzi allo scontro leale, al rispetto delle regole, ad accettare la sconfitta quando l'avversario è più forte, a sapere gestire la vittoria con magnanimità.

Si dice spesso, un po' banalmente, che bisogna saper perdere.

In realtà perdere brucia, ma è facilissimo. Perdono quasi tutti.

E' molto più difficile saper vincere senza smarrire il senso delle cose e saper utilizzare la vittoria per aiutare gli altri a migliorarsi, stimolarli a provare nuovamente a batterci, entrambi, noi e loro, alla ricerca del proprio limite.

Mai dobbiamo dimenticare, soprattutto oggi che si avvicinano all'Atletica i più piccoli, che i loro genitori ce li affidano nell'età più critica perché crescano più sani, più forti, più bravi a scuola e diventino migliori cittadini.

Il messaggio è chiaro: siamo innanzi tutto degli educatori.

Solo essendo migliori educatori saremo migliori allenatori.

Questo 2012, checché abbiano profetizzato i Maya, è un anno olimpico, i Giochi sono alle porte. Per le Federazioni sportive è anche un anno elettorale. Le danze si apriranno ufficialmente dopo Londra, ma qualcuno sta già affilando i coltelli.

Forse per questo si registra anche in Valle un peggioramento del clima. Il nervosismo cresce, qualcuno ha perso controllo e lucidità e si scrive addosso, vuoi sulla grande rete, vuoi per lettera. Qualcuno, forse contagiato dal rimescolamento generale di partiti, movimenti e sigle, ha deciso di fondare un nuovo movimento: "Frustrazione e Diffamazione".

Le sterili polemiche però non ci appartengono, lasciano il tempo che trovano, e soprattutto non fanno crescere l'Atletica. Ciò che conta sono i risultati. “Tout le reste est littérature” scrisse Paul Verlaine dopo avere spiegato che cos'è la poesia. Ebbene, per ciascuno di noi, ognuno secondo le proprie capacità, in Atletica i risultati sono la poesia, tutto il resto è letteratura (Franco Califano direbbe “noia”).

Quindi numeri e fatti, non parole.

Dopo il salto di qualità nel settore tecnico del quadriennio 2005-2008, il consolidamento dell'atletica valdostana prosegue di pari passo con lo sviluppo del progetto “Dalla quantità alla Qualità” da noi lanciato nel 2009:

- il 1° corso (2006) aveva diplomato 17 istruttori di primo livello. Ricordo che all'epoca c'erano società paralizzate dalla mancanza di istruttori. Ne stiamo ora preparando addirittura altri 10;

- quest'anno si stanno diplomando quattro nuovi allenatori. Abbiamo equamente distribuitio i posti disponibili tra le società che operano in pista, dove l'aspetto tecnico è il fattore limitante;

- il Comitato, con risorse proprie, ha consentito alle società di utilizzare gratuitamente il Palaindoor. Purtroppo non ci è concesso di applicare tariffe più favorevoli sull'utilizzo del Tesolin (senza ridurre le entrate per il Comune di Aosta, assai rigido su questo punto;

- il Comitato ha fornito a ogni società che lavora sulle discipline tecniche (velocità, ostacoli, salti, lanci) una fotocamera speciale che consente di analizzare sul campo sequenze ad alta velocità (fino a 1200 fotogrammi al secondo);

- le stesse società sono state dotate di un kit per rilevazione automatica dei tempi consentendo all'istruttore di concentrarsi sull’atleta anziché sul cronometro;

- il nostro Comitato ha reclutato più nuovi giudici di qualunque altro in Italia. I nostri giudici hanno oggi l'età media più bassa;

- organizziamo serate tecniche a tema per l'aggiornamento dei nostri tecnici (vorremmo che fossero più frequentate, come suol dirsi “nessuno nasce imparato”);

- molti dei nostri istruttori e allenatori si aggiornano frequentando corsi e seminari fuori Valle (vorremmo fossero di più, la Regione incentiva questi aggiornamenti);

- abbiamo acquisito il sistema RFID per il controllo delle gare di corsa su strada, pista e montagna con microchip, contagiri e rilevazione a radiofrequenza, integrato con il sistema per le classifiche Fidal SIGMA;

- sarà operativo entro maggio il nuovo sistema di misurazione dei lanci mediante teodolite e collimatore laser collegati in wi-fi via computer a SIGMA.

I risultati ci danno ragione.

Mi limiterò a citare Jacopo Spanò, poche settimane fa campione italiano indoor allievi sui 60m. Di altri, per non entrare nella disputa tra potenziale reale e speranze personali o di chi gli è vicino, di altri non farò i nomi, salvo quello di Eleonora Marchiando che, a soli14 anni, dimostra di possedere buone capacità per emergere a livello nazionale. Diversi altri hanno mostrato di poter fare molto bene, manca loro solo ancora un piccolo salto di qualità.

Due parole sui criteri di premiazione (i criteri, si sa, scontentano inevitabilmente qualcuno). Su proposta del nostro vicepresidente Hermes Perotto, accolta all'unanimità dal Comitato, abbiamo privilegiato i giovanissimi, quindi i giovani che si sono realmente distinti a livello nazionale, infine gli atleti di valore assoluto e i master di caratura internazionale o che avessero, come minimo, conquistato un titolo italiano.

Non ci siamo avventurati né sul terreno scivoloso dei titoli regionali, già premiati regolarmente di volta in volta sul campo, dalla contabilità sorprendentemente difficile quanto soggettiva, né nell'intrico delle migliori prestazioni regionali di categoria che, causa la variabilità dei regolamenti Fidal a partire dagli anni '80, sono materia complessa e sovente oggetto di discussione. E' questo un tema che andrà affrontato e richiede una ricostruzione completa della storia recente dell'atletica valdostana.

Le abbiamo già ringraziate, ma approfittiamo della presenza delle massime autorità regionali e comunali per sollecitare il rifacimento del manto della pista del Tesolin. Lo scorso anno era alla frutta, ormai siamo al caffè. Ne soffre l'integrità di muscoli, tendini e articolazioni dei nostri ragazzi.

Va riconosciuto che molto è stato fatto per il complesso Tesolin-Palaindoor, manca questo tassello fondamentale. Il fondo è degradato al punto che il campo rischia addirittura la perdita dell'omologazione. Realizzare, dopo la nuova tribuna, una nuova pista a otto corsie consentirebbe al capoluogo di continuare a essere il punto di riferimento dell'Atletica. Otto corsie sono ormai un requisito ineludibile per non restare tagliati fuori dall'organizzazione di manifestazioni nazionali, fosse anche solo giovanili.

E' la nostra grande speranza e lavoreremo perché possa diventare realtà.

Buona Atletica a tutti



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