Intervista a Andrea Agrusti
06 Febbraio 2026È proprio con i Guerrieri che Andrea scopre e sceglie la marcia, disciplina che lo porterà ai massimi livelli internazionali. Le presenze in maglia azzurra sono ormai numerose, tra cui le Olimpiadi di Tokyo e i Campionati Mondiali di Eugene e Budapest.
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per congratularci del suo ultimo titolo italiano, conquistato in Puglia poche settimane fa, nella nuova distanza dei 42 km di marcia.
Ciao Andrea, bentrovato, sei il primo Campione italiano nella nuova distanza dei 42 km di marcia. Che sensazioni ti ha lasciato questo titolo? C’è stato un momento particolarmente difficile della gara?
Sono molto contento di questo titolo. È stata una riconferma della mia condizione dopo la prestazione in Germania di tre mesi fa: significa che io, il mio coach e tutto il team stiamo facendo un ottimo lavoro.
In gara, la parte più difficile è stata aspettare il momento giusto per il cambio, intorno al 34°–35° km. Nessuno dei ragazzi in gara con me era inferiore, erano tutti potenzialmente “pericolosi”. Dal 30° km in poi mi aspettavo un cambio di ritmo che poteva arrivare da chiunque, e lì dovevo farmi trovare pronto a rispondere immediatamente.
Così è stato: un primo cambio decisivo ha fatto selezione, rimanendo in due in testa, poi ho effettuato un ulteriore cambio negli ultimi 3 km per andare a vincere.
Il tempo non mi soddisfa pienamente — circa 16 minuti più lento del mio personale in Germania — ma con le condizioni meteo che abbiamo trovato era inevitabile impostare una gara così. L’obiettivo, fin dall’inizio, era la posizione.
Ti senti di dedicare questo titolo a qualcuno in particolare?
Non posso non dedicarlo alle mie due nonne, che mi seguono costantemente da quando ero piccolino.
Non dimenticherò mai una frase che mi dicevano sempre:
“Currese, currese che nonna ti porta alle Olimpiadi.”
Dopo i cambiamenti nelle distanze olimpiche della marcia — per i quali ti sei battuto apertamente — stai guardando ai 42 km come possibile specialità principale del tuo futuro agonistico?
Sì, assolutamente, senza alcun dubbio. Ho sempre avuto un feeling speciale con le distanze più lunghe.
Come è nato il tuo rapporto con l’atletica e, in particolare, con la marcia?
In realtà è nato quasi per caso, per curiosità. Vedevo marciare un ragazzo allo Stadio dei Pini di Sassari: un movimento strano, ma che mi incuriosì subito.
Da lì sono arrivate le prime gare, le prime vittorie e — non lo nascondo — essendo una persona molto competitiva, non poteva che nascere un grande amore per questa disciplina.
Ho iniziato con Salvatore Dettori da piccolo, poi sono passato sotto la guida di Marco Eugenio Sanna e Nello Dessì. Dopo la fine delle scuole superiori sono “emigrato” a Roma, lasciando famiglia, amici e parenti, per allenarmi nel centro delle Fiamme Gialle e inseguire il sogno a cinque cerchi.
Cosa vorresti che il grande pubblico capisse davvero della marcia, una disciplina spesso poco conosciuta?
Nella marcia ci sono due regole fondamentali: sbloccaggio e assenza di sospensione.
Ma sarebbe bello vedere una gara che, oltre a questo, riuscisse anche a intrattenere e far comprendere meglio ciò che accade: dati in tempo reale, velocità, passo al chilometro, km/h, distanze tra i gruppi, proiezioni di tempi e posizioni.
Se la gente segue il ciclismo o le maratone in TV, spesso per molto tempo, è anche perché vengono mostrati dati e statistiche che aiutano a capire la gara, anche a chi non è esperto. Parliamo comunque di sport di endurance, con dinamiche simili.
Forse funzionerebbe, forse no, ma sicuramente così come siamo ora restiamo meno appetibili e spesso incompresi, in un mondo che ormai gira attorno a media e social.
Torni spesso nella tua Isola? Quando sei lontano, cosa ti manca di più della Sardegna?
Purtroppo torno poco, troppo poco forse.
Tra allenamenti, gare e ritiri riesco a ritagliarmi giusto qualche settimana a fine stagione, verso fine estate, e poi tre o quattro giorni a Natale.
Ovviamente quello che mi manca di più è non poter stare con la mia famiglia e i miei parenti.
Questo percorso ti ha richiesto sacrifici importanti. Che messaggio vuoi mandare ai giovani atleti sardi?
Di essere testardi, come solo noi sardi sappiamo essere. Mai mollare, mai smettere di crederci e continuare sempre a sognare.
So bene che le occasioni per misurarsi fuori dalla Sardegna sono più complicate e comportano spese importanti: ci sono passato anche io e le opportunità sono ovviamente minori rispetto ad altri.
Questo però non deve diventare un motivo di pressione o demotivazione, ma una carica in più. È la vostra occasione.
Dopo questo titolo italiano, quali sono i prossimi obiettivi?
Gareggerò ai Mondiali a squadre di marcia (ex Coppa del Mondo) a Brasilia il 12 aprile, dove cercherò di conquistare anche un posto per gli Europei di Birmingham ad agosto.
La preparazione sarà divisa tra Siviglia e la Namibia: dall’11 al 26 febbraio saremo a Siviglia con il team spagnolo di María Pérez, poi dal 2 al 24 marzo in Namibia, per allenarci in altura e con temperature simili a quelle brasiliane.
Ti alleni con Lorenzo Dessì insieme ad atleti del calibro di Antonella Palmisano e María Pérez. Quanto conta il gruppo?
Mi alleno con Lorenzo e Antonella da maggio 2025, ma in realtà siamo amici dal 2014, quando Lorenzo era ancora mio compagno di allenamenti nei 50 km.
Negli ultimi anni si è creata anche una bellissima amicizia con María Pérez: siamo diventati un trio, io, Antonella e María. Abbiamo un gruppo WhatsApp in cui ci sentiamo praticamente ogni giorno e, appena possiamo, organizziamo ritiri insieme.
Quando passi così tanto tempo fuori casa, la compagnia con cui condividi tutto diventa quasi più importante dell’allenamento stesso.
Fuori dall’atletica, chi è Andrea Agrusti?
Fuori dalla marcia sono appassionato di foto e video. Ho anche una grande passione per la moto, che per ovvie ragioni al momento non posso coltivare.
Negli ultimi anni, da quando ho comprato casa, ho scoperto anche il piacere del fai-da-te.
Grazie Andrea e in bocca al lupo per il futuro, sei un esempio per tanti ragazzi sardi.
Un ringraziamento anche al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |









