Run4Hope, staffetta di cuori: Napoli chiude l’Italia della solidarietà

27 Aprile 2026

In Piazza del Plebiscito l’arrivo finale: la vice presidente della Fidal Campania Amalia Di Martino ringrazia Esercito, associazioni, podisti e giovani per il sostegno alla ricerca.

di Campania

NAPOLI (Pietro De Biasio) - Si è conclusa attraversando l’Italia da nord a sud la Run4Hope 2026, la staffetta solidale che ha unito migliaia di runners sotto il segno della ricerca e della condivisione. Un viaggio a tappe, fatto di chilometri ma soprattutto di partecipazione, culminato nella suggestiva cornice di Piazza del Plebiscito di Napoli. A chiudere idealmente il cerchio è stato l’arrivo del gruppo Portici–Scafati, ultimo testimone di un passaggio che ha coinvolto territori, società e singoli atleti. Ad accoglierli, insieme a una presenza istituzionale sentita e concreta, anche i militari del Comando Territoriale Sud di Napoli, a testimonianza di un legame sempre più forte tra sport e istituzioni. Presente inoltre una rappresentanza dell’Associazione Italiana Arbitri, ulteriore segno di una partecipazione corale che ha superato i confini della sola pratica sportiva.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la vice presidente Amalia Di Martino, che a nome del Comitato regionale FIDAL ha voluto esprimere un ringraziamento ampio e sentito: “Ringrazio di cuore l’Esercito Italiano, il Comando Territoriale Sud di Napoli, i referenti e i militari del 232º Reggimento Trasmissioni e del 45º Battaglione Trasmissioni Vulture, il gruppo della Scuola Militare Nunziatella. Un grazie alle associazioni, ai podisti e ai piccoli atleti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, all’Associazione Italiana Arbitri e alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica”. Parole che fotografano lo spirito autentico della Run4Hope: una corsa che non si misura solo in tempi e classifiche, ma nella capacità di fare rete, di coinvolgere generazioni diverse e di sostenere una causa concreta. In ogni frazione, in ogni passaggio di testimone, si è rinnovato quel patto silenzioso tra sport e solidarietà che rende eventi come questo qualcosa di più di una semplice manifestazione. Napoli ha fatto da degna conclusione, con il suo abbraccio largo e partecipato. E mentre l’eco degli ultimi passi si spegne tra le pietre della piazza, resta la sensazione che questa staffetta abbia lasciato un segno: nei territori attraversati, nelle persone coinvolte, e in quella comunità del running che, quando serve, sa diventare molto più di una somma di atleti.



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