L’acqua che divide: tradizione di gara o svolta sostenibile?

22 Febbraio 2026

Tra bicchieri e bottigliette usa e getta e l’ipotesi della borraccia personale, il mondo del running si interroga sul futuro dei ristori: più praticità o più responsabilità ambientale?

di Campania

NAPOLI (Pietro De Biasio) - Noi runner siamo creature abitudinarie. Lo siamo nella preparazione, nei rituali pre-gara, perfino nel modo in cui allacciamo le scarpe. In gara, poi, ogni gesto diventa quasi scaramanzia: la posizione in griglia, il primo chilometro controllato, il sorso d’acqua preso sempre allo stesso modo. E proprio da un gesto semplice, quasi automatico, partiamo oggi: come beviamo ai ristori? Un recente sondaggio pubblicato da Runnersworld.it (dicembre 2025 – gennaio 2026) fotografa una realtà che fa riflettere. Alla domanda “Come preferisci bere ai ristori in gara?” le risposte sono state chiare: 49% bicchiere, 43% bottiglia, 8% borraccia personale. Tradotto: il 92% dei runner preferisce ancora soluzioni usa e getta. Non è un dato da puntare il dito contro qualcuno. È uno specchio. E gli specchi, si sa, non giudicano: mostrano. Negli ultimi mesi alcune grandi maratone europee hanno introdotto scelte radicali, chiedendo agli atleti di dotarsi di contenitori personali per ridurre l’impatto ambientale. Una piccola rivoluzione che ha diviso opinioni e abitudini. Perché il punto non è solo logistico. È culturale.
Siamo pronti a cambiare? Dentro la corsa, e non solo dentro le nostre gambe, c’è un mondo che evolve. Le gare crescono, i numeri aumentano, le strade si riempiono di entusiasmo. Ma insieme alle medaglie e ai personal best resta anche un’altra traccia: quella ambientale. Migliaia di bicchieri schiacciati sull’asfalto, bottiglie accatastate dopo il passaggio del gruppo, sacchi neri pieni a fine evento. La sostenibilità non è una parola di moda. È una responsabilità condivisa. Organizzatori, federazioni, società, volontari. E atleti. In Campania, dove il calendario è ricco e partecipato, il tema comincia a emergere con maggiore consapevolezza. Alcune manifestazioni hanno già introdotto plastica ridotta, raccolta differenziata nei ristori, materiali compostabili. Sono segnali importanti, ma il vero salto di qualità passa anche da noi, dal singolo gesto. Perché portare una borraccia personale non è solo una scelta tecnica. È un messaggio. Certo, in gara tutto deve essere semplice, funzionale, rapido. Nessuno vuole complicarsi la vita al decimo chilometro di una mezza maratona o nel pieno di una 10 chilometri tirata. Il ristoro è un momento delicato, quasi strategico. Ma proprio per questo vale la pena iniziare a ragionare insieme su soluzioni praticabili, progressive, condivise.
Non si cambia per imposizione, si cambia per convinzione Forse l’8% di oggi è solo un primo passo. Forse tra qualche stagione quei numeri saranno diversi. Le rivoluzioni, anche nello sport, nascono sempre da minoranze consapevoli. La corsa è uno sport antico, essenziale. Bastano un paio di scarpe e una strada. Tutto il resto è contorno. E allora, se davvero vogliamo custodire le strade che ci ospitano, i parchi che attraversiamo, i lungomari che ci regalano vento e respiro, dobbiamo iniziare a chiederci quale traccia vogliamo lasciare dietro di noi. Dentro la Corsa non significa solo parlare di tempi, classifiche e preparazione. Significa guardare il nostro mondo da vicino, metterlo ai raggi X, interrogarci. La domanda resta lì, semplice: siamo pronti a cambiare? Forse la risposta non arriverà in un sondaggio. Arriverà in silenzio, in un piccolo gesto prima dello start. Una borraccia nello zaino. Una scelta diversa. E, come sempre, saranno le vostre indicazioni a guidare il prossimo tema. Perché questa rubrica cammina e corre insieme a voi.



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