Seb Coe: ''Grazie Italia, corriamo nel futuro''

23 Agosto 2015

Il prossimo presidente dell'atletica mondiale e numero uno dell'Olimpiade di Londra 2012 ha fatto visita a Casa Italiana Atletica

“I miei figli non si sono persi un minuto dei Mondiali di Pechino, e non hanno mai acceso la TV”. Lascia spazio anche alle confidenze familiari Lord Sebastian Coe, campione olimpico dei 1500 a Mosca 1980 e Los Angeles 1984, chairman degli ultimi Giochi Olimpici di Londra 2012 e neoeletto presidente dell’atletica mondiale. Coe, oggi ospite a Pechino a Casa Italiana Atletica nell’ambito dell’incontro informale organizzato dalla FIDAL(I guru dello sport mondiale a Casa Italiana Atleticacon i membri del Council CIO (Comitato Olimpico Internazionale), della IAAF (la Federatletica mondiale) e dell'EA (European Athletics), si è intrattenuto a lungo con la stampa italiana, e in particolare ai microfoni di Rai Sport (VIDEO), in quella che più che un’intervista è stata una lunga chiacchierata. 

Come mai a Casa Italiana Atletica? “L’Italia è la mia casa spirituale. In Italia ho vissuto, mi sono allenato, ho fatto il mio record del mondo (1'41''73 negli 800 metri a Firenze nel 1981 ndr). Ci sono profondamente, visceralmente legato. Amo l’Italia e il vostro modo di vivere e di affrontare la vita”.

L’Italia ambisce ad ospitare le Olimpiade del 2024. Da presidente del comitato organizzatore dell’ultima rassegna a Cinque Cerchi, quella di Londra 2012, che cosa ha imparato? “Che dobbiamo puntare sui giovani, sulla creatività, sulle nuove tecnologie, sulle menti dinamiche. A Londra 2012 abbiamo superato ogni record per quanto riguarda la presenza sui media, televisioni comprese, ma anche nell’engagement nei confronti dei più giovani. E’ questa la strada per vincere”.

Giovani e futuro per lei sembrano essere due parole chiave: “Dobbiamo lavorare per loro, per rendere lo sport qualcosa in cui possano riconoscersi. Lottare per un mondo più sostenibile - e questo vale per l’ambiente come per l’economia - batterci contro le discriminazioni, aprire nuove porte. Pensare come i giovani, ma senza dimenticare la nostra storia e le nostre radici”.

Inevitabile, con una leggenda sportiva come Coe, chiedere un confronto tra la vittoria sul campo e quella in una competizione politica: “In entrambi i casi, la vittoria ti fa dire: I did it! (ce l'ho fatta), e ti porta poi a ringraziare la squadra che ha lavorato con te. Ho girato tanto il mondo, e questo mi ha aiutato a capire ancora meglio l’atletica, le sue necessità”.

Nel tempio delle eccellenze italiane e del made in Italy, Coe ha spaziato fra gli argomenti più diversi, senza sottrarsi ad alcuna domanda. “Sogno uno sport che sia anche spettacolo, un prodotto entusiasmante, capace di attrarre persone e risorse.Convinti che l’atletica sia il nostro prodotto, ma che il business sia quello più vasto dell’entertainment. E’ questa la via”.



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