Ai Tricolori Allievi Jesse John 4° nel peso
30 Giugno 2025Ma si sa, i lanci di gara non danno certamente la tranquillità dei lanci di prova; è un altro momento, prima e durante il lancio; e proprio, quando sei soltanto tu e la voglia di fare “tanto”, mentalmente subentra qualche incertezza, proprio quando stai e devi esprimere il meglio di te stessa! Lupus in fabula, il primo lancio per lei, così come pure per altre 8 concorrenti su 21 in gara, risulta “nullo”. Il supporto tecnico ricevuto dopo il lancio, è valso a farle ottenere un modesto 47,97 che l’ha tenuto entro le prime 8 finaliste, deputate a fare i lanci di finale, ma proprio all’ultimo lancio della fase eliminatoria, viene scalzata dalla sua posizione e scala irrimediabilmente al 9° posto, ponendo fine alla sua avventura reatina. Certamente un piazzamento onorevole, ma che non appaga sicuramente le sue aspettative. Nel primissimo pomeriggio, quando il caldo cominciava a farsi ben sentire, in campo e fuori, comincia il duplice impegno di Jesse John, seguito anche emotivamente, in primis, da Giovanna Brindisi, suo tecnico personale e da altri supporter che lo hanno spronato per tutto l’arco della gara del getto del peso. Presenti diversi tecnici federali, responsabili della struttura tecnica nazionale nel settore dei lanci che, prima, durante e dopo, hanno tenuto a complimentarsi con i tecnici calabresi presenti, per le qualità e le potenzialità espresse dal lanciatore di Corigliano Rossano. Anche per il peso, la gara è sempre un’altra cosa! Si è assistito ad una serie, molto variegata, di lanci da parte dei primi cinque atleti in gara. Jesse, non trova le perfette condizioni per potersi esprimere al meglio, fino all’effettuazione del terzo lancio, quando realizza un modesto per lui 17,44. E’ comunque un lancio che gli dà la consapevolezza che qualcosa si stava svegliando e quindi entra nella finale a otto, per poter eseguire ulteriori tre lanci, che avrebbero assegnato il titolo. Ma la carica, lancio dopo lancio, veniva ricercata anche dagli altri 4 allievi, papabili al titolo, i quali cercavano la massima concentrazione per poter esprimere il lancio che andasse oltre il muro dei 18 metri.
Tale barriera, nonostante gli sforzi di tutti, non la supera nessuno e Jesse, nonostante un buon 4° lancio a m. 17,54 si deve accontentare di un sempre valido 4° posto nella classifica finale. Per l’allievo di Giovanna Brindisi, meritevole di lode per l’impegno profuso, un po’ d’amaro in bocca, ma questo è un sapore che spesso s’insinua, soprattutto quando le aspettative sono altre! A seguire, subito dopo le premiazioni degli 8 finalisti, Jesse passa alla pedana del lancio del disco, dove suo malgrado, in quanto tormentato mentalmente per il modesto risultato, a parer suo, ottenuto poc’anzi, si unisce agli altri discoboli per l’inizio della gara (forse un po’ troppo vicina come orario al getto del peso) facendo, di seguito i due lanci di prova, ma senza alcuna convinzione, prima dell’inizio della gara. C’è voluto l’intervento del suo “mental coach” personale, per convincerlo che anche nel lancio del disco poteva effettuare un ruolo da protagonista. Piccolo cambio di atteggiamento, che gli consente soltanto, però, di dimostrare quali sono i suoi potenziali in gara. Due lanci di gara effettuati intorno ai m. 52, risultati non validi per vizio di pedana e un terzo lancio, poco sotto la linea dei m. 50, che però viene anch’esso invalidato per aver toccato l’esterno della pedana, prima che il disco cadesse entro il settore di lancio. Altra occasione “sprecata”, ma che dovrebbe dargli la consapevolezza delle sue importanti potenzialità! Prima gara di corsa pomeridiana è quella dei m. 400Hs, dove Riccardo Belvedere era impegnato nella prima batteria. Collocato in 7^ corsia, spinto dal ritmo espresso dai concorrenti presenti nella sua batteria, (il vincitore chiude con un formidabile 52”52) riesce ad insistere fino al valicamento della 5^ barriera; ma gli sforzi si pagano e per Riccardo il tempo registrato al traguardo è di 1:02.94. Per Belvedere, ovviamente per niente soddisfatto, la consapevolezza di aver fatto un’esperienza che, visto la sua giovane età, gli potrà tornare utile nel prosieguo della permanenza nella categoria e in quelle che verranno nel futuro.
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