Catherine Bertone, entro l'8 luglio si decide

27 Giugno 2019

Pochi giorni per trovare un sostituto in pediatria che possa liberare Catherine Bertone dagli impegni lavorativi e permetterle di preparare i Mondiali di Doha. Non è escluso il piano B

di Valle D Aosta


 

La crisi della sanità, di dimensioni nazionali, si riverbera anche sul mondo dello sport e sul caso Catherine Bertone. Per la 47enne pediatra aostana si presenta un’attesa di una settimana, o poco più, per capire in che direzione andrà la seconda parte della stagione 2019. Il conto alla rovescia è partito per trovare un sostituto a Catherine nel reparto di pediatria dell’ospedale Beauregard di Aosta, che le permetta di prepararsi adeguatamente per i Mondiali in Qatar. Lunedì 8 luglio è la deadline. E’ questo il responso dell’incontro chiesto dall’Assessore regionale alla Sanità Mauro Baccega che mercoledì 26 giugno ha convocato i vertici della Azienda USL della Valle d’Aosta, assieme al Presidente Fidal VdA Jean Dondeynaz e il consigliere federale, nonché presidente del club per il quale è tesserata Catherine, Lyana Calvesi.

Si sono così definiti i contorni del percorso che scriverà la stagione 2019 della campionessa Catherine Bertone. La olimpica di Rio 2016, come tutte le protagoniste internazionali, utilizzando parte delle sue vacanze lavorative, a tre mesi dall’appuntamento mondiale, ha iniziato la preparazione, ma a casa propria.

“C’è un filo di speranza che dall’8 luglio possa percorrere la prospettiva dei mondiali di Doha 2019. – dice Catherine non appena si è chiuso l’incontro - Non ho grandi speranze che si vada in questa direzione. Lo spiraglio è veramente minimo.

Ci sono 8, 10 giorni al massimo per trovare uno, se non due medici che vengano a coprire i miei turni da qua a settembre e permettermi di svolgere una preparazione adeguata per i mondiali di Doha”.

Sarebbe la terza perla di una collezione prestigiosa: “Dopo aver corso ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e gli Europei  2018 di Berlino, è chiaro che nella carriera di un’atleta, completare il tris internazionale sarebbe certamente fonte di grande soddisfazione – continua Catherine -. Questi mondiali rientrano chiaramente nel mio percorso ideale, per quanto, le sue caratteristiche atipiche, con gran caldo, altissima umidità e gara in notturna, determinano una serie di complicanze che obbligano ad un impegno estremo, da preparare con meticolosità. A questo si aggiunge il fatto che i mondiali sono qualificanti per i Giochi di Tokyo 2020, ma per guadagnarsi il pass il Coni chiede un piazzamento nei primi dodici, quindi i margini sono strettissimi”.

Esiste un piano B: “Se non si riesce a trovare un pediatra a sostituirmi a brevissimo, in modo da proseguire la preparazione per Doha; si cancellano i Mondiali dal mio calendario e si guarda alla qualificazione per Tokyo 2020 andando a cercare una maratona in autunno, dove certamente più facile pare trovare un sostituto in ospedale, per fare un tempo di cronometricamente di valore, verosimilmente la maratona di Valencia in programma il 1° dicembre”.

Il Presidente Fidal Jean Dondeynaz, così come Lyana Calvesi hanno sottolineato gli sforzi di Ausl e Assessore regionale alla Sanità: “E’ una situazione complessa, – ha dichiarato Dondeynaz – ne siamo consapevoli e apprezziamo la disponibilità concreta da parte delle parti per trovare una, anzi due soluzioni per permettere a Catherine di partecipare e rappresentare la Valle d’Aosta nei massimi appuntamenti internazionali. Catherine è patrimonio dell’intera regione, ma al contempo fa un lavoro particolarmente delicato e di responsabilità.




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