La storia di Elia, campione di fair play

08 Luglio 2026

Il presidente Baldo: “Esempio da valorizzare e indicare ai giovani”
Un centesimo può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra la gioia e la delusione. Ma in questo caso i vincitori sono due. E a trionfare è il fair play, il rispetto dell’avversario a prescindere da ogni altra considerazione.   
La storia arriva dal Ferrarameeting, disputato qualche giorno fa nella città estense. Il 15enne Elia Pelosin, atleta veneziano da quest’anno tesserato per la Silca Ultralite Vittorio Veneto, è il più veloce nella gara cadetti sugli 80 metri. Anzi: no. In un'altra serie, qualche minuto più tardi, corre Marcel Lydzinki, atleta arrivato a Ferrara nell’ambito di un gemellaggio tra l’Atletica Estense e la società polacca MKL Torun.
Marcel ferma il cronometro a 9”67, un centesimo meglio di Elia. Solo che, non essendo tesserato in Italia, viene escluso dalla classifica e, conseguentemente, dalla premiazione. La regola è questa, non ci sono alternative.
L’atleta veneziano viene invitato a salire sul gradino più alto del podio per la premiazione, ma sente che quel primo posto non gli appartiene. Così attende che Marcel venga chiamato per un riconoscimento almeno simbolico e, quando il ragazzo polacco si avvicina, gli consegna la propria medaglia d'oro, riconoscendolo come il vero vincitore della gara. 
Quando abbiamo visto che Elia era in realtà secondo nella classifica generale non abbiamo avuto dubbi su cosa fosse giusto fare – ha raccontato l'allenatore di Elia, Lionello Bettin, al Gazzettino -. Ne abbiamo parlato con lo speaker e il risultato finale è stato di un abbraccio collettivo dello stadio ai due ragazzi. Una bella emozione”.
Il gesto di Elia Pelosin – aggiunge il presidente di Fidal Veneto, Sergio Baldo - rappresenta un esempio autentico dei valori più belli dello sport: rispetto, correttezza e lealtà. Proporrò al prossimo Consiglio Regionale di conferirgli un riconoscimento ufficiale, perché esempi come il suo meritano di essere valorizzati e indicati ai giovani atleti come modello da seguire”.

 



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