Padova: Kwemboi nella festa dei 45 mila
26 Aprile 2026Terzo due anni fa nella mezza, secondo nel 2025 sui 42 km, primo quest’anno, e col personale. Il “cursus honorum” di Victor Kwemboi alla Padova Marathon raggiunge il punto più alto nell’edizione dei record. Perché sì, l’atleta ugandese si prende la copertina, assieme alla keniana Gladys Chemutai, che domina la gara femminile, all’azzurro di casa (perché vive a Padova) Ahmed Ouhda, che si impone nella mezza maschile, e alla keniana Valentine Jepkoech Rutto, che fa sua la mezza tra le donne. Ma a meritarsela, la copertina, sono i 40 mila partecipanti alle Stracittadine, un numero record per l’evento organizzato da Assindustria Sport a cui si aggiungono gli oltre 6 mila atleti delle prove agonistiche, senza contare i più di 1.600 alla 10Crono.
Molto tirata la gara maschile col gruppo dei top runners andato avanti compatto nel primo quarto di corsa. Il primo a staccarsi, verso il chilometro 11, è stato il keniano Laban Chepkorom, mentre all’altezza di metà gara (passaggio in un’ora 03’53”) ha cominciato a perdere terreno il ruandese Yves Nimubona. Al trentesimo è rimasto un quartetto di atleti a giocarsi la vittoria: il burundese Therence Bizoza, l’eritreo Solomon Asmerom Shumay, l’ugandese Kwemboi e Dickson Simba Nyakundi. Sono stati questi ultimi due a giocarsi i gradini più alti del podio una volta giunti in centro città, col primo che ha accelerato nel tratto finale, tagliando il traguardo nel tripudio di Prato della Valle in 2 ore 09’35”. Maratona femminile nel segno dell’Altipiano, con tre atlete keniane a monopolizzare le medaglie: la gara è vissuta soprattutto nel duello tra Chemutai (prima in 2 ore 32’23”) e Violet Yator Jelagat (2 ore 32’27”), che si sono giocate la vittoria proprio nell’ultimo tratto, in un appassionante volata.
Tanta Italia nella mezza. Nella maschile il duello targato Esercito tra il padovano adottivo Ouhda e Daniele Meucci si risolve a favore del primo (un’ora 03’40” contro un’ora 03’44”), ma tutti i primi tre sono raccolti in un fazzoletto, con Daniele Farronato (Trevisatletica) terzo in un’ora 03’58”. Curiosità: sia Ouhda che Farronato sono allenati da Ruggero Pertile, direttore tecnico dell’evento e di Assindustria Sport (società che ha schierato al via Riccardo Martellato, sesto). «Sono molto contento, ci tenevo a far bene – ha commentato Ouhda sul traguardo -. Padova è una città che mi ha aspettato e accolto: qui sto coltivando i miei sogni grazie alla guida di Ruggero Pertile. Oggi volevo davvero lasciare un’impronta, perché queste sono strade che conosco e correre qui è un’emozione enorme. Negli ultimi tre chilometri il tifo è stato incredibile e mi ha aiutato a vincere». Mezza femminile, invece, con Rutto che detta legge (un’ora 12’22”), con Nicole Reina che ha recuperato terreno nel finale e la veneziana Diletta Moressa terza davanti alla portacolori gialloblù Anna Frigerio. Assegnato anche il Premio Fondazione Alì - Francesco Canella, alla più giovane donna al traguardo della gara da 42 km della Padova Marathon: è Margherita Mattiello, portacolori del Cus Padova, atleta di Feltre che deve compiere vent’anni e ha completato la gara in 3 ore 54’48”.
«La gente è felice, è una giornata bellissima - afferma la presidente di Assindustria Sport Francesca Facco -. La nostra soddisfazione più grande è vedere questo entusiasmo dei cittadini: sapevamo del sold out nelle distanze tecniche e delle 70 nazioni presenti al via con propri podisti, ma avere il tutto esaurito anche nelle Stracittadine ci dà una motivazione enorme. Vuol dire che la città e il suo territorio abbracciano l’evento, che le famiglie escono e vivono con noi un’esperienza di gioia. Il momento più emozionante? Quando ho visto la fiumana di gente raccolta sotto l’arco: lì ho sentito davvero la partecipazione della città. È stato bellissimo anche vedere molte persone con disabilità spinte dai volontari. E proprio i volontari vanno ringraziati, e Protezione civile, Alpini, forze dell’ordine: tutti hanno garantito un ottimo servizio. Da domani inizieremo già a lavorare per il prossimo anno. Magari potremmo valutare di anticipare di qualche giorno la data, per avere temperature più consone anche per gli atleti».
LE CLASSIFICHE
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